Archivio della categoria “Sport”

Un altro prestigioso risultato per la regina delle acque sarda Francesca Deidda!

Ieri mattina a Budapest durante la finale dell’esercizio di squadra tecnico insieme alle compagne azzurre, Francesca Deidda ha conquistato un ottimo quinto posto mondiale!

Ma c’è di più, perché il punteggio totalizzato ovvero 90.7617 è il miglior punteggio ma io tenuto in questo esercizio e quindi un record per le ragazze azzurre!

Prossimo appuntamento per Francesca Deidda domani pomeriggio per i preliminari del Libero di Squadra, forza Francesca!

Fonte http://www.nuotatorisardi.com 

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Sviluppare il senso di appartenenza e la cittadinanza attiva e responsabile, creare sinergie tra tutti coloro che operano nei vari quartieri della città, sviluppare le corrette politiche di educazione dei giovani e sviluppare le buone prassi. Questi sono i principali obiettivi di “Dentro il quartiere, il gioco delle relazioni”, iniziativa organizzata dalla Fondazione Carlo Enrico Giulinialla quale il Comune di Cagliari ha dato il proprio patrocinio.La Coppa Quartieri   vedrà i cinque quartieri di Cagliari sfidarsi nei tornei di calcetto e di pallavolo oltre che in una gara di atletica. Dopo la fase eliminatoria che si è svolta tra Sant’Elia/San Bartolomeo, Is Mirrionis/San Michele, Mulinu Becciu, Marina/Stampace e Barracca Manna/Santa Teresa domani 2 giugno  si ritroveranno  allo stadio Sant’Elia per la finale.

All’evento sportivo sono stati ammessi ragazzi e   ragazze dagli undici ai sedici anni . La  società Cagliari Calcio non ha fatto mancare il suo appoggio così come hanno fatto la Diocesi di Cagliari, e la comunità Casa Emmaus delle Missionarie Somasche di Elmas.
“Lo sport – ha commentato l’Assessore Secchi – ha il potere di suscitare emozioni e in questo mi piace evidenziare il pensiero di Nelson Mandela. Lo sport sa ricongiungere persone come poche altre cose e ha il potere di risvegliare la speranza dove prima c’era solo la disperazione. Ma rappresenta anche un modo importante per migliorare la salute dei cittadini ed ha una grande dimensione educativa. In più svolge un ruolo sociale, culturale e ricreativo che non possiamo certo trascurare”.
La giornata di domani  sarà animata dai ragazzi dell’accademia di canto Vi.U. Music Academy che canteranno diversi brani fra una partita e l’altra. Verrà eseguito anche il brano “Ripartiremo” con gli “Artisti sardi per Amatrice” che  Mattia Sanna, allievo della stessa accademia, ha composto per raccogliere fondi per le popolazioni terremotate del centro Italia.

 

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In occasione della tappa ciclistica cagliaritana del Giro d’Italia, i cronisti sportivi di RAI DUE nel ricordare i 100 anni del giro, porgono in diretta gli auguri al campione di equitazione cagliaritano  Paolo Racugno che oggi compie cento anni.

In questo ultimo mio video di una lunga intervista, Paolo Racugno completa il suo racconto sull’ascesa della dinastia Capra con la Vinalcool di cui lui stesso è stato amministratore.

Nell’ultima parte dell’intervista il suo viso si illumina quando parla dei suoi due nipoti Francesco e Paolo : il primo, campione di equitazione e di lotta greco romana, e il secondo oggi medico cardiologo.

Potrete visualizzare tutti i video anche su Memoro – La banca della memoria

 

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Nella quinta parte della lunga intervista che ho realizzato col campione di equitazione Paolo Racugno, il centenario racconta di quando e come ha conosciuto sua moglie Margherita Grimaldi. Un dolcissimo ricordo, a tratti commovente e ricco di particolari . Complice è stata la spiaggia del Lido di Cagliari.

Margherita Grimaldi, mancata qualche anno fa, ultranovantenne, è stata vicino al campione fino alla fine .

