Archivio della categoria “Politica”

Una delegazione dell’Universitá di Cagliari sarà a Palermo oggi e domani per partecipare, insieme ad altri 70.000 studenti provenienti da tutta Italia, alle Giornate dedicate al XXV Anniversario delle Stragi di Capaci e di Via D’Amelio.

L’Ateneo cagliaritano ha, infatti, aderito alla prima Call “Università per la legalità“, nata a seguito della sottoscrizione a Palermo, il 23 maggio 2016, del protocollo d’intesa tra il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) e, per il suo tramite del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari (CNSU), la Conferenza dei Rettori delle Università italiane (CRUI) e la Fondazione “Giovanni e Francesca Falcone”. Nello specifico, gli studenti sono stati invitati a sviluppare un progetto avente ad oggetto l’approfondimento di “temi connessi ai valori della Costituzione italiana, con particolare riferimento alla cultura della memoria, dell’impegno e della legalitá attraverso la realizzazione di percorsi di sensibilizzazione e formazione in ambito accademico connotati da un consistente legame col territorio o gli ambiti di appartenenza, nello spirito dei principi della terza missione dell’università”. Da qui l’idea degli studenti del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Universitá di Cagliari dei corsi di diritto processuale penale del prof. Leonardo Filippi e di diritto penitenziario della prof.ssa Maria Francesca Cortesi di incentrare il proprio progetto sul tema dell’Anonima Sarda soffermandosi sugli aspetti storici, criminologici e giuridici attraverso uno studio del lavoro delle Commissioni Parlamentari d’inchiesta, dell’evoluzione normativa e delle sentenze emesse dal Tribunale di Cagliari a riguardo. Nello specifico, il progetto si é concretato in tre convegni (uno presso il Dipartimento di Giurisprudenza, uno presso il Tribunale di Cagliari e uno presso il Liceo E. Arborea di Cagliari) in cui è stato trattato il tema dell’Anonima Sarda ed il maxiprocesso celebratosi a Cagliari nel 1982, effettuando un raffronto con il fenomeno mafioso.

Gli studenti che si recheranno nel capoluogo siciliano (Angius Martina, Balconi Federica, Brau Erica, Dessí Eleonora, Oppo Giorgia, Pilia Gemma, Schirra Daniela, Tangianu Michela) accompagnati da un cultore di materia in diritto processuale penale (dott.ssa Raffaella Atzori) parteciperanno, inoltre, alla diretta Rai da via d’Amelio “FALCONEeBORSELLINO” in onda su Rai UNO

 domani martedì 23 maggio dalle 20.30.

Nel 25° anno dalla strage, la “Quarto Savona Quindici”, questo il nome della macchina, torna a casa, nel giardino della memoria costruito poco lontano da Capaci.
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Presentato nei giorni scorsi all’Auditorium Comunale di Cagliari, affollato anche da tanti volti noti della vita pubblica regionale, il libro è il racconto di come quelli che hanno conosciuto Fernando Licheri lo ricordano ancora con affetto. “Dottor Fernando – così viene ancora ricordato a Ghilarza, paese del quale Licheri era originario, anche se nato a Calangianus.

Un cristiano che ha incarnato la fede nella vita quotidiana. Così Daniele Siddi descrive Fernando Licheri nel libro “L’uomo del Dialogo“.

Alla perdita precoce della madre è stato accudito dalle sorelle maggiori e quando l’intera famiglia si è trasferita a Sassari, Fernando avrà compagni di liceo Enrico Berlinguer e Francesco Cossiga.

Licheri frequenta poi Ingegneria a Cagliari e qui conoscerà il mondo Fuci. Trasferitosi in Sicilia, Fernando incontra la futura moglie, Maria, con la quale condivide anche la scelta delMovimento dei Focolari, conosciuto a Roma, dove nel 1949 si era trasferito per studiare Matematica. Rientrato in Sardegna ritorna a Ghilarza, dove sarà sindaco, responsabile dell’Unità Sanitaria Locale ed anche funzionario regionale.

