Archivio della categoria “banca della memoria”

Nella quinta parte della lunga intervista che ho realizzato col campione di equitazione Paolo Racugno, il centenario racconta di quando e come ha conosciuto sua moglie Margherita Grimaldi. Un dolcissimo ricordo, a tratti commovente e ricco di particolari . Complice è stata la spiaggia del Lido di Cagliari.

Margherita Grimaldi, mancata qualche anno fa, ultranovantenne, è stata vicino al campione fino alla fine .

Tutti i video cliccando  su MEMORO

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Nella quarta parte della lunga intervista al centenerario Paolo Racugno, pluricampione di equitazione,    il simpatico racconto della sera in cui è stato invitato con tutta la squadra alla corte della regina Elisabetta, di sua madre, e della sorella Margaret. Ci racconta inoltre come è arrivavo alle olimpidi e delle tante vittorie nelle capitali europee.

MEMORO

La banca della memoria

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MEMORO – La banca della memoria

Nella terza parte dell’intervista, (Guarda qui la Prima e la Seconda) il centenario Paolo Racugno ci racconta di quando si improvvisò professore d’ Italiano per americani e tedeschi a Cagliari; sigari e sigarette in cambio di un po’ di pane bianco.

Quando cadde il governo, lui rimase l’unico impiegato del ministero con tutti i poteri, ne approffittò per promuovere i dipendenti civili e dare loro i privilegi che fino a quel momento erano solo dei militari.

Ascoltiamo insieme il  suo racconto .

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Lo scorso anno sono stata contattata da  Memoro in qualità di ricercatrice di memoria,  per indagare fra i cittadini cagliaritani che avessero superato i 65 anni, su quali fossero le star che si amavano di più negli anni Cinquanta.

A Cagliari sono stati selezionati  diversi cittadini tra cui anche la blogger ultraottantenne Sebastiana Aru Atzori e l’attore cagliaritano Giampaolo Loddo e intervistati sia direttamente nelle loro abitazioni (v.foto), che alla Cineteca Sarda.

Si indagava sulla memoria collettiva legata all’esperienza dell’andare al cinema in Italia negli anni Cinquanta. In particolare, il progetto si è concentrato sull’importanza del cinema nella vita quotidiana attraverso 160 interviste con esponenti del pubblico, le cui risposte sono state elaborate e contestualizzate grazie a ulteriori ricerche di archivio. I partecipanti sono stati scelti fra otto province e otto città (Bari, Roma, Torino, Milano, Palermo, Napoli, CAGLIARI e Firenze). I primi risultati della ricerca saranno presentati

Venerdì 20 maggio dalle ore 17:30 alle ore 19:00 

Roberto Coroneo”, Cittadella dei musei, Piazza Arsenale, Cagliari


www.italiancinemaaudiences.org/italiano

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Un bel gruppo di cittadini Cagliaritani sono stati selezionati dal sito Memoro Banca della Memoria per una serie di interviste sulla memoria del cinema in Italia. Il  progetto, nasce da una collaborazione del sito Memoro con la cattedra di Storia del Cinema italiano presso l’Università Brookes di Oxford e mira a conoscere più a fondo il cinema degli anni ’50 attraverso le testimonianze dirette di chi lo ha frequentato.

Il progetto è iniziato con la raccolta di oltre 1000 questionari a persone di età compresa tra i 65 e i 100 anni

I risultati ottenuti saranno divulgati attraverso: due articoli su specifici giornali accademici internazionali; una conferenza internazionale a Oxford nel giugno 2016; un apposito sito web; una giornata dedicata agli anziani e alle loro memorie da organizzarsi al Museo del Cinema di Torino nell’autunno del 2015.

Nella foto di testa la prima intervistata Sebastiana Aru Atzori col  regista  Maurizio Cartolano.

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Correva l’anno 1949: elezioni del primo Consiglio Regionale della Sardegna

E’ pomeriggio inoltrato, quando in un’aula semi-deserta cala il sipario sulla XIV legislatura del Consiglio Regionale della Sardegna. Timidi applausi a scena oramai conclusa, salutano l’approvazione della Legge Finanziaria, che per la maggioranza ha scongiurato il ricorso all’esercizio provvisorio, costituendo uno strumento valido per affrontare le emergenze, mentre i suoi detrattori dall’opposizione, la bollano un bilancio inutile di una legislazione deludente.