Tutti i video cliccando  su MEMORO

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Nella quarta parte della lunga intervista al centenerario Paolo Racugno, pluricampione di equitazione,    il simpatico racconto della sera in cui è stato invitato con tutta la squadra alla corte della regina Elisabetta, di sua madre, e della sorella Margaret. Ci racconta inoltre come è arrivavo alle olimpidi e delle tante vittorie nelle capitali europee.

MEMORO

La banca della memoria

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In questa seconda parte dell’intervista (guarda la prima), Paolo Racugno racconta di come si sia trovato in mezzo alle bombe che  sono piovute copiose sulla città di Cagliari. Ricorda i momenti drammatici della distruzione della sua casa; il salvataggio di due ragazzine di cui non ha mai saputo più niente; il tentativo di salvare un amico colpito da una scheggia a un passo da lui.

Momenti terribili che non si dimenticano. Oggi, nonostante i suoi cento anni, li ha ancora vivi nella sua mente.

MEMORO – La Banca della memoria

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Paolo Racugno e Titti Manca

 

Ho incontrato Paolo Racugno nella sua bella casa che si affaccia sul porto di Cagliari, nel cuore della città. Mi accoglie sorridente, elegantissimo, e soprattutto lucidissimo. Avrei anche potuto tralasciare questo particolare se non fosse che sto parlando di una persona di 100 anni. Gli occhi vivaci mettono in evidenza un’intelligenza fuori dal comune. Da tanto tempo avevo il desiderio di intervistarlo, di sentire dalla sua voce il racconto della sua vita avventurosa. Lui ha sempre avuto una grande passione per i cavalli. Fin da bambino il suo sogno era poterli cavalcare e questo sogno si è avverato presto. La disciplina dell’equitazione (ma anche il Pentatlon), lo ha portato in giro per il mondo. Tante vittorie, tante coppe, tanti premi. Dalla partecipazione alle Olimpiadi alla vittoria di Londra. Simpatico il racconto particolareggiato della cena  a Buckingham Palace alla corte della regina Elisabetta, di sua sorella Margaret e della regina Madre. Ma i  racconti di Paolo Racugno non si fermano solo all’equitazione. Il ricordo dei bombardamenti che hanno devastato la città di Cagliari è ancora una ferita aperta. E ancora,  il racconto della nascita e lo sviluppo del birrificio Ichnusa, legato all’azienda Vinalcool di cui era dirigente con i componenti della famiglia Capra.

Insomma, sentirete tutto dalla sua voce squillante. Di seguito posto il primo dei video-documenti che ho realizzato, ma tengo in modo particolare a farvi leggere la motivazione dell’ultimo dei tanti premi ricevuti , quello prestigioso AONI (Accademia Olimpica Nazionale Italiana).

MEMORO – La banca della memoria

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Scomparso Pietro Pianta portiere del Cagliari nelle stagioni 1965/68. Finita la seduta degli allenamenti del giovedì a pomeriggio inoltrato in uno stadio quasi deserto Gigi cominciava a tirargli le stamborrate da fuori area, e non ce n’era per nessuno. Più tardi dal ’69 anche Domenghini faceva gli straordinari mettendosi in porta e per noi ragazzini in Tribuna numerata con accesso libero, era uno spettacolo anteprima di campionato. Lo scudetto volava già sopra l’Amsicora e Sandro Ciotti con Gianni Brera insieme ad altre firme del giornalismo sportivo prendevano gli appunti di una legenda che fa sognare ancora come: “Quando Gigi Riva tornerà”

(Mario Salis.)

