Archivio della categoria “Viaggi”

Un’altra strada di Cagliari, la via Pessina , zona che negli anni 50 era considerata estrema periferia, oggi sta subendo una trasformazione. L’area in cui era sorta la mensa universitaria oggi è stata demolita.

Qui sotto la stessa area prima della costruzione degli stabili demoliti

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In questi giorni, a Cagliari, è in corso la mostra fotografica di Marco Mattana  sui sotterranei della nostra città di Cagliari , intitolata Cagliari Sotto.

Lui è uno speleologo esperto, con la passione per la fotografia ed ha iniziato giovanissimo ad interessarsi della storia nascosta della sua città avendo vissuto nel centro storico .

Per poter imparare i segreti di questa grande passione, quindici anni fa è entrato a far parte del Gruppo Speleo Archeologico Giovanni Spano  dove ha frequentato dei corsi di speleologia omologati dalla SSI.

In occasione degli eventi di “Cagliari Paesaggio” il comune di Cagliari ha patrocinato la mostra fotografica di cui sopra.   Il fascino e la bellezza della città sotterranea è stata messa così in luce  facendole arrivare a chiunque.

La mostra è visibile tutti i giorni  al SeArch Largo c. Felice 2 Cagliari ,  dalle 9 alle 20

 

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Cava di Su Stidddiu

Che Cagliari avesse una seconda città sotterranea si è sempre saputo, ma vederla attraverso l’obiettivo del fotografo Marco Mattana è davvero affascinante e inquietante allo stesso tempo.

In questi giorni a Cagliari c’è una mostra da vedere assolutamente.  Si intitola “Cagliari Sotto” e si trova nel sottano del Palazzo comunale di Via Roma con ingresso angolo Largo Carlo felice. Fotografie che attraversano una storia di dominazioni dai fenici agli spagnoli, passando per le Carales dell’impero romano e il Castel di castro dei pisani, per terminare con una città che cerca riparo sotto la roccia dalle bombe degli allleati.

 

 

 

 

 

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Premetto che questo non è un post polemico, ma una considerazione sui lati positivi e negativi che riguardano la pedonalizzazione della via Roma.

Per carattere amo le modifiche e le innovazioni. Tutto ciò che si può rendere moderno e pratico mi piace e ben venga. Ma in questo caso ho toccato con mano un disagio abbastanza importante. Mia madre, quasi 91enne, ogni tanto mi chiede di portarla a fare un giro nel centro storico della  città e soprattutto nella zona della sua infanzia: la Marina. La meta è sempre stata la colazione in uno dei vari bar sotto i portici oppure nel Largo. Quando il parcheggio trovato non era nelle vicinanze   la prassi prevedeva che l’accompagnassi sul luogo deciso, la facessi accomodare  davanti a qualche tavolino, e poi cercassi parcheggio ,  quasi sempre alla Stazione.

Un giorno   abbiamo scoperto che se uscivamo di casa prima delle 9 , trovare un parcheggio non era poi così difficile, anche sul lato destro della via Roma e quasi sempre vicino allo storico caffè Torino.

Ieri questo non è potuto succedere. Mi ha chiesto di portarla a vedere  da vicino la trasformazione del centro. Le ho spiegato che ciò era impossibile perchè il passaggio per le auto si sarebbe interrotto prima. Alla fine della via XX settembre, i vigili ci hanno indirizzato verso l’alto, in direzione Bastione. Siamo quindi salite sul   Viale Regina Margherita, speranzose in un parcheggio magari proprio vicino alla Piazza Costituzione.  La speranza di poterci sedere all’Antico Caffè è svanita presto: nessun parcheggio.

Non ci è rimasto che proseguire verso Viale Regina Elena. Qui, per chi è ancora in forma fisicamente ci sarebbe stata l’opportunità dei parcheggi a pagamento, certamente, ma non per Lei. Alla sua veneranda età non sarebbe stata in grado di percorrere a piedi  neppure 20 metri. Quindi nulla, anche questa idea è svanita.  Ci siamo dirette quindi verso i Giardini pubblici, dove, stranamente, c’erano diversi parcheggi liberi, peccato che mancavano i puntio di ristoro.

Superata Porta Cristina ci siamo immessi nel Viale Buoncammino. Dal finestrino ha ammirato la sua Cagliari in una bella giornata di maestrale. Luminosa, bella come bello è il viale completamente rinnovato, elegante e pulito. Ho visto mia madre contenta, avrebbe avuto il piacere di scendere e sedersi in una panchina. Impossibile come in tutte le altre zone. Nessun parcheggio e neppure un’area dove sostare per qualche minuto.

Sempre più deluse abbiamo proseguito verso la discesa direzione Piazza d’armi. Abbiamo ammirato  dall’alto il lontano Castello di San Michele. Ho pensato che forse potevamo scendere verso la via Cadello per fermarci magari al Parco di Monte Claro, ma  il parcheggio era un vero sconosciuto. Abbiamo proseguito ancora ritrovandoci sotto il cavalcavia, davanti a quella rotonda “croce e delizia” per diversi anni. L’abbiamo superata ma , improvvisamente, ho avuto la sensazione che l’auto avesse inserito il pilota automatico il quale ci ha condotto diritti verso la Città Mercato di Pirri. Avete presente la vignetta dell’uomo nel deserto che improvvisamente vede l’acqua? Ecco, finalmente un parcheggio ed anche vicino all’ingresso. Deluse e rassegnate, siamo scese dalla macchina e ci siamo dirette verso il bar all’interno del grande Store. E’ stata una bella gita panoramica, non c’è che dire! La meta era decisamente un’altra  ma ci siamo dovute accontentare.

