Archivio della categoria “storia”

Foto di Valerio Carta e Sylvia Caredda

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La Piazza Garibaldi ha iniziato il suo sviluppo  dopo la posa della prima pietra (dicembre 1912) della scuola elementare. La costruzione richiese tempi piuttosto lunghi anche per l’apertura della via XXIV Maggio, che mise in comunicazione la piazza Garibaldi con la piazza S. Domenico. Il progetto è dovuto agli ingegneri Bartolomeo Ravenna e Lorenzo Leone. Il casamento, intitolato al cagliaritano Alberto Riva Villasanta, caduto diciottenne poco prima della fine del primo conflitto mondiale, fu portato a termine solo nel 1930 con il completamento del corpo centrale e dell’altra ala confinante con la via Bosacon e la costruzione poi di alcuni palazzi ancora presenti con lo stile tipico del periodo fascista.

Oggi la piazza è in fase di completo restauro, vedi foto gentilmente concesse da Valerio Carta e Silvia Caredda

2016 -2017

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Piazza Gramsci: interessante il confronto tra la piazza del 1940 vista con gli occhi del fotografo Alfonso Efisio Thermes e quella di oggi completamente rinnovata

 

Sotto, la piazza prima del restauro

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Schillelè  è un’ espressione dello slang cagliaritano accompagnata quasi sempre  dall’esclamazione: “Oooh, ooh schillelè”. I ragazzini la usano soprattutto quando devono dimostrare la loro forza verso un  compagno più piccolo oppure  una persona che  vuole prevalere  senza averne i mezzi.

Schillelè è anche il titolo del primo libro, autobiografico, dell’attore Gianluca Medas, in cui   descrive la vita di un adolescente  attraverso una serie di brevi racconti. Medas ci narra uno spaccato di storia cagliaritana che abbraccia un periodo tra la fine degli anni  ’60 e gli anni ’80.

I racconti sono momenti di vita semplice, quelli di un ragazzo di periferia vissuti tra scuola, parrocchia e piazzetta. Tanti gli argomenti toccati che hanno caratterizzato  la sua vita in quegli anni: le bande e il bullismo, i primi amori, il primo bacio, i momenti goliardici, lo sviluppo delle droghe e la conseguente epidemia di AIDS, il senso dell’amicizia ( quella vera e quella falsa), i sogni e la passione sempre crescente per la musica e  il teatro, quel teatro che lo ha visto giovanissimo sul palcoscenico con suo padre e i suoi zii   della mitica ed eclettica famiglia Medas.

I racconti sono narrati con una semplicità diretta come solo Gianluca Medas sa fare. Chi, come me, ha vissuto l’adolescenza in quegli anni ci si ritrova in pieno, compresa l’esperienza dell’epidemia “epatite virale” scoppiata a Cagliari in quegli anni.

Eravamo in tanti ad essere ricoverati nella clinica pediatrica   “Macciotta“. La cosa che più mi ha divertito è stato leggere la narrazione  delle giornate del ricovero che passavano dalla drammaticità della malattia (punture dolorosissime e schifose medicine)   a  momenti di puro divertimento  nello trasgredire le regole del posto. Inquietante la descrizione particolareggiata della terribile infermiera che pur di sfogare la sua frustrazione personale se la prende  con i bambini malati, punendoli in ogni modo e spesso anche senza motivo.  E’ un’ esperienza che ho vissuto anche io e che ho ritrovato in questo libro quasi come un copia incolla della mia memoria.

Tra gli episodi c’è anche quello del momento  drammatico della perdita  della madre, insegnante elementare, con conseguente divisione della famiglia e le difficoltà economiche; gli studi tra scuola pubblica e privata e quelli al Conservatorio di Musica legati poi alle esperienze teatrali divertenti come comparse nelle Opere liriche.

La passione per il teatro la si ritrova in particolar modo anche nella descrizione dei sacrifici affrontati per poter essere sempre in prima fila agli spettacoli della Stagione lirica:  notti intere in fila davanti alla  biglietteria per essere tra i primi all’apertura del botteghino. Sembra roba da medioevo soprattutto oggi, nell’epoca di internet.  C’ero anche io, e sono contenta che Gianluca  lo abbia ricordato. La nuova generazione deve capire quanto fosse forte per noi la passione per quel mondo diventato poi la nostra principale professione.

I libro di Gianluca Medas , edito dalla CUECè in vendita nelle migliori librerie.

