Archivio della categoria “televisione”

Una delegazione dell’Universitá di Cagliari sarà a Palermo oggi e domani per partecipare, insieme ad altri 70.000 studenti provenienti da tutta Italia, alle Giornate dedicate al XXV Anniversario delle Stragi di Capaci e di Via D’Amelio.

L’Ateneo cagliaritano ha, infatti, aderito alla prima Call “Università per la legalità“, nata a seguito della sottoscrizione a Palermo, il 23 maggio 2016, del protocollo d’intesa tra il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) e, per il suo tramite del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari (CNSU), la Conferenza dei Rettori delle Università italiane (CRUI) e la Fondazione “Giovanni e Francesca Falcone”. Nello specifico, gli studenti sono stati invitati a sviluppare un progetto avente ad oggetto l’approfondimento di “temi connessi ai valori della Costituzione italiana, con particolare riferimento alla cultura della memoria, dell’impegno e della legalitá attraverso la realizzazione di percorsi di sensibilizzazione e formazione in ambito accademico connotati da un consistente legame col territorio o gli ambiti di appartenenza, nello spirito dei principi della terza missione dell’università”. Da qui l’idea degli studenti del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Universitá di Cagliari dei corsi di diritto processuale penale del prof. Leonardo Filippi e di diritto penitenziario della prof.ssa Maria Francesca Cortesi di incentrare il proprio progetto sul tema dell’Anonima Sarda soffermandosi sugli aspetti storici, criminologici e giuridici attraverso uno studio del lavoro delle Commissioni Parlamentari d’inchiesta, dell’evoluzione normativa e delle sentenze emesse dal Tribunale di Cagliari a riguardo. Nello specifico, il progetto si é concretato in tre convegni (uno presso il Dipartimento di Giurisprudenza, uno presso il Tribunale di Cagliari e uno presso il Liceo E. Arborea di Cagliari) in cui è stato trattato il tema dell’Anonima Sarda ed il maxiprocesso celebratosi a Cagliari nel 1982, effettuando un raffronto con il fenomeno mafioso.

Gli studenti che si recheranno nel capoluogo siciliano (Angius Martina, Balconi Federica, Brau Erica, Dessí Eleonora, Oppo Giorgia, Pilia Gemma, Schirra Daniela, Tangianu Michela) accompagnati da un cultore di materia in diritto processuale penale (dott.ssa Raffaella Atzori) parteciperanno, inoltre, alla diretta Rai da via d’Amelio “FALCONEeBORSELLINO” in onda su Rai UNO

 domani martedì 23 maggio dalle 20.30.

Nel 25° anno dalla strage, la “Quarto Savona Quindici”, questo il nome della macchina, torna a casa, nel giardino della memoria costruito poco lontano da Capaci.
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Una delle trasmissioni più longeve della RAI, “Sereno Variabile”, condotta da Alberto Bevilacqua“, sbarca a Cagliari. Il giornalista si sofferma nelle zone caratteristiche del nostro capoluogo presentando le  bellezze della nostra città: Dalla bellissima spiaggia del Poetto, al mercato ittico più vario del mediterraneo: “San Benedetto”; le passeggiate e il centro storico; la città sotterranea con Marcello Polastri, le tradizioni e la bellezza tutta nostra dei fenicotteri e dei suoi parchi nel centro della città. Per chi non avesse visto la puntata ecco il link per rivederla SERENO VARIABILE

 

 Per chi volesse alloggiare a Cagliari ecco alcuni link di BeB nel centro città

ATTICO BIANCO

AFFITTACAMERE  CASTELLO

Vicino alla spiaggia del Poetto

LE DIMORE DEL SOLE

A un passo dalla bellissima spiaggia di Chia

CASAVASCO

 

 

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La politica in TV:cara vecchia tribuna elettorale, una “barba” si tramutò in successo. Quattordici milioni di ascolti.