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Auguri Signor Franco!
Sono 90 candeline quelle che spegne oggi, Franco Carpineti, un nome illustre della pallacanestro isolana. Nato il 12 settembre del 1924 a Genazzano in provincia di Roma, e’ un personaggio al quale si devono tanti successi delle nostre squadre, ma soprattutto un uomo che ha insegnato pallacanestro ai giovani sardi diventati poi grandi protagonisti nei parquet di tutta Italia. Eppure fino ai 28 anni di età per “Signor Franco” come lo chiamano ancora i suoi allievi, la pallacanestro era un punto oscuro, anche se, come spesso ha ammesso, le piaceva molto. Lui arrivava dal calcio dove con il ruolo di portiere aveva militato in alcune squadre laziali. Si appassionò sempre più al basket tanto che giocò anche nella formazione dell’Aeronautica Militare (essendo meteorologo), ma mancava il talento. Poi si dedicò esclusivamente al basket, ma da allenatore. Nel 1965 arriva a Cagliari, chiamato dall’allora presidente dell’Olimpia Cagliari Bepi Mosca con il nulla osta dei fratelli Pirastu, di Edo Pedrazzini e Vittorio Tracuzzi, in quel periodo grande allenatore di basket, uno dei migliori tecnici in Italia. Con lui partì la prima leva minibasket per bambini dai 10 ai 12 anni. Con Tracuzzi, Franco Carpineti imparò tantissimo, soprattutto la tecnica che trasmise poi a tutti i suoi allievi. Con l’aiuto di Tracuzzi contribuì alla rinascita del G.S. Aquila, creando un gruppo fantastico che in quattro anni passò dalla prima divisione alla serie C. Con l’Aquilia arrivò per due volte alle finali nazionali: arrivando in entrambi i casi al sesto posto.
In quella formazione giocavano Davide Galasso, Bernardo Franzini, Piergiorgio Siddi e Giuliano Beltramini. Nel 1969 dopo aver vinto per alcuni anni di fila i titoli regionali in diverse categoria, passa alla Pallacanestro Cagliari (1970) chiamato da Otello Formigli.
Carpineti prende la formazione del 1957 e in 5 anni di lavoro vince tutto. In questo gruppo milita un sedicenne, Gigi Maxia che, a soli 16 anni é nella rosa della prima squadra in serie A. Per far capire quanto ha dato Franco Carpineti alla pallacanestro isolana è emblematico il ricordo di una finale regionale cadetti a Sassari. Lui era allenatore di due formazioni semifinaliste: Brill A (1956) e Brill B (1957). Le due squadre andarono in finale e lui si alternava nelle due panchine a dare suggerimenti e incitare i suoi ragazzi. Alla fine vinse la squadra del 1956.
La squadra dei ragazzi del G.S. Aquila, allenata da Franco Carpineti . fine anni ’60
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 Questa volta la Partita del cuore sarà a Cagliari ed ha un titolo: ” Oggi vinco io” . La sfida sarà tra una rappresentativa dell’Oncologico costituita da operatori sanitari, pazienti, familiari e volontari, e le Vecchie Glorie Rossoblù. Una vera bomba!

Chi saranno i grandi campioni  che hanno accettato questa bella sfida? Per scoprirlo dovrete partecipare.

La partita si terrà nel  Campo Ferrini di Viale Marconi domenica 8 giugno alle ore 18. 

L’iniziativa è nata con l’intenzione di creare un momento di condivisione e empatia, al di là delle mura ospedaliere, fra tutti coloro che si prendono cura del malato oncologico e con lo stesso, e nel contempo iniziare a costituire una raccolta fondi, che sarà poi gestita dai volontari ospedalieri, per l’istituzione di Sky nelle camere di degenza dei pazienti dell’oncologico.

L’iniziativa è sostenuta dalle associazioni di volontariato e di malati oncologici( Uniti per la Vita, Sinergia Femminile, Lega Italiana per la lotta contro i tumori, Abbracciamo un sogno ), nonché dall’Associazione nazionale dei medici oncologi(AIOM).

L’ ingresso e’ libero. Sono gradite offerte libere per l’obiettivo appena dichiarato, e/o comunque collaborazioni fattive per la sua realizzazione, a favore del miglioramento della qualità di vita dei pazienti durante la degenza ospedaliera.