I consiglieri ricandidati guadagnano velocemente l’uscita per raggiungere i colleghi assenti, già alle prese con la campagna elettorale. Con lo sguardo smarrito più che pensoso, rimangono nei loro banchi quelli che per ora andranno ad infoltire l‘Associazione degli ex Consiglieri, sperando in una prossima stagione elettorale. Una Consiliatura da dimenticare con tre onorevoli che varcano i cancelli di un penitenziario, e non per denunciare l’annosa questione carceraria. Nulla da festeggiare, poco da ricordare molto da dimenticare. Si saluta l’abbandono, per il volontario raggiungimento dei limiti d’età, dell’onorevole Felicetto Contu classe 1927, nei ruoli della Regione dal 1961, tanto da fargli guadagnare affettuosamente il vezzeggiativo di Fenicetto. Comunque per non rischiare l’inattività rivestirà l’incarico di difensore civico. Un politico navigato di altri tempi.

Si profila la campagna elettorale più breve e difficile della storia della Regione. I preliminari della ricerca dei candidati tra riconferme, abbandoni e passi indietro, assottigliano lo spazio di confronto tra gli opposti schieramenti e lo stesso dialogo con la base elettorale.

Di mattina a Cagliari in piazza Yenne, ai piedi della colonna miliaria che segna il principio della Statale 131 e della sua storia infinita, sfilano suv e city car incalzati dai disimpegni brucianti degli scooter, mentre dai mezzi pubblici come riflessi ondeggiano gli sguardi anonimi dei passeggeri, in procinto di scendere alle fermate del centro. La stessa prospettiva, ma con uno scenario diverso, quello dei giorni che precedevano l’8 maggio 1949, quando si votava per il primo Consiglio Regionale della Sardegna.

Sull’onda delle memorie tramandate e trascritte e delle immagini del cinegiornale INCOM n. 289 (Industria Cortometraggi Milano) antenato del settimanale Ciac e precorritore di quello televisivo Ciac-Gulp): la statua di Carlo Felice, scolpita nel 1829 ma issata molto più tardi nel 1860 sul basamento di marmo e granito disegnato dall’architetto Gaetano Cima. Quel piedistallo, appare completamente avvolto senza soluzione di continuità, da un autentico nastro di manifesti elettorali fino ai cippi che uniscono le catene. Inconfondibile la partitura geometrica dei quattro mori, mentre un audace attivista della risorta destra, ha scalato la statua sabauda fino all’estremità del suo bronzeo braccio destro, per collocarvi un simbolo fiammeggiante. L’ingresso della via Manno era listato da uno striscione – vota stella e corona – con la stella coronata del Partito Nazionale Monarchico, che al referendum istituzionale del 2 giugno 1946 aveva riportato il 60,9% del consenso degli elettori sardi.

Dalla via Roma sgombra di qualsiasi traffico di auto, percorsa da carretti a trazione animale o trascinati da infaticabili garzoni, a cominciare dal bar degli americani che già erano andati via, lasciando le proprie affollate sale da ballo ed i loro fornitissimi empori – quasi difronte alla darsena, come descrive quei luoghi Ugo Pirro sceneggiatore di De Sica, Lizzani, Damiani, Pontecorvo nel suo Mille tradimenti del 1959, salivano gli strilloni con i giornali arrotolati su una cinta di cuoio, scomparendo sotto i portici fino al budello de Sa Costa, gridando “Ugnone” Sarda, il Tempo, edizione straordinaria, Paese Sera, anche se sulle loro magliette campeggiava la testata del Messaggero o del Mattino. L’Avanti, l’Unità, La Voce Repubblicana che provenivano soprattutto dalla distribuzione militante ed attraverso gli abbonamenti, spuntavano dalle tasche delle giacche e dei capotti rivoltati.