Il boom economico – emigrazione – carne da vagone con valige di cartone

 [Mario Salis]

 Un degno interprete di pensarla in quel modo, era Romolo Mangione giornalista dell’Umanità prima e di Giustizia poi, organi del Partito Socialdemocratico, che si misurava senza guanti bianchi né alcun riguardo reverenziale con Palmiro Togliatti. Inappuntabile, con la pettinatura all’indietro impomatata di brillantina, affondava  sul versante della doppiezza, incalzando subito con la domanda, “come mai il PCI condannava l’uccisione del primo ministro del Congo Patrice Lumumba e non del primo ministro ungherese Imre Nagy a Budapest nel 1956? Per un partito che oltre ad essere afroasiatico ancor prima dovrebbe essere europeo”. Roba da far tremare i polsi. Non certo al Migliore che tra l’altro replicò di stiletto: “Ella si chiama Mangione ma di politica non ne mastica molto”. Con Gian Carlo Pajetta, che non si lasciò scappare con sarcasmo la bocciatura del tentato ingresso di Mangione nel mondo politico, questi in diretta, gli lanciò addosso una corposa edizione del codice penale sovietico mancandolo di poco, sfiorando quasi il corpo a corpo in diretta.

 Il 5 agosto 1960 Fanfani, al suo terzo Governo – della restaurazione democratica e delle convergenze parallele – annunciava in Parlamento l’avvio di Tribuna Elettorale, che già il 26 aprile 1961 diventava Tribuna Politica, articolandosi oltre che con la consueta conferenza stampa con le conversazioni, non più di 5 partecipanti e gli appelli. Scorrono le personalità di quegli uomini politici: Fanfani: sbrigativo; Nenni: affabile; Togliatti: algido; La Malfa: spigoloso; Almirante: enciclopedico; Moro serafico; Malagodi: disinvolto ed essenziale. In quell’anno Giorgio Vecchietti presenta un dibattito sul tema: i giovani e la Patria, animato da deputati poco più che trentacinquenni: Francesco Cossiga 33 anni, Giorgio Napolitano ammesso per il fatto che 36 li aveva compiuti da poco, il sociologo Franco Ferrarotti, del movimento Comunità di Adriano Olivetti, che di anni ne aveva 34. Lo scenario austero e immutato: alla destra del leader l’addetto stampa, a sinistra il moderatore. Come tali, si alternarono negli anni: Vecchietti, sostituirà Biagi nel 1962 alla direzione del TG, Jader Jacobelli con l’inconfondibile L liscia – esordisce dopo il novembre del ’43, con Radio Sardegna, che trasmette sui 555 metri – “voce dell’Italia libera al servizio del Re, ascoltatela” – Willy de Luca, Ugo Zatterin, Luca di Schiena, Mario Pastore, Luciana Giambuzzi, Nuccio Puleo – volto storico del TG2 muore in Sardegna nel 2001 - Nuccio Fava. La loro notorietà ispirò per anni le imitazioni di Alighiero Noschese. Come scrisse Achille Campanile, scrittore e sceneggiatore: una “barba” si tramutò in successo. Quattordici milioni gli ascolti, con significativi picchi al Sud, insomma gli italiani dimostrano di gradire  come per  Campanile Sera ed il Musichiere.

 Correva l’anno 1960: la stagione del boom economico, la lira italiana riceve dal Finalcial Times del Regno Unito l’oscar delle monete; un quotidiano costa 30 £, un litro di benzina 120 £, il PIL a più 8,3%. Comincia con una brutta notizia: finisce la leggenda di Fausto Coppi che muore a Tortona il 2 gennaio; alla radio inizia “tutto il calcio per minuto”; il 2 febbraio “che notte quella notte!” ma all’alba  del 3, vicino ad una via Margutta velata dalla nebbia, con la sua Ford rosa confetto si schianta  a Roma contro una camion, Ferdinando Buscaglione noto Fred, che a Radio Cagliari nelle grotte vicino alle caserme di Is Mirrionis accompagnava al sax e violino le musiche di Glenn Miller (in tournée in Sardegna, per i militari americani, quando con la sua orchestra eseguì per la prima volta in Europa: “Sun Valley Serenade”),  con Franco e Berto Pisano nel quintetto Aster.

