Archivio della categoria “natura”

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Summertime voce Alessandra Atzori

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Una delle trasmissioni più longeve della RAI, “Sereno Variabile”, condotta da Alberto Bevilacqua“, sbarca a Cagliari. Il giornalista si sofferma nelle zone caratteristiche del nostro capoluogo presentando le  bellezze della nostra città: Dalla bellissima spiaggia del Poetto, al mercato ittico più vario del mediterraneo: “San Benedetto”; le passeggiate e il centro storico; la città sotterranea con Marcello Polastri, le tradizioni e la bellezza tutta nostra dei fenicotteri e dei suoi parchi nel centro della città. Per chi non avesse visto la puntata ecco il link per rivederla SERENO VARIABILE

 

 Per chi volesse alloggiare a Cagliari ecco alcuni link di BeB nel centro città

ATTICO BIANCO

AFFITTACAMERE  CASTELLO

Vicino alla spiaggia del Poetto

LE DIMORE DEL SOLE

A un passo dalla bellissima spiaggia di Chia

CASAVASCO

 

 

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Questa mattina, percorrendo a ritroso il Viale Fra ignazio, mi sono imbattuta in questo scempio. Ma è mai possibile che in una società civile ci siano ancora dei barbari capaci di fare queste cose? Ho domandato ad una passante se tutto ciò era abituale. Mi ha detto che la mattina era tutto pulito e in ordine , ma che questo è lo spettacolo che si presenta quasi sitematicamente nel fine settimana questo. Non ho parole.  E qui il tifo e le squadre rivali non mi pare c’entrino nulla!

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E’ proprio dietro casa l’orto urbano gestito dall’associazione ONLUS “AgriCulture“ sul colle di Monte Urpinu.

Domenica mattina finalmente, dopo tante occasioni mancate, sono riuscita a vederlo da vicino. In una splendida giornata di sole,  tante persone curiose e interessate hanno visitato la zona accedendo dall’ingresso da Via Raffa Garzia, per vedere i risultati di chi si sta impegnando, con tutte le forze, alla bonifica e alla coltivazione di frutta e ortaggi in questo polmone urbano.

Ogni socio ha un fazzoletto di terra che cura con passione  cercando di rispettare la natura . Le tecniche ovviamente non prevedono l’uso di diserbanti perchè lo scopo principale è quello di poter fare coltivazione biologica. Camminando tra le piccole aree si trovava la piantina di peperoni o il cespo di cavolo cappuccio, ma anche uno Spaventapassero per tenere lontani gli uccelli che pullulano il Colle e che sono  abbastanza famelici. Ho notato poi delle bottiglie di plastica conficcate nella terra. Mi è stato spiegato che servono a tenere a bada le lumache che purtroppo banchetterebbero con la verdura appena cresciuta.  In questo orto, ahimè, non c’è l’acqua ed ognuno si arrangia come può. Si spera che presto si possa avere l’autorizzazione per installare un pozzo. Certo è che le ultime piogge hanno dato comunque una bella mano.

Ci siamo inoltrati poi anche nelle zone più alte dove ci sono delle  grotte,  una in particolare viene utilizzata dall’Associazione per le riunioni periodiche, non avendo altra sede. Si trovano anche delle costruzioni abbandonate e delle vaste aree di proprietà militari che sarebbe bellissimo poter utilizzare come spazi culturali estivi.

Da qui si gode uno stupendo panorama su tutta la città di Cagliari, a 360 gradi.

Tutti possono entrare a far parte dell’associazione AgriCulture pagando naturalmente una piccola quota associativa annuale.  L’unico “paletto” richiesto è  l’obbligo di curare il proprio orto e partecipare ai lavori comuni di bonifica e/o miglioramento/manutenzione degli spazi comuni almeno 1 volta al mese. Normalmente le riunioni per lavori comuni sono il venerdì e per chi non è disponibile, il sabato o la domenica, con orari concordati e comunicati volta per  volta.

I prossimi impegni sono:

Creare un Centro di Educazione Ambientale

Organizzazione di seminari e incontri tra i cittadini ed esperti del settore, agricoltori, specialisti della varie discipline inerenti la conoscenza del territorio e l’orticoltura biologica, associazioni ed enti.

Costituzione di un archivio dati sulle ex servitù militari dismesse e delle iniziative che portino al loro riuso e riqualificazione per scopi artigianali, agricoli e culturali ed alla sensibilizzazione dei cittadini ad un uso consapevole del territorio.

Creazione di un centro di ricerca e raccolta di saperi antichi della cultura contadina regionale, con la quale si possa sviluppare una rete di scambio tra orticoltori di sementi biologiche per un ritorno ai ritmi delle stagioni e valorizzazione della biodiversità del territorio.