Organizzatori dell’evento sono il Dr. Daniele Farci e la Drssa M.Bernardetta Aloi dell’Oncologia Medica del Businco. L’addetto stampa e’ il Dr Carlo Cabula della Chirurgia Generale dello stesso nosocomio. Lo staff che organizza l’evento è altresì costituito dalla Drssa Manuela Dettori e dalla Drssa Barbara Fiori della Oncologia Medica , dalla Sig.ra Mariola Trudu e il Sig Giorgio Garau della Direzione Sanitaria, e dai Sig. Stefano Mainas ed Antonio

Sinergia Femminile, Simbett Gioielli, Lilt, Uniti per la Vita, AION, Guardian Angel, ASL Cagliari, Vecchie Glorie Cagliari, rappresentativa Oncologico vi aspettano e vi ringraziano per la partecipazione.

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La scomparsa del portiere Colombo del Cagliari anni 60 nello stesso giorno scompare anche l’ altro rossoblu Sergio Crovi .

di Mario Salis

Dopo una lunga malattia, all’età di 78 anni è morto a Vercelli Angelo Martino Colombo, mitico portiere del Cagliari dal 1960 al 1965, protagonista della trionfale cavalcata dalla serie “C” alla sospirata promozione in “A” insieme al mister Silvestri, sfumata nello spareggio col Pro Patria il 6 giugno 1954 al Flaminio di Roma – e prima ancora in campionato con un rigore sbagliato – dove perdemmo 2 a zero nonostante i diecimila sardi nel pubblico.

Cresciuto nelle giovanili del Pro Vercelli esordisce in prima squadra nel 1954 e vi rimane fino al 1959. Partirà a Messina per una sola stagione 1959-60 per arrivare lo stesso anno a Cagliari. Dal 1965-68 con la Juventus dove vince lo scudetto nel 1967. Dal 1968 al 73 a Verona. Chiuderà la sua lunga carriera nel 1975 militando per due stagioni con l’Omegna.

Si giocava allo stadio Amsicora con il campo ancora sterrato, poco prima della partita passava il camion del Comune con l’idrante per umidificare al punto giusto il terreno di gioco. Mentre un monomotore CESSNA sorvolava Cagliari arrivando a cerchi concentrici sullo stadio per mostrare lo striscione dei cronometri Bulova Accutron. Lancio perfetto come l’ora giusta di Accutron e due orologi con le lunghe coccarde atterravano in campo.

Fuori uno squadrone di carabinieri a cavallo grigi e sauri, cingeva lo stadio per scoraggiare i portoghesi a scavalcare il muro di recinzione, con l’invalicabile filo spinato spiovente, ma audaci scalatori compivano l’impresa sotto lo sguardo ammirato dei militi. I genitori si portavano i figli dietro, cercando di rimpicciolirli per non pagare l’ingresso, riuscendo a fatica a commuovere gli addetti alla biglietteria, non prima di averli obliterati con un “ma si è prontu a fai su sordau”. Per vedere le grandi squadre blasonate, si andava alle 11 per l’apertura dei cancelli e consumare il pranzo in curva Est od Ovest.

Riserve di Colombo furono Bertola e Bogazzi proveniente dalla Torres. Angelo Martino non si può dire fosse uno spilungone, accreditato di una statura di 1,68 innalzato nelle figurine fino a 1,73, fu uno dei portieri più bassi insieme a Quintini, ma dotato di uno slancio eccezionale nelle uscite determinate di pugno o nei plastici placcaggi. Ordinato ed elegantissimo nella sua tenuta di estremo difensore, con scarpe che splendevano con i lacci bianchi, facendoci sognare per Natale le scarpe con tacchetti di cuoio, ma anche i chiodi che con l’uso sui polverosi campi di periferia, rientravano dolorosamente all’interno.

Arrivò la serie “A” con il campo finalmente erboso, la promozione fu la festa di tutta la città, una millequattro inconfondibilmente diesel – quelle del noleggio del Largo Carlo Felice – pavesata con le bandierine come una nave, fece un giro d’onore sulla pista di atletica prima di salutare l’ultima partita in “B”.