 Il 30 giugno disordini a Genova contro il Governo Tambroni ed il congresso MSI, in piazza della Vittoria parlano Ferruccio Parri e Sandro Pertini: il 6 luglio nella capitale a Porta San Paolo una carica di cavalleria irrompe sui manifestanti; il 7 luglio a Reggio Emilia negli scontri con le forze dell’ordine muoiono cinque operai. Malgrado i rigori della censura, a Cannes vince “la Dolce Vita” di Federico Fellini, e nei cinema escono: “Rocco e i suoi fratelli” di Luchino Visconti e tra gli altri Vasco Pratolini, boicottato dalla Giunta Provinciale di Milano, contestato al Festival di Venezia e censurato dalla Procura; “Tutti a casa” di Luigi Comencini; “La Ciociara” di Vittorio De Sica. Carlo Cassola vince il Premio Strega con “la Ragazzadi Bube”. A Sanremo è prima “Romantica” di Renato Rascel.

Il 25 agosto a Roma si apre la XVII° edizione dei giochi olimpici: 17 atleti sardi 8 amsicorini dell’hokey, 1 del CUS, altri: atletica leggera, canottaggio, equitazione e sollevamento pesi. La medaglia d’oro di Livio Berruti nei 200 metri, che strappa il primato agli atleti di colore, sembra superare il bottino complessivo di tutte le altre 34. Si tinge perfino di rosa quando i rotocalchi ricamano una sua love story con Wilma Rudolph, la gazzella statunitense del Tennessee che prima di vincere tre ori, aveva sconfitto la poliomelite; del profugo istriano Giovanni Benvenuti detto Nino, oro nei pesi welter, come dell’esule di Fiume Abdon Pamich bronzo nella marcia; del giovane Cassius Marcellus Clay prima di chiamarsi Muhammad Ali; di Raimondo D’Inzeo a Piazza di Siena in sella al Salernitano Posillipo, a seguire l’argento di suo fratello Piero. Il 10 settembre quella sera magica, Roma non farà la stupida e l’etiope Abebe Bikila vincerà sotto l’Arco di Costantino la maratona,  correndo  scalzo per la sua Africa sui sampietrini della città eterna. Dal Campidoglio fin sotto l’obelisco di Axun, difronte al Circo Massimo, giunto da Massaua smontato a pezzi come bottino di guerra coloniale dal 1937 fino al 2005, quando sarà restituito. L’8 novembre1960 a soli 43 anni John Fitzgerald Kennedy diventa il 35° presidente degli Stati Uniti, eredita l’embargo contro Cuba, pochi mesi dopo il fallimento dello sbarco nella Baia dei Porci. Il 15 novembre va in onda “non è mai troppo  tardi” col maestro Alberto Manzi che  insegna a leggere ed a scrivere 35.000 adulti non più in età scolare. Quasi 500 le puntate fino al 1968.  A dicembre il giornalista Gianni Bisiach realizza un documentario sull’avventura al Polo Nord del dirigibile del generale Umberto Nobile e del dramma della tenda rossa, icona di quella spedizione. Ventottomilioni di ascoltatori, un record che resiste ancora.

Cosa è cambiato da quel lontano 11 ottobre 1960? I giornalisti la politica, il modo di fare informazione e governare il Paese. Si fa prima a dire tutto. Del resto lo stesso Scelba, lontano dalle telecamere, definiva tribuna politica “una bestialità”, mentre il suo collega alla Giustizia Guido Gonella la bollava “immorale e filo comunista”, rimproverando all’innovatore Fanfani la colpa “di aver introdotto le ballerine e Togliatti nel cuore degli italiani” anche se a far breccia furono le gemelle Kessler, seppur costrette ad indossare spesse calzamaglie scure.