Creazione di momenti di incontro anche tra diverse generazioni per scambio di prodotti, conoscenze e saperi, anche secondo le modalità della banca del tempo e de “s’agiudu torrau”.

• Sviluppare sistemi di autoproduzioni, come risposta alla crisi economica, per un sostegno al reddito familiare, attraverso un’educazione alimentare che favorisca un consumo consapevole.

• Attivazione di piccoli sistemi per la produzione di energia rinnovabile, oltre al recupero delle acque meteoriche e delle acque reflue trattate per fini irrigui allo scopo di rendere i progetti autosufficiente.

 

Per qualunque informazione rivolgersi a

Tore Porta – 328.3599864 – e-mail : portatore@tiscali.it

Paolo Erasmo – 334.1170413 – e-mail : paoloterralba@gmail.com

AgriCulture Associazione di Promozione Sociale

N° 174 all’Albo Regionale delle Associazioni

sede viale Trieste 2 – 09124 Cagliari P.I. 03462080924 – C.F. 92195470924

associazione.agriculture@gmail.com

Sotto alcune foto dell’orto

 

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E’ dal 2008 (vedi post) che denuncio il rischio sgretolamento che corre il nostro amato colle di Monte Urpinu! Percorro le strade che lo circondano quotidianamente, essendo nel mio quartiere, e giorno dopo giorno ho notato che il lato che incrocia la via Dexart , Via Raffa Garzia e  l’inizio del Viale Europa si sta letteralmente sbriciolando. Questa sera poi ho notato che il Comune ha transennato il marciapiede dove sono caduti diversi massi. La strada è sempre trafficata, soprattutto la mattina presto e la sera, da coloro che la percorrono per recarsi al parco a fare ginnastica, e questa caduta di pietre potrebbe essere molto pericolosa.

Speriamo che il comune ponga presto rimedio prima che sia troppo tardi!

Sotto alcune foto che ho scattato stasera.

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escursione giornaliera in barca goletta Cagliari SardegnaL´itinerario prevede l´uscita dal Porto di Cagliari e la navigazione con rotta Sud Est lungo la costa cagliaritana. Lungo il percorso, gli ospiti avranno la possibilità di ammirare dall´imbarcazione la vecchia borgata di Sant´Elia ed il Lazzaretto, nonchè godere delle meraviglie naturalistiche ed archeologiche presenti sul Promontorio di Capo Sant´Elia, Cala Mosca, Cala Fighera, Grotta dei Colombi e la Torre del Poetto.

La navigazione proseguirà, poi, fino ad arrivare al traverso del porticciolo turistico di Marina Piccola, punto più vicino dal quale si potrà osservare la famosa “Sella del Diavolo”.
Per tutta la durata dell´escursione, sarà presente sull´imbarcazione personale esperto e qualificato, in grado di descrivere e fornire tutte le informazioni utili sul percorso effettuato, in maniera tale da coniugare l´aspetto ludico a quello storico-culturale. Il rientro al Porto di Cagliari è previsto dopo circa 6 ore.

 escursione con l´imbarcazione per un massimo 12 persone

COSTO DELL’ESCURSIONE: EURO 60,00 (pranzo compreso)

Giornata tipo:

Ore 10.30 circa partenza

 

  • Due soste per potersi immergere nelle limpide acque antistanti la zona di Cala Mosca e la famosa spiaggia del Poetto o fare snorkeling con l´attrezzatura fornita gratuitamente a bordo (maschera, boccaglio e pinne).

 

  • Pranzo compreso nel prezzo

 

  • Ore 16.30 rientro

Contatti

Trip Sardinia di C.L. [Servizi Turistici e Organizzazione Eventi]:
Viale Diaz 70a, 09125 Cagliari
tel. (+39) 070 305771 – 070 3099606
fax (+39) 070 305771
cell. (+39) 393 4417811 – (+39) 392 0508181

Nota bene: in caso di mancata risposta ai telefoni fissi, contattare i numeri di cellulare

e-mailinfo@tripsardinia.com

 

 

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Ieri sera su Cagliari si è abbattuta una vera e propria tempesta di fulmini. C’è chi ha dichiarato di aver percorso le strade quasi senza  fari, per la grande illuminazione naturale. Guardate questa bellissima foto scattata ieri da Manlio Capra, dal colle di Monte Urpinu. Si può riconoscere a distanza il Colle di San Michele.

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foto di Manlio Capra

L’appassionato fotografo cagliaritano Manlio Capra ha immortalato, la scorsa notte, una stupenda luna piena .