La sua attività pubblica è contrassegnata dal rispetto dell’interlocutore: una prassi che anche durante i momenti più difficili ha mantenuto in ogni circostanza. Diversi coloro i quali l’hanno ricordato alla serata di presentazione. Il sindaco di Alghero Mario Bruno, che ha ricordato l’entusiasmo e l’incoraggiamento di Fernando agli esordi dell’attività di amministratore locale e poi regionale di Bruno.

Cinzia Guaita, ex assessore alla Cultura ad Iglesias, ha delineato il ritratto di un uomo desideroso di appassionare i giovani alla politica, con il sostengo alle scuola di formazione che oggi in Sardegna trova riscontro nella scuola di partecipazione “Domenico Mangano”. Gli stessi parenti parlano di uno zio premuroso e dolce, capace di relazionarsi senza difficoltà con nipoti e pronipoti.

Nel libro emerge anche il rapporto con Maria, la moglie. In Sardegna per il Movimento dei Focolari non si poteva parlare di Fernando senza nominare Maria, come fosse un unicum: la loro casa è sempre stata aperta ad ogni necessità per giovani e meno giovani che necessitavano di un luogo dove ritrovarsi.

Per l’autore del libro, Daniele Siddi Fernando era “un uomo di relazione, un tessitore di rapporti: innanzitutto con la moglie Maria, suo sostegno nelle innumerevoli attività; con i numerosissimi giovani, con i quali ha condiviso speranze e offerto aiuto; con amministratori locali e cittadini, accomunati nella ricerca del bene comune; nella realtà ecclesiale e nel Movimento dei Focolari, all’interno del quale ha sempre instancabilmente operato. La sorgente che alimentava costantemente la sua persona era il carisma dell’unità, attinto nel 1950 direttamente da Chiara Lubich con la quale rimase sempre in strettissimo contatto.

La sua affabilità e il suo essere totalmente fedele al carisma dell’unità, Licheri lo manifesta anche nell’ultima parte della sua vita. “Colpito dalla SLA nel 2007, – racconta ancora l’autore del libro – Fernando non si è fermato né ha cercato compassione intorno a sé, ma ha saputo trasfigurare la sua persona attraverso il valore misterioso del dolore. Il suo amore per la moglie Maria ha trovato inediti canali per esprimersi; l’attenzione ai giovani si è concretizzata nel mettere la sua abitazione a disposizione per i primi incontri di una nascente scuola di formazione politica”.

Andando a rivedere il suo percorso si nota come Licheri sia stato sempre fedele al Vangelo, vivendo appieno per gli altri “come funzionario regionale – racconta ancora Siddi – Fernando si è prodigato per rendere le istituzioni più vicine alla gente; come sindacalista ha saputo mediare tra forze contrastanti; come uomo di partito si è elevato al di sopra dei contrasti tra correnti attraverso una costante volontà di dialogo; comesindaco ha saputo amare il territorio e la sua gente; come amministratore di unità sanitaria è riuscito, pagando spesso di persona, a sciogliere vari nodi burocratici a favore della popolazione; come cittadino ha contribuito a dar vita a varie iniziative imprenditoriali e di partecipazione politica a beneficio specialmente dei giovani”.

L’uomo del dialogo” è in sostanza il racconto di un uomo, Fernando Licheri, che ha vissuto pur con le proprie debolezza la vita alla luce del Vangelo.  Fernando Licheri agli albori del Movimento dei Focolari in Sardegna”, edito da Città Nuova

Roberto Comparetti

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Nonostante la buona volontà è stato davvero difficile poter visitare i sotterranei dell’ospedale civile San Giovanni di Dio. La coda di persone interessate era davvero lunga. Ad occhio e croce tre ore non sarebbero bastate. Abbiamo perciò optato per qualche altra cosa. Uno sguardo all’Anfiteatro Romano e poi, nel pomeriggio, una interessantissima visita a villa Devoto sede attuale della  Presidenza della Giunta Regionale.