Di lì a qualche anno, alle politiche del 1963 la Democrazia Cristiana perderà 4 punti scendendo al 38,3%  mentre il Partito Comunista salirà di quasi 3 punti raggiungendo il 25,3%. Nonostante, che gli uomini chiave della RAI aderissero ad Iniziativa Democratica del leader DC toscano. Ma l’autonomia tra i protagonisti della Tribuna Politica si conserverà  per molti anni. Il giovane ministro dell’Industria e Commercio Emilio Colombo nel 1961, ridicolizza quasi il giornalista Pasquarelli, che si era spinto oltre modo sulla natura della fornitura di energia elettrica quale  servizio essenziale. Gli risponderà tra l’ilarità generale “sono d’accordo con la  risposta che si è già dato, alla domanda che lei mi ha formulato”. Mangione che farà meno carriera, non ci sarebbe cascato. I ruoli restano ben distinti, agli inizi degli anni Ottanta è lo stesso Fanfani al suo V° Governo, che gela con uno sguardo Gianni Letta allora direttore del Tempo quando interrompe, come una premonizione “se Jacobelli mi consente debbo fare una testimonianza …”, dimostrando di non gradire affatto i suoi buoni uffici, peraltro non richiesti. Ma a fare storia, fu una Tribuna del 1975 per le regionali, quando a rimanere di stucco più che Enrico Berlinguer, fu il suo storico addetto stampa: Tonino Tatò uomo ombra del segretario, per questo soprannominato Suor Pasqualino (Suor Pascalina era la governante di Pio XII) da un’altra celebre firma: Alberto Ronkey, quando il direttore della Notte di Milano Nino Nutrizio tirò fuori dai banchi, due contenitori con del riso e degli spaghetti esemplificando: che nella stessa pentola sarebbero stati immangiabili come il compromesso storico che si andava confezionando. Neppure quella volta era stato possibile avere in anteprima le domande.

Il 1960 fu un anno di svolta epocale,  quelli eran giorni! Per la prima volta gli addetti all’industria ed ai servizi superarono quelli dell’agricoltura, la via alla modernità tracciava un profondo solco tra il prima ed il dopo. Chiamarlo miracolo economico è solo mitizzare un periodo storico, fu soprattutto un vasto mutamento sociale. Imponenti flussi migratori – carne da vagone con valigie di cartone – Milano incrementò di oltre ottocentomila i residenti, Roma arrivò ad oltre due milioni di abitanti.  L’Italia voleva rimettersi in piedi sulle rovine di un passato ingombrante e doloroso, tuttavia senza dimenticarlo nel bene degli irriducibili nostalgici, nel male delle innumerevoli vittime, ma il presente era attraversato da un grande slancio verso il futuro ed una forma di partecipazione che ai giorni nostri, purtroppo, si è persa. Oggi si vive schiacciati dal presente, il tempo sembra aver perso oltre che la sua naturale scansione il suo stesso significato, affidato com’è agli esperti del marketing, specialisti dell’incertezza.

Le promesse erano figlie dei progetti e  dei programmi, che si scrivevano per tempo. Non si tratta di avere lo sguardo perennemente all’indietro per chiedere la restituzione del passato. Una questione anagrafica induce prima ancora di dimenticarlo, a non conoscerlo. La conoscenza del corpo elettorale oggi è diventata indagine di mercato, perché di mercato elettorale si tratta. Il PCI superò con non poca diffidenza il nascere dei sondaggi della Doxa, forse colpevole di aver previsto il fallimento del Fronte Popolare del 1948, ma soprattutto ne contestò uno commissionato dalla RAI sul linguaggio dei politici, che giudicava la maggioranza dei cittadini incapaci di capirne le varie sfumature.