L’area oggi del Palazzo della Regione, era ancora un ammasso di macerie non del tutto bonificate, sbarrata da un muro di cinta che non riusciva a nascondere quella desolazione. Così in una Sardegna non più sottoposta all’Allied Military Governement, il 27 gennaio 1944 fu istituito l’Alto Commissariato per la Sardegna, che precederà di qualche mese l’altro analogo per la Sicilia, rimanendo in carica fino all’elezioni regionali dell’8 maggio 1949. A dirigere quest’organismo militare burocratico fu il generale sardo di squadra aerea Pietro Pinna Parpaglia di Pozzomaggiore, che dimostrò innate doti di mediazione quando gli fu affiancato prima una Giunta e poi una Consulta Regionale di 18 componenti, nominati dal Presidente del Consiglio Ivanoe Bonomi, scelti tra rappresentanti del mondo politico, sindacale e culturale: tra gli altri i democristiani Angelo Amicarelli, Salvatore Mannironi; i comunisti Antonio Dore e Renzo Laconi; i socialisti Angelo Corsi, Filippo Satta; i sardisti Pietro Mastino, Piero Sotgiu, i liberali Francesco Cocco Ortu, Raffaele Sanna Randaccio, il demolaburista Giovanni Maria Dettori, l’indipendente Enrico Musio ed il repubblicano Agostino Senes. Oltre competenze contingenti doveva avanzare le proposte per l’elaborazione dello Statuto della Regione Autonoma della Sardegna. Era il 29 aprile 1945 al palazzo viceregio di Cagliari. Ma le elezioni del 1948 modificheranno ancora i rapporti di forza tra le varie componenti, che videro la luce della terza consulta fino al 4 maggio del 1949 nel vivo della campagna elettorale.

Ma la piazza intitolata al viceré marchese Ettore Veuillet d’Yenne ne aveva viste. Il 18 gennaio del 1945 gli studenti protestarono contro il richiamo alle armi, durante gli scontri con le forze dell’ordine ci fu il lancio di una bomba a mano che lasciò esanime un giovane agente, per cui la città rimase presidiata dall’Esercito. Del resto poco ci mancò, dopo la marcia su Roma, che il deputato Emilio Lussu subisse la stessa sorte mentre fascisti e sardisti si fronteggiavano, il calcio di un fucile raggiunse il parlamentare che lo fece finire in gravi condizioni al vicino ospedale, mentre in città si accendevano diversi focolai di disordini.

Il paesaggio umano della piazza era a geometria variabile, facoltosi nullafacenti che borbottavano come tromboni asmatici, smarriti disoccupati, fieri reduci claudicanti, piccaparderisi con addosso ancora la polvere dei fiorenti cantieri edili della ricostruzione, borghesia impiegatizia che conviveva con le maestranze della fonderia Chicca Salvolini non lontano dai robusti portuali. Qualche bandiera, pochi i cartelli, quelle facce ancora smunte da un prolungato razionamento, dicevano tutto. Correva l’anno 1949.

Fine prima parte    Mario Salis

cagliari.globalist.it
392 5538496

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Il desiderio di ripresa dei cagliaritani dopo la guerra era forte. La popolazione cercava  di dimenticare in ogni modo il dramma dei bombardamenti appena vissuto. Fra le tante cose sorgono anche le sale da ballo allietate da piccole orchestre e complessini.

Giampaolo Loddo musicista e attore cagliaritano le ricorda in questi video-documenti .

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Qualche giorno fa ho pubblicato a grandi linee la storia dei miei avi da parte di mia nonna paterna, quella della famiglia Capra. Questa famiglia segna un importante momento storico commerciale della Sardegna. Infatti, la famiglia Capra ha contribuito notevolmente alla diffusione di vini pregiati (ed altri prodotti alimentari) non solo nell’isola, ma anche all’estero essendosi servita di mezzi di trasporto all’avanguardia come i treni (parliamo di metà ’800), motonavi e velieri. Giovanni Battista Capra fu un vero pioniere.