Colombo fece il suo dovere anche in “A”, fu Carletto Mattrel a sostituirlo, arrivando direttamente dalla Juve reduce dalla nazionale nei mondiali del Cile, quando i ragazzini lo aspettavano in via Cadello dove abitava, per gli autografi. Vestì così la maglia della grande signora facendo da riserva a Roberto Anzolin, vincendo lo scudetto nella stagione 1966-67.

Nel 1968 dodicesimo al Verona Hellas che già aveva i capelli tutti bianchi, “penna bianca” si accomoda in panchina aspettando pazientemente il suo turno, guardando giocare De Min e Pier Luigi Pizzaballa, una vita nell’Atalanta e poi nella Roma, famoso oltre che in campo per essere la figurina introvabile della Panini Modena che non ti faceva completare l’album.

Nel campionato del 1970-71 all’ottava giornata, Pizzaballa incappa in un brutto infortunio alla spalla, è di nuovo la sua grande occasione per volare tra i pali come un ragazzino, anche se ha giocato solo dieci partite in due anni. A Torino contro la Juve, disputa una partita strepitosa, para tutto o quasi prima di essere battuto con onore, da uno spunto vincente poco dentro l’area del biondo Haller.

Quando ritorna a Cagliari con i giallo blu, para un rigore a Gigi Riva, il suo rombo di tuono non andò a segno, forse perché mentre sistemava la palla nel dischetto, il vecchio compagno di squadra lo schernì innervosendolo “tanto te lo paro” e cosi fu.

Alla soglia dei quarant’anni è uno dei portieri più esperti ed anziani del campionato, insieme al lungo Fabio Cudicini del Milan col suo 1,91. Al Verona gli consente di salvarsi in “A” per due volte consecutive. Si ritira umilmente nel 1975 dopo due campionati con l’Omegna.

Quando l’alto parlante annunciava le formazioni, eravamo pronti a tambureggiare con i piedi i tavoloni delle curve, i giocatori non uscivano ancora dal sotto passaggio ma da una palazzina sul fronte de La Palma in quell’ordine perfetto: Colombo, Martiradonna, Tiddia, Spinosi, Mazzucchi, Longo, Torriglia, Rizzo, Cappellaro, Greatti, Riva. Correva l’anno 1964 saremo stati promossi in “A” insieme a tutta la Sardegna e così poi verso la discesa fino al 1970, anno dello scudetto.

Mentre scriviamo, apprendiamo della scomparsa a 77 anni di Sergio Crovi, vesti la maglia rossoblu del Cagliari nella stagioni 1958 al 1960 in serie “B” nel 1960-61 in “C” classificandosi al secondo posto, per un totale di 38 partite segnando 8 reti. Giocatore del Quartu e della Tharros di cui divenne allenatore, stabilendosi nel capoluogo oristanese aprì un’attività commerciale di articoli sportivi. Fu stimato allenatore oltre che della Tharros anche del San Marco Cabras, del Macomer e della Torres

In una rara intervista radiofonica di Radio Sardegna gli fu chiesto che canzone preferisse, rispose “il cielo in una stanza” di Gino Paoli. Angelo Martino adesso che lo vedi non più racchiuso in una stanza, quando chiamerai il pallone ai due terzini in area di nome Mario, per spiccare il tuo volo verso una presa sicura, salutaci l’infaticabile e generoso Martiradonna insieme al silenzioso e roccioso Tiddia schierati strenuamente a difendere quella porta di cui eri estremo difensore.

http://cagliari.globalist.it/

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La Nuova Sardegna  -Olimpiadi 1960- Hokey su prato

 

otto gli amsicorini convocati: Cicci Salis, Luigi e Giampaolo Farci, Antonio Vargiu, Bruno Figliola, Giovanni Anni, Antonio Lenza e il capitano dei cagliaritani e della nazionale Giampaolo Medda.

Con loro anche il portiere del Cus Cagliari Ugo Zorco.

Franco Sar (Arborea21 dicembre 1933) è un ex atleta italiano specializzato nel decathlon. Partecipò a due edizioni dei Giochi olimpici: a Roma 1960 conquistò la sesta posizione, mentre a Tokyo 1964 si classificò tredicesimo.