Il cammino della speranza si era rimesso in moto anni addietro. Desta ancora emozione ascoltare una registrazione radiofonica del 1946, quando il Ministro per l’Assistenza post Bellica, con compiti di prestare assistenza morale e materiale a civili, militari internati e rimpatriati, sfollati per i bombardamenti, profughi, si rivolgeva ai soldati italiani rimasti nei campi di prigionia disseminati nel mondo. Nella realtà – come ne “I Girasoli” di De Sica – alcuni casi si trascineranno fino al 1954 non senza polemiche e code giudiziarie, di cui si occupò a lungo anche il dibattito politico. E’ il timbro inconfondibile dell’Onorevole Ministro senza Portafoglio Emilio Lussu, che con quel forte accento sembra coniugare la questione sarda. Parla invece ai trecentomila connazionali internati nell’Europa centrale, assicurando il loro rientro a casa da settembre per concludersi a Natale, allargando quell’unità di tempo che  dalle tragedie del passato  attraversa le difficoltà del  presente, guardando di nuovo con speranza al futuro. I confronti conla Storia possono sembrare spietati, irriverenti ma necessari. Oggi si muore ancora nel lavoro nei pochi cantieri aperti, di crepacuore a due mesi da un’alluvione che ha messo in luce il disastro idrogeologico di un intero Paese. Quasi se non di disperazione, per le lettere di licenziamento, che si aggiungono anche nel delicato settore della rimaneggiata informazione isolana. Le delegazioni sindacali senza più risposte rischiano la dignità del proprio ruolo come te la toglie il lavoro che non c’è. Dal 1960 sono trascorsi 54 anni, quasi la vita media di un lavoratore in produzione, che sperava nel  futuro dei propri figli e del suo Paese.

 Correva verso la sua fine l’anno 1960, turbolento e gioioso insieme. Il 25 dicembre si gioca al calcio anche per Natale, allo stadio Arena della Vittoria di Bari, sono difronte Bari – Milan, gli indomabili galletti pugliesi, che andranno comunque in “B”, seppur ridotti in 9 bloccano sullo zero a zero i blasonati rossoneri che arriveranno secondi a 4 punti dai Campioni d’Italia della Juventus di Omar Sivori. Maldini, Liedholm, José Altafini e Trapattoni non vedono quasi palla, a tentarci solo un terzino, Mario Trebbi.

In serie “B” pareggia con la capolista Torino il Cagliari, ma termina buon ultimo andando in “C”. Ci rifaremo quando Gigi Riva arriverà. Correva l’anno 1960: la politica, i fatti drammatici si mischiano con quelli lieti e di costume, come in una scatola di foto in bianco e nero, che si chiude a fatica.

[Mario Salis - CagliariGlobalist]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Sardegna Uno licenzia 13 lavoratori. Sciopero generale in vista

Una giornata di sciopero di tutte le realtà informative sarde: questa una delle ipotesi emerse durante l’incontro tra Assostampa e lavoratori e tecnici di Sardegna Uno Tv. Dall’azienda sono state avviate le procedure per la messa in mobilità di 13 dipendenti dell’emittente, praticamente la metà esatta del comparto lavorativo. Il sindacato: “Respingiamo con forza questi licenziamenti, lunedì ci sarà un direttivo straordinario per discutere di questa dolorosa vicenda”.

CAGLIARI -  Il passo compiuto dalla direzione di Sardegna Uno sembra correre dritto verso la chiusura definitiva dell’emittente: la lettera inviata dai piani alti di via Venturi è fin troppo chiara. Il succo del contenuto è multiplo: “Sardegna Uno vive una fase di difficoltà, i dipendenti hanno rifiutato qualunque forma di dialogo, ma gli editori tengono a rassicurare gli utenti e soprattutto gli investitori sul futuro dell’emittente”. Tutto stona, però, con le tredici raccomandate inviate a cinque giornalisti, quattro cameraman (cioè tutti gli operatori interni che si occupano delle riprese video), due lavoratori dell’area produzioni, uno dell’area amministrativa e uno dell’area tecnica. Il primo faccia a faccia per discutere sull’avvio della mobilità dei dipendenti della tv privata sarda è previsto lunedì, presso lo studio di Giuseppe Macciotta, avvocato dell’azienda. Ma i lavoratori della tv, i sindacati e soprattutto l’Assostampa promettono battaglia. E all’orizzonte c’è l’idea di uno sciopero generale di tutti i lavoratori delle realtà isolane dell’informazione, lunedì, e l’occupazione pacifica della sede di Sardegna Uno.