Per questo motivo ho ricevuto tantissime mail e messaggi di persone che hanno conosciuto i discendenti dei Capra e molti  di loro sono addirittura miei parenti, cioè discendenti dallo stesso capostipite. In particolare mi è arrivata una nuova versione della storia , proprio da un lontano cugino, Luca Porru, discendente di Lincoln Capra, (vedi post precedente), il quale ha svolto ricerche approfondite  consultando documenti di battesimi, matrimoni ecc. La sua versione è decisamente diversa e stravolge tutto ciò che mi hanno tramandato i miei genitori, nonni zii e prozii. E’ giusto quindi che se ne venga a conoscenza dal momento che nella rete le notizie sono sempre le stesse e forse non proprio giuste.

Sono un bisnipote di Lincoln Capra ( mia

nonna Vittoria era sua figlia) per cui i nostri bisnonni erano fratelli.

Sono molto legato alle memorie di quel ramo della mia famiglia perché

nonna buonanima mi ha sempre parlato di loro e della loro storia, e
inoltre mi occupo per lavoro , di storia della famiglia in Sardegna. Volevo

solo dirti che il luogo di nascita del nostro Giovanni Battista Capra  (che immagino avrai preso da libri che riportano dati presi da una vecchia tesi di laurea su Quartu) non è Castelbolognese, ma Cagliari. 

Il G.Battista Capra di Castelbolognese è in realtà un omonimo, che si distinse come garibaldino nelle guerre di indipendenza. In realtà il nostro avo era nato sempre nel 1833 ma a Cagliari, nella casa di famiglia in via Manno dove è nata pure mia nonna.

Era figlio di Salvatore Capra, ricco negoziante della Marina e di Angela Ritzu. Questi dati oltre che dai libri parrocchiali, li ho verificati visitando la cappella di famiglia nel cimitero vecchio di Quartu, la prima in fondo a destra entrando dall’ingresso principale, subito dopo la chiesetta medioevale di san Pietro di Ponte.

Che Giovanni Battista Capra fosse un simpatizzante o che conoscesse Garibaldi personalmente è certo, e una prova è il fatto del battesimo di

Giuseppe Garibaldi Capra da parte del Generale ( per procura da Caprera dell’amico comune Enrico Serpieri), come si può desumere dall’atto di battesimo di tuo bisnonno.  Sul fatto che G. B Capra Ritzu fosse un vero garibaldino, c’è invece più incertezza; credo che probabilmente avrà finanziato qualche impresa garibaldina, cosa comune all’epoca da parte della borghesia in ascesa italiana, ma in realtà non figura in nessuno degli elenchi ufficiali dei garibaldini. Credo che l’omonimia abbia contribuito al formarsi di questo equivoco, ma bisognerebbe fare ricerche più approfondite che in questo momento non sono in grado  di fare.  A volte le memorie familiari per quanto affascinanti , perdono il filo della verità storica per addentrarsi nel campo della fantasia.

Per quanto riguarda il mio ramo, mio bisnonno Lincoln era il direttore del reparto vini fini e mosto della Vinalcool di cui aveva un piccolo pacchetto di azioni. 

La foto sottostante ritrae un momento di vacanza di alcuni fratelli e cugini  Capra,  in una delle case di famiglia  probabilmente a Quartu Sant’Elena intorno al 1910

 

 

 

 

 

 

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Era il mese di Aprile del 1947 e il Tenore Mario Del Monaco, all’apice della popolarità, sbarcava al porto di Cagliari per recarsi al Teatro Massimo dove avrebbe interpretato l’Aida. Fin dal suo arrivo fu accolto da  giornalisti e dai fans.

 

Questi ed altri ricordi potrete trovarli su  Facebook nella pagina Album dei ricordi della lirica a Cagliari

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Viaggio al Termine della Notte 1943-2013. Questo il titolo delle manifestazioni che ricorderanno i tragici bombardamenti del

1943 sulla città di

Cagliari. Il Comune presenta il programma ufficiale degli eventi del Settantesimo Anniversario

 

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Sebastiana Aru Atzori ricorda i bombardamenti a Cagliari nel 1943 nel suo rione della Marina, fronte il porto. I momenti di terrore al suono dell’allarme, la paura delle armi chimiche, la fuga verso le grotte, le terribili scene all’uscita dal rifugio dopo il bombaramento.