La villa, edificata fra il 1915 e il 1919 dagli imprenditori Gerolamo e Oddone Devoto è divenuta dal 1955 di proprietà della Regione Sardegna.

Siamo stati accompagnati dal Corpo della Forestale in un giro dei giardini , dove abbiamo potuto ammirare diversi tipi di piante della macchia mediterranea, tante essenze arboree come il Terebinto citate fra gli alberi monumentali della Sardegna.

All’interno della villa poi siamo stati accompagnati da una guida diversa per ogni sala. Si sono potute ammirare opere d’arte di artisti in prevalenza sardi, e tra queste le famose pietre sonore di Pinuccio Sciola.

Ecco un fotoalbum della giornata.

 

foto realizzate da A.Atzori

 

 

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Venerdi 8 Marzo, nella sala dei convegni dell’Ospedale Brotzu, si terrà una scuola di partecipazione politica aperta a tutti.

Parteciperanno il sindaco Massimo Zedda,  il Presidente della provincia Angela Quaquero  e Mons. Arrigo Miglio.

 

 

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6 maggio in Sardegna REFERENDUM …

 nessuno ne parla… scarsa informazione

FAR CIRCOLARE!!

LA PEGGIOR CASTA DEI NOSTRI TEMPI, CON LA COMPLICITA’ DEI “MEDIA” AMICI, SI DIFENDE CON LA DISINFORMAZIONE .

POCHI INFATTI SONO AL CORRENTE CHE IL 6 MAGGIO SI TERRANNO REFERENDUM ABROGATIVI E CONSULTIVI,

CHE, SE RAGGIUNGERANNO IL QUORUM, POTREBBERO CAMBIARE IL VOLTO DELLA POLITICA NELLA NOSTRA ISOLA .

INFATTI NESSUNO PARLA DEI PROSSIMI REFERENDUM, POCHISSIMI SANNO SU CHE COSA SAREMO CHIAMATI A VOTARE PERCIO’ E’ BENE CHE QUESTA RASSEGNA VENGA INVIATA AL MAGGIOR NUMERO DI PERSONE POSSIBILE.

Il quorum è del 33,3% degli aventi diritto, possiamo e dobbiamo farcela,

 PERCIO’ MI RACCOMANDO  il   6 Maggio prima si vota e dopo al MARE

  Avere il futuro nelle proprie mani. E’ quello che sognano tutti, probabilmente. I sardi avranno tra le mani il futuro loro, dei loro figli e della Sardegna. Il 6 maggio, andando al seggio elettorale, riceveranno le schede con i 10 quesiti referendari, i 10 referendum che cambieranno la Sardegna e, con un tratto di matita copiativa, diranno alla politica cosa davvero vogliono: un’Isola migliore dove non esistano caste di nessun tipo, un luogo dove i costi della politica siano solo quelli necessari per l’esercizio della democrazia, senza abusi. Un luogo dove i sardi contino davvero perché scelgono, con le primarie, chi li rappresenterà alle elezioni.

Un’Isola con un nuovo Statuto scritto da un’Assemblea Costituente, che rappresenti davvero il popolo sardo.

 Tutto questo accadrà il 6 maggio. Una possibilità unica, irripetibile, che i sardi – se davvero  non vogliono solo lamentarsi e piangersi addosso – devono cogliere.

Il 6 maggio i sardi non si lasceranno sfuggire questa straordinaria occasione: con un semplice gesto cambieranno davvero la Sardegna. Perché è veramente bello avere il futuro nelle proprie mani.

4 REFERENDUM PER L’ABOLIZIONE DELL’ENTE PROVINCIA.

4 referendum abrogativi (sono quattro le leggi regionali che devono essere abrogate per cancellare le nuove Province “regionali”).