Le foto del quartiere Stampace, sono state scattate dalle  mura del parcheggio fronte Ospedale San Giovanni di Dio

A quanto pare rivedremo di nuovo questo fenomeno solo nel 2049, tra 35 anni. Oggi 13 giugno 2014 sarà una data memorabile non solo per i superstiziosi, ma soprattutto per chi ama alzare gli occhi al cielo: una luna piena ancora più completa comparirà sopra le nostre teste. Un evento rarissimo: per accadere devono coincidere tre variabili indipendenti, come la fase della luna, il giorno della settimana e il giorno del mese.

Armatevi di macchine fotografiche e cercate il punto più alto della città.

foto di Manlio Capra

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Anche se il tempo non è ancora quello giusto per la nuova stagione estiva cagliaritana, ieri allo stabilimento balneare Il Lido, che ha riaperto i battenti, sono stati in tanti ad avventurarsi in qualche breve nuotata.

Sicuramente i più timidi hanno preferito ammirare la spiaggia e il mare dal bar, come la sottoscritta, ma credo che prestissimo, tempo permettendo, la bella spiaggia del Poetto si rianimerà come ai vecchi tempi.

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La potatura degli alberi in viale Regina Elena, a mio avviso, eseguita troppo tardi.

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Cosa è la Nutripuntura?  E’ un nuovo approccio al Ben-Essere che nasce dall’incontro della medicina tradizionale cinese con la biologia moderna (cfr. Edgar Morin – “La Via”) e si pone l’obiettivo di sostenere la capacità di autoregolazione dell’organismo.

Il 10 e l’11 maggio a Cagliari si terrà il 1° corso base  presso l’ Associazione Culturale Dictatum Discere, Via Salvo d’Acquisto 6, e sarà

tenuto dal dott.  Fabio Burigana.

Lui opera a Trieste come medico antroposofo, specialista in gastroenterologia, omeopata. È presidente dell’Ass. Nutripuntori Italiani (http://anita.pro/) e Presidente dell’Ass. Medicina e Complessità (www.amec.eu).

Il seminario è completamente gratuito sarà preceduto da conferenza illustrativa del corso.

Pagina facebook dell’evento

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Via La Marmora angolo Vico Martini fine 1970…il rubinetto …quanta gente si riforniva li …con bottiglioni e “Marigas”

Troppo cloro, acqua vietata

Emergenza a Cagliari, Quartu e in 5 Comuni dell’hinterland – Vietato bere e cucinare per 12 giorni ma non c’è pericolo per la salute

 Usatela per tutto, compresa la doccia, ma non per bere o cucinare. L’indicazione, perentoria, è contenuta in un’ordinanza firmata ieri in tutta fretta da sette sindaci del Cagliaritano (capoluogo compreso) e riguarda l’acqua che sgorga dai rubinetti. È inquinata, quell’acqua, e probabilmente lo sarà per quasi due settimane: fino al 24 febbraio, per la precisione, a meno che l’Enas (è il nome attuale dell’Ente autonomo del Flumendosa) non riesca a risolvere il problema più rapidamente. Per bere e per cucinare, dunque, non resta altra possibilità che la minerale in bottiglia, oppure i bidoni riempiti con l’acqua che esce dai rubinetti dei Comuni che non sono nella lista nera (provvisoria) diffusa da Abbanoa e dall’Asl di Cagliari.