 

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Foto gentilmente concessa da Giorgio Biolchini

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La Piazza Garibaldi ha iniziato il suo sviluppo  dopo la posa della prima pietra (dicembre 1912) della scuola elementare. La costruzione richiese tempi piuttosto lunghi anche per l’apertura della via XXIV Maggio, che mise in comunicazione la piazza Garibaldi con la piazza S. Domenico. Il progetto è dovuto agli ingegneri Bartolomeo Ravenna e Lorenzo Leone. Il casamento, intitolato al cagliaritano Alberto Riva Villasanta, caduto diciottenne poco prima della fine del primo conflitto mondiale, fu portato a termine solo nel 1930 con il completamento del corpo centrale e dell’altra ala confinante con la via Bosacon e la costruzione poi di alcuni palazzi ancora presenti con lo stile tipico del periodo fascista.

Oggi la piazza è in fase di completo restauro, vedi foto gentilmente concesse da Valerio Carta e Silvia Caredda

2016 -2017

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 Foto di Fabrizio Pau

La chiesetta vista da un’altra prospettiva

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Piazza Gramsci: interessante il confronto tra la piazza del 1940 vista con gli occhi del fotografo Alfonso Efisio Thermes e quella di oggi completamente rinnovata

 

Sotto, la piazza prima del restauro

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Il Palazzo del Comando Militare in Via Torino nel 1929, con i soldati di guardia al portone d’ingresso

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In questa seconda parte dell’intervista (guarda la prima), Paolo Racugno racconta di come si sia trovato in mezzo alle bombe che  sono piovute copiose sulla città di Cagliari. Ricorda i momenti drammatici della distruzione della sua casa; il salvataggio di due ragazzine di cui non ha mai saputo più niente; il tentativo di salvare un amico colpito da una scheggia a un passo da lui.

Momenti terribili che non si dimenticano. Oggi, nonostante i suoi cento anni, li ha ancora vivi nella sua mente.

MEMORO – La Banca della memoria

Video importato

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foto da La mia Settimana Santa

Il Rotary Club Cagliari sud ha organizzato uno spettacolo di beneficenza con lo scopo di raccogliere fondi per il  restauro del preziosissimo Crocefisso del 1700 che si trova esposto nella chiesa di Sant’Efisio a Cagliari. Si tratta del Cristo “snodato” che duranti i riti della “Settimana Santa” viene portato in processione.

La chiesa di Sant’Efisio sorge su una grotta, che affonda per nove metri nella roccia calcarea, ritenuta tradizionalmente la

prigione dove Efisio fu rinchiuso prima di essere decapitato sulla spiaggia di Nora nel 303 d. C.. Nel 1726, su progetto dell’architetto piemontese Antonio Felice De Vincenti, venne iniziata la costruzione dell’Oratorio dell’Arciconfraternita. In seguito l’edificio fu modificato per adeguarlo al più moderno stilebarocchetto piemontese; nel 1780 la vecchia chiesa fu demolita e la sua ricostruzione si concluse nel 1782.
La facciata, delimitata da lesene ioniche, è spartita in tre ordini da cornici orizzontali. L’interno è a navata unica, voltata a botte, scandita da paraste e trabeazioni di gusto classico.
Sui lati si aprono tre cappelle per parte; l’ampio presbiterio è sopraelevato e coperto da una cupola ottagonale su tamburo.
L’arredo marmoreo conferisce all’interno un’impronta tipica moderna del gusto di fine Settecento.
L’altare maggiore, in preziosi marmi policromi, opera del marmoraro lombardo Giovanni Battista Franco, è datato 1786; mentre è del 1791 l’altare della cappella di Sant’Efisio, sulla destra. Qui è collocata la statua del santo, opera dello scultore Giuseppe Antonio Lonis, databile al 1755, che ogni anno si porta in processione in occasione della famosa sagra del 1° Maggio.
Nel 1798 fu eretto l’altare del Crocifisso nell’Oratorio dell’Arciconfraternita che, alla fine dell’Ottocento, fu annesso alla chiesa.
La chiesa conserva dipinti di Francesco Costa, Domenico Colombino e del cagliaritano Sebastiano Scaleta.
Fra le statue pregevole una scultura di ambito napoletano del XVII secolo raffigurante l’Ecce Homo.

 

Lo spettacolo di beneficenza è un Gran Varietà ricco di soprese con la regia e conduzione di Luca De Angelis.

 

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1970 – 2017

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sotto una foto della via Pessina nei primi anni ’60

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Foto E. Thermes

 

 

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La Piazza Repubblica in una foto degli anni 60 e in una di oggi

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Da anni , l’area antistante la questura, dietro il Palazzo di giustizia, è un immondezzaio vero ricettacolo di blatte e topi. E’ transennato, e c’è anche un cartello di lavori in corso, ma di sistemazione neppure l’ombra

 

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La ZEDDA PIRAS nasce nel 1854 ad opera di Francesco Zedda, che associa
al cognome paterno
(Zedda) quello materno (Piras) per distinguere la propria attività da quella di alcuni altri operatori del medesimo settore con lo stesso cognome.

II primo stabilimento vinicolo nasce dunque nelle vicinanze di Cagliari e si dota subito di una organizzazione commerciale in Sardegna, in Italia e all’Estero.

La vecchia sede , che si trovava nell’attuale  viale Ciusa all’incrocio con Via Biasi, è in completa trasformazione. Sorgeranno infatti nuove abitazioni, negozi e uffici.

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Questa casetta affianco alla Grotta della vipera a chi apparteneva? Quando e come è stata distrutta? Perchè?

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