FONTE: musicamore.blog.tiscali.it

Gianluca Medas in una foto di M. Carboni

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Il Palazzo del Comando Militare in Via Torino nel 1929, con i soldati di guardia al portone d’ingresso

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In occasione della tappa ciclistica cagliaritana del Giro d’Italia, i cronisti sportivi di RAI DUE nel ricordare i 100 anni del giro, porgono in diretta gli auguri al campione di equitazione cagliaritano  Paolo Racugno che oggi compie cento anni.

In questo ultimo mio video di una lunga intervista, Paolo Racugno completa il suo racconto sull’ascesa della dinastia Capra con la Vinalcool di cui lui stesso è stato amministratore.

Nell’ultima parte dell’intervista il suo viso si illumina quando parla dei suoi due nipoti Francesco e Paolo : il primo, campione di equitazione e di lotta greco romana, e il secondo oggi medico cardiologo.

Potrete visualizzare tutti i video anche su Memoro – La banca della memoria

 

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Paolo Racugno invita Gigi Riva a visitare lo stabilimento dell’Ichnusa

Giovanni Battista Capra capostipite

Ecco un nuovo capitolo della mia lunga intervista al centenario Paolo Racugno, campione di equitazione ma anche dirigente d’Azienda.  In questo capitolo si tratta proprio del secondo aspetto della sua vita. Lui infatti, dopo essere stato dirigente del CONI  è entrato a far parte dell’azienda  VINALCOOL società che ha acquistato e diffuso la birra Ichnusa. Racugno racconta tutta la storia,vissuta in parte in prima persona essendosi sposato con una discendente della dinastia Capra, famiglia di imprenditori tra i più importanti in Sardegna. Grazie a loro i prodotti sardi sono stati esportati non solo nella penisola italiana ma anche all’estero. La capacità imprenditoriale del capostipite Giovanni Battista Capra (mio Trisavolo) e stata determinante. Fra i tanti figli  , uno in particolare  Amsicora Capra, è riuscito a far crescere l’azienda di famiglia legata ai vini e liquori . Grazie a lui si devono i primi trasportio in Sardegna. Per poter importare le sue merci e quelle degli imprenditori legati alla sua società, divenne un armatore. Per le sue navi vennero create delle linee di navigazione che trasportavano anche civili. Fu inoltre il primo a creare un collegamento tra la città di Cagliari e il Poetto realizzando la linea tranviaria.  Ho sempre sentito raccontare questa storia nella mia famiglia, in particolare da mia nonna discendente della famiglia Capra, ma forse ero troppo piccola per capire la grande importanza che questi miei avi hanno avuto nella storia commerciale della  mia isola.

Ascoltando la storia raccontata da Paolo Racugno, mi sono venute alla mente le telenovelas sudamericane degli anni 80, quelle storie che ci hanno fatto conoscere  lo sviluppo economico di quei paesi attraverso le storie familiari.  Chissà se c’è  fra i lettori qualche produttore o regista disposto a rischiare per una fiction da poter così far conoscere in maniera più capillare la storia di questa famiglia così imprtante per lo sviluppo dell’economia sarda. Oltre ad Ansicora anche gli altri fratelli (tra i quali mio bisnonno)  erano parte dell’azienda, anche se in diversi settori come il grano e la sua trasformazione in pasta.

Potrete trovare tutte le mie videointerviste a Paolo Racugno ma anche a tanti altri cagliaritani, oltre che in questo mio blog  anche nel sito MEMORO – Banca della memoria.

L’imprenditore Alessandro Zecchino ha creato un museo itinerante sulla storia del birrificio Ichnusa, comprando e allestendo un bus  con centinaia di bottiglie e lattine ritrovate o acquistate  in giro per la Sardegna.

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Nella quinta parte della lunga intervista che ho realizzato col campione di equitazione Paolo Racugno, il centenario racconta di quando e come ha conosciuto sua moglie Margherita Grimaldi. Un dolcissimo ricordo, a tratti commovente e ricco di particolari . Complice è stata la spiaggia del Lido di Cagliari.

Margherita Grimaldi, mancata qualche anno fa, ultranovantenne, è stata vicino al campione fino alla fine .

Tutti i video cliccando  su MEMORO

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Nella quarta parte della lunga intervista al centenerario Paolo Racugno, pluricampione di equitazione,    il simpatico racconto della sera in cui è stato invitato con tutta la squadra alla corte della regina Elisabetta, di sua madre, e della sorella Margaret. Ci racconta inoltre come è arrivavo alle olimpidi e delle tante vittorie nelle capitali europee.