La Maglia Azzurra è indossata da altri 4 atleti isolani, Sebastiano MANNIRONI (bronzo) e Leonardo MASU nel sollevamento pesi, il cavaliere Antonio OPPES (bronzo) ed i canottieri  Giancarlo PIRETTA  e Giuseppe PIRA

testi e ricerche di Mario Salis

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Ho realizzato questo video-documento con l’attore cagliaritano Giampaolo Loddo. Lui è sempre stato un grande appassionato del calcio ed in particolare della squadra del Cagliari. Fra i tanti ricordi, in questo video , parla dell’epoca d’oro dello scudetto con Gigi Riva ma anche ahimè la triste disavventura che ha portato la squadra in serie B.

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Inizio della partita del Cagliari contro il Napoli allo stadio Is Arenas di Quartu Sant’Elena un video di Raffaella Atzori finita purtroppo con uno 0-1

Ivo Pulga è deluso per il ko col Napoli: “Siamo stati condannati da un episodio, la sconfitta è immeritata”.

“Abbiamo tenuto il Napoli nella sua metà campo – spiega il tecnico del Cagliari -. Abbiamo collezionato cinque o sei grandissime occasioni, mentre loro si sono difesi in dieci e anche con marcature a uomo. Abbiamo fatto l’impossibile, c’è da ringraziare tifosi e squadra e pensare subito alla prossima partita: andando avanti così raggiungeremo velocemente la salvezza”.

26 novembre 2012

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L’artista cagliaritano Giampaolo Loddo racconta in questo video del giorno in cui ha incontrato Gigi Riva e di come lo abbia poi invitato alla sua trasmissione di Videolina ” Il Calderone“.

In quell’occasione, Gigi Riva partecipò anche con un altro grande giocatore della squadra del Cagliari: Nenè.

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Lo stadio Sant’Elia in una cartolina dei primi anni ’70, appena completato e sotto in una foto recente

foto rilevata da http://tuttosardegna.blog.tiscali.it/

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Questa è la casa di un cagliaritano che vive a Londra, fotografata qualche minuto fa. Anche qui si attende con ansia  la finalissima del Campionato Europeo di calcio tra Italia – Spagna.

foto S.Sensi

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Il giornalista cagliaritano Paolo De Maina racconta Cagliari come la ricorda negli anni 80, e quale testimone diretto della nascita del settimanale di inserzioni gratuite più importanti della Sardegna:

Il Baratto.

Il 1980 è un anno denso di avvenimenti e di cambiamenti direi quasi epocali. Intanto è la punta del picco del calo di nascite – vertiginoso – che per ora si assesta a 40% in meno di bambini e scenderà sempre più. Tra padroni e operai nasce una sorpresa perché 40.000 colletti bianchi che pur non attanagliati da grande necessità economiche, ma sicuramente si sentono insoddisfatti di un mondo del lavoro sempre più impersonale, decidono di scendere in piazza in silenzio.

L’inflazione è al 22% e i partiti non si rendono conto del crescente malcontento sociale. Il 30 settembre è la data di nascita di Canale 5 e della vertiginosa ascesa della televisione commerciale e del suo “profeta” italiano Silvio Berlusconi che non finirà di “meravigliare” l’Italia. Parallelamente cresce il suo più grande alleato Bettino Craxi. Ma il 1980 è anche l’anno della ricevuta fiscale, dell’ascesa di Ronald Reagan negli USA, della strage di Bologna e di Ustica, del ricorrente calcio scommesse e del devastante terremoto dell’Irpinia.

In tutto questo quadro che ci fa un po’ da ricostituente per la memoria – ingrediente troppo spesso asfittico nelle nostre menti e nei nostri cuori! – zoomiamo la nostra telecamera su Cagliari. I sindaci dell’epoca sono i democristiani  Mario De Sotgiu, farmacista e Bachisio Scarpa medico igienista e docente universitario, dopo la breve e particolare parentesi del socialista Ferrara.