“Faremo tutto ciò che la legge ci consente per rispedire questi licenziamenti al mittente e per spezzare una folle logica para imprenditoriale per cui al mattino si è sovietici per riempire bilanci cigolanti, mentre la sera si buttano a mare i lavoratori”, dice Celestino Tabasso, nel direttivo dell’Assostampa sarda. Dalla Cgil parla Roberto Camarra: “La nuova azione della società non ci sorprende, bisogna aprire un dialogo a tutti i costi. Più volte l’abbiamo cercato con i nuovi editori dell’emittente, senza però ottenere mai risposta. E’ una lotta di dignità”. La Regione, intanto, appena venuta a conoscenza dei 13 licenziamenti, ha bloccato i 268.400 euro stanziati lo scorso 22 gennaio per acquistare dalla tv filmati da inserire nella Sardegna Digital Library. “Soldi pesanti per l’emittente, fortunatamente non arrivati, visto che gli editori non hanno fatto nulla per meritarsi la fiducia nostra e delle istituzioni”, afferma Pier Sandro Pillonca, del cdr interno della tv, “ci attendiamo una risposta ancora più forte dalla politica, serve capire cosa vuole fare per continuare a garantire quel pluralismo messo seriamente in forse con questi licenziamenti”. Allarga le braccia Giuseppe Giuliani, altro lavoratore di Sardegna Uno: “Purtroppo non c’erano alternative, i due anni di contratto di solidarietà erano scaduti. Il nostro futuro è quanto mai incerto”. Paolo Rapeanu

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Questa sera, alle ore 21, durante la trasmissione Di che danza 6 della emittente televisiva Videolina, la conduttrice e ideatrice della trasmissione, Claudia Tronci, mi ha voluto come ospite per   parlare, tra le tante cose,  della mia iniziativa “Un parco per Giusy” . Un’ iniziativa che ho cominciato a promuovere tramite il mio blog Musicamore, subito dopo la scomparsa del soprano cagliaritano Giusy Devinu , compagna di studi musicali al Conservatorio di Cagliari, e che ci ha lasciato all’età di 47 anni nel pieno della sua carriera. Giusy era una grande artista del mondo dell’opera lirica, ma era anche una cagliaritana, e lo ribadiva sempre con orgoglio ogni qualvolta veniva intervistata, soprattutto quando si trovava all’estero. E’ giusto quindi che il Comune di Cagliari le intitoli uno spazio come quello del Parco della Musica antistante proprio il Teatro Lirico, quel teatro da lei stessa inaugurato con un altra cagliaritana: il contralto Bernadette  Manca di Nissa.

Ormai siamo ad un passo dalla conclusione. La Commissione per le pari Opportunità ha votato all’unanimità questo mio progetto, che si è avvalso della collaborazione di tanti amici del mondo della musica, della danza,del teatro e della cultura in generale. Ora manca la firma del sindaco e della giunta comunale.

Per diffondere al meglio l’iniziativa ho anche aperto una pagina su Facebook intitolata appunto “Un parco per Giuy” e dove hanno già aderito 1300 persone. Vi chiedo di continuare a cliccare  MI PIACE e di condividire fra i vostri contatti .

Chi volesse approfondire la conoscenza di quest’ artista troverà tante notizie anche nel blog  Amici di Giusy, che ho aperto nel 2007, e che si è avvalso della collaborazione del giornalista Lanfranco Visconti, biografo della cantante.

 

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La cagliaritana Maria Costanza Stagno ci racconta la storia attraverso i suoi ricordi.

http://www.memoro.org/it/Mio-fratello-Tito_9674.html

L’amore per Bob (2 parte)

Mio fratello Tito Stagno

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Come guarire dalla balbuzie

I bombardamenti a Pola e il rientro in Sardegna

 

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Il giornalista cagliaritano Paolo De Maina racconta Cagliari come la ricorda negli anni 80, e quale testimone diretto della nascita del settimanale di inserzioni gratuite più importanti della Sardegna:

Il Baratto.

