Archivio della categoria “fotografia”

La Piazza Garibaldi ha iniziato il suo sviluppo  dopo la posa della prima pietra (dicembre 1912) della scuola elementare. La costruzione richiese tempi piuttosto lunghi anche per l’apertura della via XXIV Maggio, che mise in comunicazione la piazza Garibaldi con la piazza S. Domenico. Il progetto è dovuto agli ingegneri Bartolomeo Ravenna e Lorenzo Leone. Il casamento, intitolato al cagliaritano Alberto Riva Villasanta, caduto diciottenne poco prima della fine del primo conflitto mondiale, fu portato a termine solo nel 1930 con il completamento del corpo centrale e dell’altra ala confinante con la via Bosacon e la costruzione poi di alcuni palazzi ancora presenti con lo stile tipico del periodo fascista.

Oggi la piazza è in fase di completo restauro, vedi foto gentilmente concesse da Valerio Carta e Silvia Caredda

2016 -2017

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 Foto di Fabrizio Pau

La chiesetta vista da un’altra prospettiva

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Piazza Gramsci: interessante il confronto tra la piazza del 1940 vista con gli occhi del fotografo Alfonso Efisio Thermes e quella di oggi completamente rinnovata

 

Sotto, la piazza prima del restauro

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Il Palazzo del Comando Militare in Via Torino nel 1929, con i soldati di guardia al portone d’ingresso

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1970 – 2017

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sotto una foto della via Pessina nei primi anni ’60

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Foto E. Thermes

 

 

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La Piazza Repubblica in una foto degli anni 60 e in una di oggi

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La ZEDDA PIRAS nasce nel 1854 ad opera di Francesco Zedda, che associa
al cognome paterno
(Zedda) quello materno (Piras) per distinguere la propria attività da quella di alcuni altri operatori del medesimo settore con lo stesso cognome.

II primo stabilimento vinicolo nasce dunque nelle vicinanze di Cagliari e si dota subito di una organizzazione commerciale in Sardegna, in Italia e all’Estero.

La vecchia sede , che si trovava nell’attuale  viale Ciusa all’incrocio con Via Biasi, è in completa trasformazione. Sorgeranno infatti nuove abitazioni, negozi e uffici.

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Questa casetta affianco alla Grotta della vipera a chi apparteneva? Quando e come è stata distrutta? Perchè?

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1960-2016

Le prime notizie certe del quartiere risalgono al 1254, data di fondazione del convento dei Domenicani.
Villanova è il quartiere del centro storico che ha conservato maggiormente il carattere di “borgo” con le lunghe file di case a pochi piani e omogenee fra loro. E’ anche l’unica parte antica di Cagliari che conserva, nascosti dietro muri lungo le vie, cortili e piccoli giardini che rendono l’idea di come era un tempo.
La via Garibaldi, che può considerarsi il limite inferiore del quartiere, è ormai completamente commercializzata ed è una delle strade più vivaci della città oltre ad essere una delle poche pedonalizzate.
Delle antiche mura è rimasto solo il nome di un piccolo passaggio in comunicazione con la via S. Domenico, chiamato portico Romero.

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1926 – 2016

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Sfilata di personaggi in costume presso il Palazzo Municipale di Cagliari in occasione del primo festival della Danza popolare nel 1958.

Fonte mediateca.comune.cagliari.it/

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Nostra Signora del Carmine è una chiesa parrocchiale di Cagliari, ubicata in viale Trieste, nella parte bassa di Stampace, a poca distanza dalla piazza del Carmine. Il tempio è officiato dai padri carmelitani che dimorano nell’adiacente convento.

L’attuale chiesa del Carmine venne eretta negli anni 50 del XX secolo, sopra i resti del cinquecentesco complesso dei carmelitani, distrutto dai bombardamenti del 1943. L’antica chiesa era un pregevole esempio di architettura gotico – catalana e presentava al suo interno l’interessante cappella Ripoll, che costituiva una delle prime e poche costruzioni ispirate ai canoni rinascimentali a Cagliari. Alcuni frammenti lapidei della cappella vennero recuperati e sono oggi conservati nella nuova chiesa.

Quest’ultima venne edificata in stile neoromanico. La severa facciata a salienti è ornata nella parte inferiore, caratterizzata dal paramento a fasce bicrome, da un portale strombato sormontato dalla statua della Vergine e da un oculo, mentre nella parte superiore, più essenziale, si aprono dieci monofore. Affianca l’edificio l’alto campanile a canna quadra, sormontato da una piramide con la statua bronzea della Madonna, opera di Franco d’Aspro, sull’apice. L’interno è a tre navate, divise da pilastri e arcate a tutto sesto. Le coperture sono lignee.

Alcune pareti dell’edificio sono ornate dai mosaici dell’artista Aligi Sassu, realizzati nel 1966, in cui sono rappresentati soggetti legati alla Madonna del Carmine e all’ordine carmelitano. Nella parete dell’abside, semicircolare, sono raffigurati il profeta Elia tra due angeli, l’Inferno e il Purgatorio. Alla base della medesima parete sono i ritratti dei pontefici che sostennero l’ordine carmelitano, mentre nel catino dell’abside è rappresentata la Madonna nell’atto di donare lo scapolare a san Simone Stock. Sopra l’arco absidale è il mosaico della Gloria di Cristo, con angeli e santi carmelitani. Altri mosaici, raffiguranti l’Addolorata, papa Pio XII e papa Paolo VI, sono collocati nelle navate laterali.

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Porta Cristina, a Cagliari, è una porta di accesso al quartiere Castello che collega il viale Buoncammino, ove era situato lo storico carcere (ora chiuso), alla piazza Arsenale.

L’attuale Porta Cristina sostituì Porta del Soccorso, risalente al XVII secolo, e venne edificata nel 1825 in stile neoclassico, secondo un progetto del conte Carlo Pilo Boyl approvato da re Carlo Felice di Savoia. La porta venne chiamata Cristina in onore della regina Maria Cristina, sposa di Carlo Felice.

Porta Cristina, le cui linee si ispirano alla facciata interna della Porta Pia di Roma, presenta l’arco di accesso aperto tra due lesene che reggono una trabeazione delimitata da due cornici aggettanti, entro le quali è posta una lunetta semicircolare in cui si trova l’iscrizione dedicatoria.

1854 foto di Edouard Delessert

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