In quell’anno 1980 comparvero gli sponsor sulla maglia del Cagliari, con l’acquisto della società da parte di – chi non se lo ricorda? – Alvaro Amarugi, un personaggio molto curioso, che portò la formazione rossoblu ad un dignitoso ottavo posto e l’anno dopo al sesto.

Al Poetto erano ancora vivi e vegeti i casotti, quell’architettura policroma, poliedrica e naif che ha fatto sognare generazioni che vi si recavano col mitico tram P a cui innumerevoli piccioccudus si agganciavano pericolosamente per non pagare il biglietto.

Io avevo compiuto da poco i miei 23 anni, avevo finito l’università e mi preparavo a farmi una famiglia, quando il fratello di una carissima amica, Lello, insieme ad altri “folli”, dava inizio, il 30 maggio 1980, con grande spolvero e meraviglia per la pur sempre provinciale (anche se mitica) Cagliari, a Il Baratto fratello non minore di una schiera di altri giornali di annunci economici che da 2/3 anni iniziavano a rivoluzionare il modo di acquistare in Italia: Secondamano in Lombardia, Porta Portese a Roma, Bric à brac a Napoli, “Il Giornale delle Pulci a Palermo.

Il giornale di annunci economici gratuiti costituisce di per sé una idea editoriale rivoluzionaria, che modificherà radicalmente il modo di acquistare in Italia, perché nuova e semplice, che si basa sulla gratuità del servizio offerto.

Le principali testate italiane di annunci, compreso il nostro Baratto, creano un modo serio di operare, con norme rigide e selettive di comportamento degli editori nei confronti degli utenti, degli inserzionisti e dei lettori.

Ogni  privato inserzionista pubblicava il proprio annuncio e sperava nella vendita. Tutti i 40/50enni che leggono alzino la mano se non hanno mai fatto una telefonata per un disco, un motorino, un fumetto o quant’altro annuncio? Penso che le mani alzate saranno nulle o pochissime.

Mi ricordo che, oltre ad annunci, il giornale dava spazio anche ad articoli e rubriche e io, convinto di essere giornalista, cosa che non ho ancora perso, come invece il nero ai capelli, mi sono cimentato in qualche “pezzo”.

Chi mi ha chiesto di dare una testimonianza di un ritaglio di storia cagliaritana, non sa quanto è stato bello, commovente e sicuramente importante questo viaggio nella macchina del tempo, caro e interessante, come le 700 lire che si investivano per andare in edicola a comprare il Baratto

Paolo De Maina

La foto di testa è relativa alla terza sede del Baratto, quella di via Palestrina 26. La foto al centro ritrae l’autore dell’articolo Paolo de Maina con l’attuale moglie. Nella foto a destra una rara immagine di uno dei fondatori del giornale, Raffaello Atzori (l’altro è Cesare Ferrara).

 

Il Baratto è su FACEBOOK

www.ilbarattoannunci.it

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Il tram n.319 per i cagliaritani era un mito. D’estate lo si prendeva per recarsi al mare. Due cagliaritani lo ricordano così: L’allenatore di basket, Beppe Muscas, giovane cestista, lo utilizzava anche in inverno per recarsi agli allenamenti che si svolgevano al Poetto, partendo  dalla fermata del viale Diaz.

Il musicista Sergio Sensi invece lo ricorda così: – “nel 1971 ( avevo 4 anni ) e col bus n. 3 si arrivava vicino alle saline. Fatto un pezzo a piedi, ci  arrampicavamo sul Tram. Eravamo una ventina. Io stavo sulle braccia di Giovanni Sanna ( ex-Vigile del Fuoco, un amico di mio fratello ) e, a tratti, il tram si fermava e il conduttore ( il bigliettaio ) s’inci bogara a son’e corru.”

Questa vettura è la stessa che vedete nella foto in basso (osservare il numero). Mentre a Lisbona i tram circolano ancora , a Cagliari sono ormai diventati solo ferrovecchio abbandonato.

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Una bellissima foto degli anni settanta che ritrae il campione Gigi Riva che insegna il calcio ai bambini del quartiere della Marina.

foto di Francesco Pisano

 Is amigus de sa Marina

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