Il 1980 è un anno denso di avvenimenti e di cambiamenti direi quasi epocali. Intanto è la punta del picco del calo di nascite – vertiginoso – che per ora si assesta a 40% in meno di bambini e scenderà sempre più. Tra padroni e operai nasce una sorpresa perché 40.000 colletti bianchi che pur non attanagliati da grande necessità economiche, ma sicuramente si sentono insoddisfatti di un mondo del lavoro sempre più impersonale, decidono di scendere in piazza in silenzio.

L’inflazione è al 22% e i partiti non si rendono conto del crescente malcontento sociale. Il 30 settembre è la data di nascita di Canale 5 e della vertiginosa ascesa della televisione commerciale e del suo “profeta” italiano Silvio Berlusconi che non finirà di “meravigliare” l’Italia. Parallelamente cresce il suo più grande alleato Bettino Craxi. Ma il 1980 è anche l’anno della ricevuta fiscale, dell’ascesa di Ronald Reagan negli USA, della strage di Bologna e di Ustica, del ricorrente calcio scommesse e del devastante terremoto dell’Irpinia.

In tutto questo quadro che ci fa un po’ da ricostituente per la memoria – ingrediente troppo spesso asfittico nelle nostre menti e nei nostri cuori! – zoomiamo la nostra telecamera su Cagliari. I sindaci dell’epoca sono i democristiani  Mario De Sotgiu, farmacista e Bachisio Scarpa medico igienista e docente universitario, dopo la breve e particolare parentesi del socialista Ferrara.

In quell’anno 1980 comparvero gli sponsor sulla maglia del Cagliari, con l’acquisto della società da parte di – chi non se lo ricorda? – Alvaro Amarugi, un personaggio molto curioso, che portò la formazione rossoblu ad un dignitoso ottavo posto e l’anno dopo al sesto.

Al Poetto erano ancora vivi e vegeti i casotti, quell’architettura policroma, poliedrica e naif che ha fatto sognare generazioni che vi si recavano col mitico tram P a cui innumerevoli piccioccudus si agganciavano pericolosamente per non pagare il biglietto.

Io avevo compiuto da poco i miei 23 anni, avevo finito l’università e mi preparavo a farmi una famiglia, quando il fratello di una carissima amica, Lello, insieme ad altri “folli”, dava inizio, il 30 maggio 1980, con grande spolvero e meraviglia per la pur sempre provinciale (anche se mitica) Cagliari, a Il Baratto fratello non minore di una schiera di altri giornali di annunci economici che da 2/3 anni iniziavano a rivoluzionare il modo di acquistare in Italia: Secondamano in Lombardia, Porta Portese a Roma, Bric à brac a Napoli, “Il Giornale delle Pulci a Palermo.

Il giornale di annunci economici gratuiti costituisce di per sé una idea editoriale rivoluzionaria, che modificherà radicalmente il modo di acquistare in Italia, perché nuova e semplice, che si basa sulla gratuità del servizio offerto.

Le principali testate italiane di annunci, compreso il nostro Baratto, creano un modo serio di operare, con norme rigide e selettive di comportamento degli editori nei confronti degli utenti, degli inserzionisti e dei lettori.

Ogni  privato inserzionista pubblicava il proprio annuncio e sperava nella vendita. Tutti i 40/50enni che leggono alzino la mano se non hanno mai fatto una telefonata per un disco, un motorino, un fumetto o quant’altro annuncio? Penso che le mani alzate saranno nulle o pochissime.

Mi ricordo che, oltre ad annunci, il giornale dava spazio anche ad articoli e rubriche e io, convinto di essere giornalista, cosa che non ho ancora perso, come invece il nero ai capelli, mi sono cimentato in qualche “pezzo”.