 5° REFERENDUM CONSULTIVO,

che dichiara la volonta’ popolare di abrogazione anche delle quattro province storiche.

Siamo convinti che le forme associative di collaborazione tra i Comuni garantiscano assai meglio la gestione dei servizi in condivisione e siano assai più duttili per assecondare le nuove esigenze delle comunità locali, con maggior controllo della qualità erogata da parte dei cittadini e applicazione dei principi di sussidiarietà e di federalismo municipale nei quali crediamo.

6° REFERENDUM ABROGATIVO DELLA LEGGE REGIONALE CHE DETERMINA “INDENNITA’ E     STATUS DEI CONSIGLIERI REGIONALI”.

Non c’e dubbio che senta la necessità di un ridimensionamento delle garanzie economiche e dello “status” del consigliere regionale, che siano in maggior sintonia con la drammaticità della nostra attuale situazione economica.

E ‘ evidente che una classe dirigente che si appresta a chiedere sacrifici ai sardi deve per prima dimostrare di essere disponibile a fare sacrifici.

Senza voler fare demagogia a buon mercato, anzi con l’intento di difendere la “buona politica” e di restituirle la dignità e l’autorevolezza che merita

7° REFERENDUM CONSULTIVO PER L’ABROGAZIONE DEL VOTO SEGRETO NEL CONSIGLIO REGIONALE.

Il Consiglio Regionale sardo, sostanzialmente, non ha competenza legislativa in materia etica, che configuri, quindi, la necessità dell’esercizio della libertà di coscienza. Il Consiglio non si occupa di eutanasia, né di diritto della famiglia.

Il voto segreto viene invece, spesso e inopportunamente, utilizzato per inviare “avvisi obliqui” o per tendere “imboscate parlamentari” ad assessori o leggi in discussione (l’ultimo, non edificante esempio è stato rappresentato dal voto segreto che ha affossato la riduzione a 50 del numero dei consiglieri regionali!).

Ci sembra invece giusto che i sardi sappiano sempre come votano i loro rappresentanti eletti, che devono rispondere ed esser giudicati anche per i loro comportamenti in Aula.

8° REFERENDUM CONSULTIVO PER L’ABROGAZIONE DEI CONSIGLI DI AMMINISTRAZIONE DEGLI ENTI REGIONALI.

Gli Enti regionali sonospesso gravati da costosi Consigli di Amministrazione i quali,  piuttosto che utilizzare a fini di interesse generale, professionalità di grande competenza, finiscono per diventare lo sbocco per le  seconde file della politica

Siamo convinti che il ruolo “strumentale” degli Enti rispetto alle politiche regionali sia meglio garantito da una figura-guida monocratica, scelta per la propria capacità e competenza tecnica.

  9°REFERENDUM CONSULTIVO PER L’ELEZIONE DIRETTA DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE, PREVIA SELEZIONE DELLE CANDIDATURE TRAMITE LE “ELEZIONI PRIMARIE“.

L’elezione diretta del Presidente della Regione garantisce fondamentali spazi di libera scelta a tutti i cittadini sardi.

Rispetto alla situazione attuale, il referendum introduce il principio della obbligatorietà delle elezioni primarie per la scelta dei candidati Presidenti, evitando candidature “calate dall’alto”, non precedute da un adeguato percorso di scelta popolare.

 10° REFERENDUM CONSULTIVO PER LA RISCRITTURA DELLO STATUTO SARDO TRAMITE L’ASSEMBLEA COSTITUENTEE.

Nell’attuale quadro evolutivo del federalismo italiano che, sempre più, rischia di mettere in discussione i fondamentali diritti di cittadinanza dei cittadini sardi, è  indispensabile che la riscrittura del nostro Statuto speciale avvenga attraverso la partecipazione ed il coinvolgimento di tutta la società sarda, che stabilisca con forza, attraverso una propria Assemblea Costituente eletta a suffragio universale, i punti fondanti della propria identità di comunità nazionale e dei propri rapporti con lo Stato italiano e l’Europa.