I COMUNI Riguarda Cagliari, Quartu, Quartucciu, Selargius, Monserrato, Elmas e Maracalagonis , il divieto di dissetarsi e cucinare con l’acqua di rete entrato in vigore ieri mattina, dopo che le analisi chimiche compiute prima da Abbanoa e poi dall’Asl hanno accertato che il livello di cloriti è, anche se leggermente, superiore ai limiti massimi consentiti dalla legge. Nei territori di tutti gli altri Comuni, senza alcuna eccezione, l’acqua continua a essere perfettamente potabile e ogni voce che sostiene il contrario (qualcuna, circola da ieri pomeriggio) è semplicemente falsa.
IL PROBLEMA Perché nell’acqua c’è troppo cloro, al punto che non possiamo berla o cucinare? Non per errore, ma per scelta obbligata dal rispetto delle normative sanitarie. I sette Comuni – non uno di più, non uno di meno – in cui l’acqua non sarà potabile per una dozzina di giorni sono serviti da una condotta idrica che arriva dal bacino del Mulargia: su quella linea l’Enas sta eseguendo lavori urgenti, che richiedono molto tempo. I suoi tecnici sono all’opera nella centrale di Uvini, quindi la fornitura dal Mulargia è di fatto interrotta. A quel punto, lo stesso ente si è trovato di fronte due scelte: tenere centinaia di migliaia di persone con i rubinetti a secco per due settimane oppure fornire ad Abbanoa l’acqua da un altro bacino, quello del Cixerri, dove però la carica batterica è eccessivamente alta a causa della contaminazione da scarichi fognari. Dunque, così com’è, quell’acqua non può essere distribuita nella rete idrica, nemmeno se accompagnata da ordinanze che ne limitano l’uso.
LE ANALISI Per sterminare i batteri l’unica soluzione è utilizzare il cloro, come sempre si fa, ma stavolta in dosi più massicce. È esattamente ciò che Abbanoa ha fatto negli impianti di potabilizzazione, pur sapendo che il problema si sarebbe ribaltato: ora i livelli di contaminazione da batteri dell’acqua prelevata dal Cixerri sono rientrati nei valori di legge, però sono superiori ai limiti quelli dei cloriti. Poca roba: le analisi eseguite nelle scuole di via Palermo a Quartu, ad esempio, indicano un valore di cloriti pari a 1,04 milligrammi per litro, contro un limite di legge pari a 0,7. Ancora più bassi i valori dei prelievi fatti in via Ales a Quartucciu: 0,84, ma pur sempre sopra i limiti.
LE ORDINANZE Questi dati rilevati da Abbanoa (che immette nella rete l’acqua ricevuta dall’Enas) sono stati confermati dalle analisi dell’Asl, così la stessa Abbanoa ha fatto partire le segnalazioni ai Comuni serviti dal Mulargia, da dove l’acqua non può più arrivare per dodici giorni. La legge prevede che siano i sindaci a firmare le ordinanze, ma di fatto è un atto dovuto. Dunque, in quelle sette località l’acqua non si può bere e non può essere utilizzata per cucinare, ma tutto il resto si può fare, compresi doccia e lavaggio di frutta e verdura. Per gli amanti delle frasi fatte, «è vietato l’utilizzo dell’acqua per scopi alimentari», e tutto il resto è consentito. Compreso arrabbiarsi perché il divieto durerà a lungo.
Luigi Almiento

14 febbraio 2014
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collezione Colombini

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“Il mio cuore è ferito. Negli occhi mi trascorrono prati, monti, volti, alcuni dei quali non vedrò mai più.

Ho pianto, sinceramente pianto, come un bambino a cui han rapito il fratello per nasconderlo nel passato, lasciarlo a mezza strada tra i ricordi e l’impotenza. Mi lega a voi, alla Sardegna, non solo una cittadinanza formale, ma una ben più alta affinità elettiva di sentimenti e sensazioni: mi sento un sardo, sono un sardo. Non è la terra di amici miei ad essere stata sconvolta, no, è la mia stessa terra.

C’è nella ricorrenza fatale, nel perdurare di questi disastri, quasi uno spregio, una incomprensibile sfida del destino contro il popolo che meno di tutti merita il dolore e la distruzione; ma d’altronde è nella sintassi stessa del vivere sardo essere soli contro tutti e tutto, vivere come “canne al vento”.

Vi abbraccio, vi abbraccio tutti in questo silenzio improvviso che risponde al tuono e alla morte: vi penso non come un eccezionale incontro, ma come la gente della mia vita a cui più assomiglio per volontà, dignità, senso morale.

Tra i miei ricordi trovo, per darci una sorta di consolazione, le parole bellissime tratte da un frammento del grande poeta greco Archiloco: “Cuore, mio cuore sconvolto – in mezzo a pene senza fine tirati su – a petto in fuori aspetta l’assalto – dei nemici: stai ben fermo all’istante – dello scontro e se vinci non metter su – arie, se sei caduto non affliggerti – girando col muso per casa: no no – goditi i tuoi momenti di gioia e – affliggiti al dolore quanto basta, impara – la melodia, il ritmo della vita umana”. Tornerò presto ma in verità da voi non sono mai partito, è come se fossi lì a dirvi, gridarvi, sussurrarvi “si ricomincia”, perché gli uomini sono troppo grandi per darla vinta al destino”.

Roberto Vecchioni

(pubblicata sul quotidiano “La Nuova Sardegna” del 22 novembre 2013)

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Panorama a confronto in una foto ddei primi del ’900 e una dei giorni nostri. La foto moderna è stata scattata dalTerrapieno di Viale Regina Elena.

 

 

 

 

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In queste due foto si può notare come il quartiere sorto ai piedi del colle di Monte Urpinu si sia espanso velocemente. Nella prima foto siamo nel 1956, l’anno della grande nevicata. La seconda foto è stata scattata oggi.