Chi mi ha chiesto di dare una testimonianza di un ritaglio di storia cagliaritana, non sa quanto è stato bello, commovente e sicuramente importante questo viaggio nella macchina del tempo, caro e interessante, come le 700 lire che si investivano per andare in edicola a comprare il Baratto

Paolo De Maina

La foto di testa è relativa alla terza sede del Baratto, quella di via Palestrina 26. La foto al centro ritrae l’autore dell’articolo Paolo de Maina con l’attuale moglie. Nella foto a destra una rara immagine di uno dei fondatori del giornale, Raffaello Atzori (l’altro è Cesare Ferrara).

 

Il Baratto è su FACEBOOK

www.ilbarattoannunci.it

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E’ crisi anche a Radio Press, la radio dei cagliaritani nata grazie alla “penna libera” di Vito Biolchini. Così si legge nel quotidiano Castedduonline oggi.

Perchè una voce importante non si spenga.La crisi dell’informazione a Cagliari continua: anche Radio Press vive in queste ore momenti di grande difficoltà economica. Su Facebook oggi fioccano le manifestazioni di solidarietà per i ragazzi dell’emittente nata nel 1995, la prima radio dedicata all’informazione a Cagliari. La popolare trasmissione “Buongiorno Cagliari” condotta da Vito Biolchini e Elio Arthemalle non va in onda da ieri, la crisi però era già cominciata alla fine dello scorso anno quando lo stesso Vito Biolchini, voce storica della radio, si era dimesso da direttore passando il testimone a Paola Pilia. Il nuovo editore Manunta al momento del suo insediamento aveva invece sostituito senza troppi convenevoli Angelo Porru, primo direttore della radio. La prima gestione non ebbe grandi risultati, poi invece sotto la guida di Biolchini ci fu la grande ripresa con ascolti enormi per i notiziari e la trasmissione del mattino, che riceveva tantissimi sms dagli ascoltatori. In queste ore sul social network a Cagliari gira questo messaggio diffuso dalla redazione: “”Gentili ascoltatori, come sapete la radio vive un momento di grande difficoltà economica. Vito ed Elio hanno deciso di fermarsi in attesa che la situazione migliori, noi redazione, tecnici e programmisti decideremo cosa fare nei prossimi giorni. Speriamo davvero di potere continuare a lavorare serenamente tutti insieme e che Buongiorno Cagliari riprenda al più presto. Come potrete immaginare la mancata comunicazione nel sito è legata alla particolare delicatezza della situazione. Scusate per il disagio e grazie a tutti per l’interessamento”. Al centro della crisi ci sarebbero mancanza di finanziamenti e stipendi in ritardo. Dopo la chiusura di Epolis e Sardegna 24, l’informazione a Cagliari rischia di perdere dunque un altro tassello importante. Ai ragazzi di Radio Press va tutta la solidarietà e l’incoraggiamento della redazione di Casteddu Online.  M.B.

Gianluca Medas

Sono tanti i cagliaritani che mostrano solidarietà e sostegno alla nostra radio. Fra questi l’attore Gianluca Medas :

Dopo una notte sofferta, ho deciso di sospendere la trasmissione IL VASO DI PANDORA, in onda sulle frequenze di Radio Press, per esprimere solidarietà all’amico Vito Biolchini, che a sua volta ha sospeso la sua bellissima trasmissione Buon Giorno Cagliari, La mia solidarietà va anche ai bravissimi giornalisti della radio, che stimo e apprezzo, anche per la tenacia con la quale stanno difendendo i loro posti di lavoro continuando ad andare avanti nella loro battaglia giornaliera in attesa di maggiori garanzie. Questa decisione, sofferta, è stata presa per non dare la possibilità, a chi tentenna in questa fase interloicutoria, di dire che le cose vanno avanti anche senza i giusti investimenti sulle persone e la struttura, cose di cui la radio ha necessità urgente. Spero che questo mio piccolo gesto, piccolo anche perchè piccola era la trasmissione, possa contribuire a lanciare il segnale che non si possono ottenere le cose approfittando della buona volontà delle persone , sopratutto dei giovani.

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