MEMORO

La banca della memoria

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MEMORO – La banca della memoria

Nella terza parte dell’intervista, (Guarda qui la Prima e la Seconda) il centenario Paolo Racugno ci racconta di quando si improvvisò professore d’ Italiano per americani e tedeschi a Cagliari; sigari e sigarette in cambio di un po’ di pane bianco.

Quando cadde il governo, lui rimase l’unico impiegato del ministero con tutti i poteri, ne approffittò per promuovere i dipendenti civili e dare loro i privilegi che fino a quel momento erano solo dei militari.

Ascoltiamo insieme il  suo racconto .

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In questa seconda parte dell’intervista (guarda la prima), Paolo Racugno racconta di come si sia trovato in mezzo alle bombe che  sono piovute copiose sulla città di Cagliari. Ricorda i momenti drammatici della distruzione della sua casa; il salvataggio di due ragazzine di cui non ha mai saputo più niente; il tentativo di salvare un amico colpito da una scheggia a un passo da lui.

Momenti terribili che non si dimenticano. Oggi, nonostante i suoi cento anni, li ha ancora vivi nella sua mente.

MEMORO – La Banca della memoria

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Paolo Racugno e Titti Manca

 

Ho incontrato Paolo Racugno nella sua bella casa che si affaccia sul porto di Cagliari, nel cuore della città. Mi accoglie sorridente, elegantissimo, e soprattutto lucidissimo. Avrei anche potuto tralasciare questo particolare se non fosse che sto parlando di una persona di 100 anni. Gli occhi vivaci mettono in evidenza un’intelligenza fuori dal comune. Da tanto tempo avevo il desiderio di intervistarlo, di sentire dalla sua voce il racconto della sua vita avventurosa. Lui ha sempre avuto una grande passione per i cavalli. Fin da bambino il suo sogno era poterli cavalcare e questo sogno si è avverato presto. La disciplina dell’equitazione (ma anche il Pentatlon), lo ha portato in giro per il mondo. Tante vittorie, tante coppe, tanti premi. Dalla partecipazione alle Olimpiadi alla vittoria di Londra. Simpatico il racconto particolareggiato della cena  a Buckingham Palace alla corte della regina Elisabetta, di sua sorella Margaret e della regina Madre. Ma i  racconti di Paolo Racugno non si fermano solo all’equitazione. Il ricordo dei bombardamenti che hanno devastato la città di Cagliari è ancora una ferita aperta. E ancora,  il racconto della nascita e lo sviluppo del birrificio Ichnusa, legato all’azienda Vinalcool di cui era dirigente con i componenti della famiglia Capra.

Insomma, sentirete tutto dalla sua voce squillante. Di seguito posto il primo dei video-documenti che ho realizzato, ma tengo in modo particolare a farvi leggere la motivazione dell’ultimo dei tanti premi ricevuti , quello prestigioso AONI (Accademia Olimpica Nazionale Italiana).

MEMORO – La banca della memoria

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sotto una foto della via Pessina nei primi anni ’60

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All’8° piano di un palazzo sito a un passo dal Teatro Lirico e davanti al bellissimo Parco della Musica, è sorto un BeB stupendo a 5 stelle. Si chiama Attico Bianco e lo consiglio vivamente a tutti quei turisti che decidono di venire a visitare la nostra meravigliosa città o a coloro che vengono per motivi di lavoro.

Non è un BeB qualunque. Nell’Attico Bianco si respira la città. Ogni angolo, ogni dettaglio, è realizzato in modo che il turista possa desiderare di visitare Cagliari e le sue bellezze in tutte le sue sfumature. Ogni stanza ha come cornice una gigantografia con uno scorcio della città mentre uno schermo TV diffonde la “voce” del mare del Poetto, la bellissima spiaggia dei cagliaritani.  Le stanze sono tre, con  letti matrimoniali;  le finestre sono panoramiche si affacciano sulla città.

Ogni camera ha il suo bagno studiato affinchè vi sia il massimo confort, così pure i climatizzatori e le luci. Nulla è lasciato al caso.Le stanze sono accomunate da una sala cui è possibile gustare una raffinata colazione,  usufruendo di accessori quali macchinetta per il caffè, tostapane, scalda acqua ecc.

“Ho cercato di rispettare tutti i criteri del vero BeB” – riferisce la padrona di casa Ada Anchisi.