Ricordi indelebili che lasciano il segno

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Questa mattina attendevo l”apertura del negozio “Martello“, in via Sassari,  per acquistare una “Conetta” . Speravo di incontrare la signora Matilde Martello  per farmi  raccontare la bella storia di questo antico negozio, e poterla conservare così in un video, nella Banca della Memoria.

Ad aprire il locale però c’era un dipendente, gentilissimo, che mi ha  servito e dato l’opportunità di fare alcuni scatti per il mio blog, di modo da far conoscere alle nuove generazioni e conservare ancora nel tempo la storia di questa centenaria attività.

Nel 1880 un giovane friulano , Antonio Martello, arrivava a Cagliari in compagnia di due amici, Ferrucci e Miorin. Erano appassionati di caccia e d’avventura e volevano conoscere questa  terra  esotica e ancora sconosciuta:  la Sardegna di allora.
Affascinati da questa terra decidono di fermarsi, mettendosi  in affari. Miorin divenne un rappresentante, Ferrucci fondò una sartoria e Martello divenne il concessionario per la Sardegna dei mitici “Borsalino“.
Nel 1905 ottiene la licenza per poter aprire un negozio nel Corso e successivamente, negli anni 30, in via Sassari .Fu subito un successo. Il negozio ha servito i personaggi più illustri sia del mondo della politica che della cultura cagliaritana ma  non solo.

Negli anni ’60 però, ci fu una crisi  per via delle mode che cominciavano a cambiare, ma “Martello” aveva una grande risorsa, quella dei “berretti”,  che hanno servito così mezza Sardegna.

Questo negozio vive ancora oggi grazie appunto alla figlia Matilde che alla soglia dei 100 anni serve ancora i suoi clienti personalmente.

E’ situato nel centro storico di Cagliari e consiglio vivamente a chi ancora non c’è stato, di farci un salto.  Si trovano i modelli di cappelli tra i più svariati, di tutte le taglie e per qualunque età. Gli arredi sono ancora quelli di allora ed è bellissimo poter osservare i manichini, le cappelliere, gli specchi e le vetrine nello stile dei primi anni del 1900.

Martello – via Sassari,94 – 09124 Cagliari (CA) Tel: 070653732

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Ho nel mio archivio personale una cartella che porta il nome di Silvia Nicolosi Dessy. Contiene decine di foto e video che ho realizzato con lei per la Banca della Memoria. Una donna straordinaria, cagliaritana acquisita, scomparsa oggi alla bella età di 100 anni.

Abbiamo passato delle memorabili serate nella sua bella casa nel centro storico della nostra città .

Quando mi  affacciavo dalla sua terrazza piena di fiori, che ha curato personalmente fino all’ultimo giorno, rimanevo incantata nell’ ammirare il meraviglioso panorama sulla Stazione e sul Porto di Cagliari.

E’ stata per me una grande  fortuna  aver potuto ascoltare dalla sua voce i racconti della storia del suo glorioso nonno garibaldino Gaspare Nicolosi, (storia che ha ispirato lo scrittore Ignazio Salvatore Basile per un romanzo di cui lei stessa ne ha voluto realizzare la presentazione) ma anche il racconto del suo arrivo in Sardegna, dell’incontro con suo marito Flavio Dessì Deliperi figlio di un sindaco cagliaritano; della sua  vita di studentessa universitaria e di insegnante all’istituto per ragionieri Martini,  e della sua passione per la musica lirica .

Amava il mare e amava nuotare . Passava le estati con amici e  familiari allo stabilimento balneare il Lido e nella sua casa di Santa Margherita. Mi sento onorata per questo privilegio che ho avuto.

Se ne va un altro pezzo di storia cittadina ma rimane vivo il ricordo di una grande donna.

Ciao Silvia

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L’attore-cantante cagliaritano Giampaolo Loddo si racconta in una serie di piccoli video-ricordi che ho realizzato per Memoro – Banca della Memoria, la più grande enciclopedia del web dove la storia è raccontata in prima persona da coloro che l’hanno vissuta.

Nei video sottostanti Giampaolo Loddo ricorda i primi anni di scuola, nel suo quartiere di Sant’Avedrace  e l’esperienza del cinema col regista Salvatore Mereu.