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Alcuni momenti della cerimonia d’inaugurazione della strada cagliaritana intitolata a Chiara Lubich

Il consigliere regionale Marco Espa e il sindaco di Cagliari Massimo Zedda

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Anche il comune di Cagliari si schiera a favore della liberazione di Rossella Urru, la cooperante di Samugheo rapita in Algeria la notte dello scorso 22 ottobre. Questo pomeriggio all’ultimo piano del municipio in via Roma è stato appeso uno striscione con scritto “Rossella Libera”.

CAGLIARI Dopo i manifesti con la foto di Rossella Urru affissi nei municipi di Torino, Milano, Bologna e nel palazzo del consiglio regionale dell’Emilia Romagna anche nel comune del capoluogo sardo questo pomeriggio è stato appeso uno striscione che chiede la liberazione della cooperante di Samugheo. “Rossella libera” queste le parole colorate in rosso e blu.

Rossella Urru è stata rapita dal campo profughi nel quale lavorava nella notte tra il 22 e il 23 ottobre scorso assieme ad altri due cooperanti spagnoli, da un gruppo armato.

http://www.sardegnaoggi.it

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Antonio Di Pietro in tour fra le piazza italiane per la raccolta firme sul referendum abrogativo della legge elettorale. “Gli italiani hanno voglia di voltare pagina”, ha detto a Tiscali Notizie, durante la tappa a Cagliari, e dire basta a con “un personaggio a cavallo tra il ridicolo, il patetico e il drammatico”. Il riferimento è al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che paragona a Nerone che“suona la sua arpa mentre Roma brucia”. Ma il leader dell’Italia dei Valori risponde anche delle polemiche che lo hanno invexstito negli ultimi giorni. In particolare sulla candidatura del figlio Cristiano dice: “Basta con le strumentalizzazioni e le bugie: a Termoli non si è dimesso nessuno perché non esistono circoli”
tiscali notizie

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11 settembre a cagliariI cagliaritani ricordano così l’11 settembre di 10 anni fa.

Sandro: Ho visto in diretta lo schianto del secondo aereo: ricordo di non aver realizzato subito se fosse finzione o realtà.

Angela: io ero al telefono con la mia amica Cristina  che mi disse: metti su la 7…commento di entrambe: ma è un film?

Annalisa: io ricordo che ero al mare, all’Ottagono per l’esattezza; avevo appena raccontato un sogno a mia nipote che a sua volta raccontava di aver sognato che cadeva la volta stellata sulla terra.

Anna: Io sognai di essere in un locale ricavato in una grotta, e di avere al mio fianco un tavolo occupato da stranieri, russi arabi e americani che parlavano di un complotto contro l’occidente. Improvvisamente mi son trovata a correre per strada con in braccio un ragazzo altissimo insanguinato…siamo entrati in un tunnel e alcune persone mi pungevano con dei coltellini e mi è caduta la borsa.

La notizia la appresi al bar dello stabilimento ma pensavo che fosse uno scherzo poi quando ho visto le immagini…

Roberto : Ero a Positano vedevo gruppetti di americani affrettarsi ad entrare nei bar ad un orario inusuale. non capivo quello strano fervore. sull’aliscafo per capri un sms scuote il cellulare. è il vero inizio del millennio in corso. l’11 settembre 73 invece ero un bimbo che di lì a poco avrebbe scoperto gli Inti illimani, la lingua spagnola (ed henry kissinger)

Piero: casa al mare .. vacanza…un vecchio televisore in bianco e nero ..assurdo.. non credevo ai miei occhi, sembrava tutto finto … invece no.