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Qualche giorno fa ho pubblicato a grandi linee la storia dei miei avi da parte di mia nonna paterna, quella della famiglia Capra. Questa famiglia segna un importante momento storico commerciale della Sardegna. Infatti, la famiglia Capra ha contribuito notevolmente alla diffusione di vini pregiati (ed altri prodotti alimentari) non solo nell’isola, ma anche all’estero essendosi servita di mezzi di trasporto all’avanguardia come i treni (parliamo di metà ’800), motonavi e velieri. Giovanni Battista Capra fu un vero pioniere.

Per questo motivo ho ricevuto tantissime mail e messaggi di persone che hanno conosciuto i discendenti dei Capra e molti  di loro sono addirittura miei parenti, cioè discendenti dallo stesso capostipite. In particolare mi è arrivata una nuova versione della storia , proprio da un lontano cugino, Luca Porru, discendente di Lincoln Capra, (vedi post precedente), il quale ha svolto ricerche approfondite  consultando documenti di battesimi, matrimoni ecc. La sua versione è decisamente diversa e stravolge tutto ciò che mi hanno tramandato i miei genitori, nonni zii e prozii. E’ giusto quindi che se ne venga a conoscenza dal momento che nella rete le notizie sono sempre le stesse e forse non proprio giuste.

Sono un bisnipote di Lincoln Capra ( mia

nonna Vittoria era sua figlia) per cui i nostri bisnonni erano fratelli.

Sono molto legato alle memorie di quel ramo della mia famiglia perché

nonna buonanima mi ha sempre parlato di loro e della loro storia, e
inoltre mi occupo per lavoro , di storia della famiglia in Sardegna. Volevo

solo dirti che il luogo di nascita del nostro Giovanni Battista Capra  (che immagino avrai preso da libri che riportano dati presi da una vecchia tesi di laurea su Quartu) non è Castelbolognese, ma Cagliari. 

Il G.Battista Capra di Castelbolognese è in realtà un omonimo, che si distinse come garibaldino nelle guerre di indipendenza. In realtà il nostro avo era nato sempre nel 1833 ma a Cagliari, nella casa di famiglia in via Manno dove è nata pure mia nonna.

Era figlio di Salvatore Capra, ricco negoziante della Marina e di Angela Ritzu. Questi dati oltre che dai libri parrocchiali, li ho verificati visitando la cappella di famiglia nel cimitero vecchio di Quartu, la prima in fondo a destra entrando dall’ingresso principale, subito dopo la chiesetta medioevale di san Pietro di Ponte.

Che Giovanni Battista Capra fosse un simpatizzante o che conoscesse Garibaldi personalmente è certo, e una prova è il fatto del battesimo di

Giuseppe Garibaldi Capra da parte del Generale ( per procura da Caprera dell’amico comune Enrico Serpieri), come si può desumere dall’atto di battesimo di tuo bisnonno.  Sul fatto che G. B Capra Ritzu fosse un vero garibaldino, c’è invece più incertezza; credo che probabilmente avrà finanziato qualche impresa garibaldina, cosa comune all’epoca da parte della borghesia in ascesa italiana, ma in realtà non figura in nessuno degli elenchi ufficiali dei garibaldini. Credo che l’omonimia abbia contribuito al formarsi di questo equivoco, ma bisognerebbe fare ricerche più approfondite che in questo momento non sono in grado  di fare.  A volte le memorie familiari per quanto affascinanti , perdono il filo della verità storica per addentrarsi nel campo della fantasia.

Per quanto riguarda il mio ramo, mio bisnonno Lincoln era il direttore del reparto vini fini e mosto della Vinalcool di cui aveva un piccolo pacchetto di azioni. 

La foto sottostante ritrae un momento di vacanza di alcuni fratelli e cugini  Capra,  in una delle case di famiglia  probabilmente a Quartu Sant’Elena intorno al 1910

 

 

 

 

 

 

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Vedere la città di Cagliari con un’altra luce è davvero emozionante. Se non siete nottambuli non potete capire cosa significhi ammirare alcuni scorci della città di Cagliari alle 4 del mattino.  Il fotografo Gigi Demontis ha regalato a questo blog una serie di immagini davvero splendide realizzate tra le 4 e le prime luci dell’alba cagliaritana.

Potrete ammirare queste ed altre bellissime immagini direttamente nella pagina Facebook del fotografo Gigi Demontis Fotoemozioni

 

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La festività di Ferragosto al Poetto. Nella prima foto siamo intorno al 1920 e potrebbe essere Il Lido, famiglia Capra e amici.

La seconda foto riguarda invece il Poetto dei casotti nel 1958. Famiglia Atzori

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