Che dire… anche se siete di Cagliari andatelo a visitare , la padrona di casa vi offrirà un caffè e vi mostrerà il BeB nei dettagli, per poterlo così consigliare in prima persona ai vostri amici trasfertisti.

Highlights info row image
348 293 1311

Di seguito alcune foto realizzate ieri in occasione dell’inaugurazione

BeB  ATTICO BIANCO

 

 

 

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La ZEDDA PIRAS nasce nel 1854 ad opera di Francesco Zedda, che associa
al cognome paterno
(Zedda) quello materno (Piras) per distinguere la propria attività da quella di alcuni altri operatori del medesimo settore con lo stesso cognome.

II primo stabilimento vinicolo nasce dunque nelle vicinanze di Cagliari e si dota subito di una organizzazione commerciale in Sardegna, in Italia e all’Estero.

La vecchia sede , che si trovava nell’attuale  viale Ciusa all’incrocio con Via Biasi, è in completa trasformazione. Sorgeranno infatti nuove abitazioni, negozi e uffici.

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1926 – 2016

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Nostra Signora del Carmine è una chiesa parrocchiale di Cagliari, ubicata in viale Trieste, nella parte bassa di Stampace, a poca distanza dalla piazza del Carmine. Il tempio è officiato dai padri carmelitani che dimorano nell’adiacente convento.

L’attuale chiesa del Carmine venne eretta negli anni 50 del XX secolo, sopra i resti del cinquecentesco complesso dei carmelitani, distrutto dai bombardamenti del 1943. L’antica chiesa era un pregevole esempio di architettura gotico – catalana e presentava al suo interno l’interessante cappella Ripoll, che costituiva una delle prime e poche costruzioni ispirate ai canoni rinascimentali a Cagliari. Alcuni frammenti lapidei della cappella vennero recuperati e sono oggi conservati nella nuova chiesa.

Quest’ultima venne edificata in stile neoromanico. La severa facciata a salienti è ornata nella parte inferiore, caratterizzata dal paramento a fasce bicrome, da un portale strombato sormontato dalla statua della Vergine e da un oculo, mentre nella parte superiore, più essenziale, si aprono dieci monofore. Affianca l’edificio l’alto campanile a canna quadra, sormontato da una piramide con la statua bronzea della Madonna, opera di Franco d’Aspro, sull’apice. L’interno è a tre navate, divise da pilastri e arcate a tutto sesto. Le coperture sono lignee.

Alcune pareti dell’edificio sono ornate dai mosaici dell’artista Aligi Sassu, realizzati nel 1966, in cui sono rappresentati soggetti legati alla Madonna del Carmine e all’ordine carmelitano. Nella parete dell’abside, semicircolare, sono raffigurati il profeta Elia tra due angeli, l’Inferno e il Purgatorio. Alla base della medesima parete sono i ritratti dei pontefici che sostennero l’ordine carmelitano, mentre nel catino dell’abside è rappresentata la Madonna nell’atto di donare lo scapolare a san Simone Stock. Sopra l’arco absidale è il mosaico della Gloria di Cristo, con angeli e santi carmelitani. Altri mosaici, raffiguranti l’Addolorata, papa Pio XII e papa Paolo VI, sono collocati nelle navate laterali.

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Lo scorso anno sono stata contattata da  Memoro in qualità di ricercatrice di memoria,  per indagare fra i cittadini cagliaritani che avessero superato i 65 anni, su quali fossero le star che si amavano di più negli anni Cinquanta.

A Cagliari sono stati selezionati  diversi cittadini tra cui anche la blogger ultraottantenne Sebastiana Aru Atzori e l’attore cagliaritano Giampaolo Loddo e intervistati sia direttamente nelle loro abitazioni (v.foto), che alla Cineteca Sarda.

Si indagava sulla memoria collettiva legata all’esperienza dell’andare al cinema in Italia negli anni Cinquanta. In particolare, il progetto si è concentrato sull’importanza del cinema nella vita quotidiana attraverso 160 interviste con esponenti del pubblico, le cui risposte sono state elaborate e contestualizzate grazie a ulteriori ricerche di archivio. I partecipanti sono stati scelti fra otto province e otto città (Bari, Roma, Torino, Milano, Palermo, Napoli, CAGLIARI e Firenze). I primi risultati della ricerca saranno presentati

Venerdì 20 maggio dalle ore 17:30 alle ore 19:00 

Roberto Coroneo”, Cittadella dei musei, Piazza Arsenale, Cagliari


www.italiancinemaaudiences.org/italiano

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