Sandra: ho acceso il televisore e non so come mi è comparso Emilio Fede che mostrava le immagini come se stesse illustrando le previsioni del tempo. Ho impiegato diversi minuti a capire che non era uno show ma una cosa molto seria.

Simona: Avevo appena concluso l’esame finale per il diploma d’archivista di Stato, ero in via Gallura con auto di fronte alla Rai, vado a prendere la macchina e c’era una marea di giornalisti concitatissimi fuori ai cellulari che gridavano SI LA PRIMA TORRE, UN AEREO, TERRORISTI , PENTAGONO, NEW YORK, NO TUTTO IN TV, non avevo realizzato molto perchè non ero davanti alla tv, ho fatto in tempo ad arrivare a casa ed è crollata la seconda torre….è stato più che surreale.

Ale: Io invece ero in un bar con un mio amico trombettista, avevamo appena finito una prova al’Accademia. Ci siamo girati e abbiamo visto nel televisore del bar quelle terribili immagini…Non si può dimenticare un momento simile per tutta la vita…

Gianluca Floris:Dieci anni fa ero in macchina con Gianfranco Montresor in direzione di Strasburgo: dovevamo fare un’audizione. Quando furono colpite le Torri eravamo sotto il tunnel del San Gottardo. Quando caddero eravamo ancora in svizzera.

fonte: Facebook - Gianluca Floris
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sindaco di cagliari

sindaco di cagliari

Questa pomeriggio, con quasi il 60% delle preferenze è stato eletto il nuovo sindaco di Cagliari: Massimo Zedda.

Per chi volesse conoscerlo un po più a fondo,  pubblico di seguito un’intervista di Luca Telese, fatta al neo-eletto prima dell’elezioni.

Ha solo 35 anni, un curriculum vitae fuori dagli apparati, ha vinto le primarie a sorpresa,  battendo – lui che è di Sinistra e libertà – il più radicato dei leader del Pd dalemiano, Antonello Cabras.

Si può vincere davvero in una città che è diventata un baluardo del centrodestra?

Io credo di sì. Vedi, in questa città, il centrodestra è la metafora perfetta del centrodestra nazionale: proclami faraonici, follie liberiste, grandi promesse e nessun risultato, devastazione ambientale e inefficienza.

Fammi un esempio.

Avevamo – e abbiamo ancora, se sapremo valorizzarla – una delle più belle spiagge urbane del
mondo: il Poetto. Ebbene, per rispondere al problema dell’erosione, il centrodestra ha scelto la
strada più dispendiosa e irrispettosa della natura.

Risultato?

Un simbolo. La spiaggia bianca è diventata una spiaggia nera. E per fare questo scempio sono riusciti a dilapidare 20 milioni di euro!

Qual è l’idea di sviluppo del centrodestra?

Non c’è, questo è il dramma. L’ultima berlusconata era una proposta da manuale: costruiamo
sulla spiaggia un Casinò… Così dopo aver rovinato l’arenile, ci costruivano pure un obbrobrio.
In compenso non hanno presentato nessun piano per il litorale.

Nessuno?

Nulla, zero. Promettono sogni, ma realizzano pochissimo: ci sono dieci chilometri di spiaggia di
competenza del comune, ma non hanno nemmeno piantato una rete da pallavolo, un bagno
chimico, una doccia.

E invece?

La spiaggia è il grande polmone verde della città, l’opportunità di una vacanza per tutti, anche
per chi non può permettersi di partire. La città si è impoverita. Bisogna ripristinare i nostri tesori naturali, non cementificare più. Loro promettono Las Vegas, io voglio una nuova Cagliari. Qui la crisi è iniziata prima della crisi. Io cito degli indicatori infallibili: il centro diocesano, che ormai assiste 4 mila persone. E gli studi della Caritas, che fanno vedere come un pezzo di piccola borghesia si è avvicinata alla soglia di povertà.

Vorresti parlare a queste famiglie?