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i video sono stati realizzati presso il ristorante

MONDO E GIANLUCA

Via Mameli 101

Cagliari

Tel 070/670480

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Il tenore cagliaritano Giancarlo Lai pronunciò queste parole quando  partecipò alla Corrida ma…

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Ed ecco il primo di 4 video dell’intervista che ho fatto a Bonaria Palmas, 103 anni di Sinnai (CA)

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Lo scorso anno ho realizzato questa intervista per la Banca della Memoria alla signora Concetta Erbì Pillai , impiegata postale, (scomparsa qualche giorno fa), che ci racconta un episodio accaduto a Cagliari intorno agli anni ’50.

Oggi su Radio Press (emittente cagliaritana), alle 12,15, un’intervista a Lorenzo Fenoglio, uno dei fondatori della Banca della memoria.
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Ho pensato ai sindaci che hanno governato la nostra città, in occasione di un’intervista che ho realizzato al nipote di un sindaco appunto cagliaritano, Claudio Dessy Deliperi dove racconta di un suo incontro col presidente Cossiga

Per questo motivo sono andata alla ricerca di alcune notizie che vi posto di seguito, con intervista compresa.

Gavino Dessy Deliperi nacque a Settimo S. Pietro (CA) il 7 settembre 1875 da padre (Michele) avvocato e madre Ida Deliperi, cagliaritana.   Avvocato, massone, soprintendente alle opere pubbliche, fu esponente del liberalismo giolittiano nei primi decenni del ‘900.   Sindaco di Cagliari negli anni 1921-1923, prima dell’avvento del regime fascista, successivamente commissario prefettizio dal 16 dicembre 1943 al 28 aprile 1944 e nuovamente sindaco dal 28 aprile 1944 all’11 agosto 1944, dopo la caduta del fascismo.    Fondò un’importante, vasta e redditizia azienda agricola nella località di Santa Barbara – Su Reu, Solanas, nel territorio comunale di Sinnai (CA).  Attiva fino agli anni ’70 del secolo scorso, l’azienda agricola occupava decine di lavoratori e aveva persino una scuola elementare per i bambini che vi risiedevano (fino all’anno scolastico 1966-1967).   L’azienda (ormai in abbandono) venne venduta dagli eredi al possidente Scionis di Soleminis (CA) negli anni ’80 del secolo scorso.  Gavino Dessy Deliperi aveva una residenza a Solanas (oggi non più esistente), a Su Portu, da dove veniva imbarcato e sbarcato il materiale necessario all’azienda e i prodotti.

Ebbe quattro figli dalla ligure Ida Scarzella, dell’omonima famiglia di imprenditori minerari attivi nel territorio di Oridda (Domusnovas, Iglesias): Giorgio, Bruno (nato nel 1906), Flavio (nato nel 1908) e Anna (1912-1983).

Appassionato di musica, animatore dagli anni ’90 dell’800 della Società Musicale di Cagliari, Gavino Dessy Deliperi fu violino di spalla nell’orchestra del Teatro Lirico di Cagliari e, da assessore comunale alle finanze, propose di istituire il Conservatorio civico di musica “Pier Luigi da Palestrina”, realizzato nel 1921 nel primo piano del vecchio Palazzo di Città, in Castello.

Morì nel 1950 ed è stato sepolto nel Cimitero comunale cagliaritano di S. Michele.

I Comuni di Cagliari (dove ha sede l’importante Istituto comprensivo scolastico statale “Mulinu Becciu”) e di Settimo S. Pietro gli hanno dedicato una strada.

Dei figli Bruno andò a vivere a Milano, dove svolse la professione di farmacista, Flavio rimase a Cagliari.  Anch’egli appassionato di musica, svolse la professione di ingegnere e sposò la docente di materie letterarie Silvia Nicolosi Dessy  (oggi quasi centenaria e di cui potrete visionare una mia intervista cliccando qui) fondatrice del Soroptimist Club a Cagliari. Ebbero quattro figli e vari nipoti.  Anna Dessy Deliperi, invece, è stata ispettrice regionale della Croce Rossa e, soprattutto, una storica docente di storia dell’arte al Liceo classico “Dettori” di Cagliari.

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