Ci sto provando. Per dire loro che questa città così diventa un dormitorio. Non ci sono bus notturni, non ci sono servizi. C’è la solitudine e il miraggio di un lavoro palazzinaro, prospettato da chi ha un’unica idea.

Quale?

Costruire multiproprietà, possibilmente sulla sabbia. Chi vota me deve sapere che dirò sempre
no a tutte le speculazioni.

Che storia hai?

Ho fatto il liceo classico. Ho iniziato a lavorare a 18 anni, contemporaneamente studiavo Giurisprudenza. Sono il ritratto perfetto della mia generazione.

In che senso?

In 4 anni di lavoro sono stato Co.Co.Co, Co.co.pro, contrattista a tempo determinato, prestatore d’opera occasionale: assunto mai!

Cosa hai fatto.

Di tutto, nell’amministrazione di aziende, di un ristorante e di un albergo. Poi ho recitato. E ho anche fatto il pubblicitario.

Dimmi una cosa che si impara con questa gavetta.

Amministrare significa dare la possibilità di cambiare le cose. Ad esempio, trovo incredibile
che una tassa importante come quella sull’immondizia sia pagata al metro quadro, in base alla
superficie.

Perché?

Perché ricordo quando pagavamo 14 mila euro anche se il locale era chiuso! Che senso ha?

Che parametro adotteresti?

Chi ricicla di più paga meno. Chi è virtuoso deve essere ricompensato: nelle città del Nord Europa questa è la regola. Da noi premiamo le rendite e l’inefficienza.

Magari tutti pagano poco.

Macché, è la tassa dei rifiuti più alta d’Europa.

Il centrodestra ti critica su questi punti?

Hanno provato a fotocopiare il nostro programma, che io avevo preparato già per le primarie. Il mio avversario usa dei toni così feroci, verso l’amministrazione espressa dalla sua stessa coalizione, che si sarebbe tentati di pensare che sia arrivato da un altro pianeta.

Fammi un altro esempio.

La loro parola d’ordine, come nel resto del paese è esternalizzare tutto: al punto che il Teatro
lirico ha dato in appalto persino la biglietteria. Sarebbe come se in una famiglia si desse in appalto la preparazione del pranzo e della cena.

Lo fanno per risparmiare?

Ma figurarsi. Lo stabile ha un bilancio che è un buco nero.

La coalizione come si comporta con te?

Benissimo. Sono venuti Veltroni, la Serracchiani, Bersani. Adesso arriva la Bindi. Il Pd ha capito che c’è un’opportunità unica.

Però a livello locale qualcuno ci resterebbe male se vincessi…

Non è così. Ci sono state delle preoccupazioni all’inizio. Ma io faccio un gioco di squadra, da soli non si va da nessuna parte.

Il primo punto del tuo programma?

Dobbiamo fermare l’emor ragia. Negli ultimi 15 anni abbiamo perso 20 mila cittadini, soprattutto giovani.

Perché?

Vanno aggrediti i prezzi degli affitti, calmierati, abbassati con edilizia studentesca. Non si può accettare che un ragazzo paghi 300 euro per una stanza e un letto.

E poi?

La trasparenza è una necessità.
Se uno legge il bilancio di questa città non capisce dove vanno a finire i soldi.

Cosa faresti al posto del Casinò?

Una fabbrica delle idee. Un luogo di spettacoli e di concerti integrato nel territorio.

La proposta più improbabile del tuo avversario?

Vogliono fare la metropolitana di profondità, in una città di 156 mila abitanti. Sognano grandi e
costose opere.

Non vuoi cambiare la mobilità?

Certo. Ma lo strumento migliore è la metropolitana di superficie. Pensa, a Cagliari avevamo i tram del secolo scorso, loro li hanno smantellati. Dobbiamo pensare ai flussi di traffico che vengono dall’hinterland. Solo risolvendo questo problema Cagliari può essere decongestionata e resa vivibile.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

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