Articolo taggato “ricordi”

Nella quinta parte della lunga intervista che ho realizzato col campione di equitazione Paolo Racugno, il centenario racconta di quando e come ha conosciuto sua moglie Margherita Grimaldi. Un dolcissimo ricordo, a tratti commovente e ricco di particolari . Complice è stata la spiaggia del Lido di Cagliari.

Margherita Grimaldi, mancata qualche anno fa, ultranovantenne, è stata vicino al campione fino alla fine .

Tutti i video cliccando  su MEMORO

Video importato

YouTube Video

 

Tag:, , , , , , , ,

Comments 1 Commento »

Ritornare al mio Poetto, anche solo per poche ore ogni estate, è una sensazione bellissima. Io sono nata e cresciuta qui, in questa spiaggia,  dove dai primi di giugno alla fine di settembre ci si vestiva solo col costume da bagno e la nostra “villetta estiva” si chiamava Casotto e distava dalla riva poco meno di 100 m. Solo noi cagliaritani comprendiamo il significato del “suono”  delle ondine, del profumo di salsedine, dei piedi a mollo sulla battigia dove le  mormorette , ancora oggi, ti solleticano la punta delle dita!

Nonostante siano passati diversi decenni da allora, le cose non sono cambiate molto.

Per me il Poetto d’estate è una sorta di palcoscenico a cielo aperto, sarà una deformazione professionale, ma vi giuro che se oggi avessi potuto farne un film avrei dato del filo da torcere  ai fratelli Vanzina.

Allora, come oggi, andare al Poetto di domenica è sempre un’impresa soprattutto per chi non si appoggia, per vari motivi (soprattutto economici) agli stabilimenti o alle cooperative.

Il primo ostacolo è il parcheggio. Alle 9,30 ci siamo ritenuti fortunati ad aver trovato un aborto di parcheggio sul ciglio dello stradone. Chi è arrivato mezz’ora dopo credo abbia deciso di rinunciare alla mattinata e probabilmente si è messo in attesa per  il secondo turno e cioè quando i  mattinieri decidono di rientrare.

La spiaggia,  già superaffollata, ci ha creato  difficoltà a trovare uno spazio dove  piazzare l’ombrellone. Una volta sistemati  e seduti nelle nostre poltroncine ci siamo sentiti come a teatro. Ogni cosa che ci girava intorno era parte di una grande commedia già vista.

Alla mia sinistra due persone mi osservavano con insistenza quasi imbarazzante, poi ho capito il motivo. Una di loro si è avvicinata chiedendomi gentilmente di  custodire le loro borse durante il bagno. Mi ha lusingato  sapere che ho una faccia che ispira fiducia. Erano persone mai viste prima che mi affidavano i loro oggetti personali, e di questi tempi…

La tecnologia ha preso il posto dei giornali. Un tempo, sotto l’ombrellone si sfogliava “l’Ugnone” che, aperto, faceva ombra ai piccolini che giocavano con paletta e secchiello. Oggi c’è l‘Ipad e gli smartphone che non fanno ombra ma in compenso sono un continuo spunto di crastulo. Tre ragazzini , con un tablet, hanno sbirciato a lungo su Facebook tutte le foto personali di alcune loro compagne di scuola con annessi commenti di ogni genere.

Davanti a me, un bel gruppetto di amici di mezza età, probabilmente arrivati in spiaggia dalle prime ore del mattino forse da qualche paesino, hanno giocato  a lungo al “Gioco dell’oca“. Ogni tanto davano uno sguardo alle loro borse frigo e commentavano. Non vedevano l’ora di aprirle e tirare fuori tutte le vettovaglie. Ma l’ora del pranzo era ancora lontana.

Poi ho deciso anche io di prendere  un po’ di sole avviandomi verso la battigia. Devo dire che da questa visuale è stato come se fosse iniziato il secondo atto della commedia.

Prima di tutto la passerella, perchè di questo trattasi. Ragazzi e ragazze a petto in fuori , con tatuaggi in ognidove, facevano vasche avanti indietro per mostrare i risultati del lavoro invernale in palestra.  In questo via vai  c’era l’ex playboy infiltrato che ha dimenticato gli anni a casa.  Per qualche minuto ha tentato di mostrare i pettorali mandando dentro gli addominali con un risultato alquanto patetico soprattutto nel tentativo di  ”abborsare” la 20enne di passaggio. La frase “ehi nonno dove hai lasciato il bastone!” ha fatto sorridere diverse persone intorno.

C’era il capannello di signore di mezza età che parlando di cucina, alternavano la descrizione particolareggiata di  ricette super caloriche a frasi del tipo “Ceeee, bisogna che prima o poi mi metta a dieta“. Di rimando i loro mariti, poco più in là, si confrontavano sulle squadre di calcio e i giocatori più quotati. Inevitabile la frase: “ma Giggiriva era tutta un’altra cosa!” Poi tentavano una finta allerta ad ogni passaggio di venditore africano con frasi del tipo “non sono razzista ma…”

Per un attimo i miei pensieri sono volati indietro nel tempo. Ho rivisto la mia infanzia lì, con i miei genitori e i loro amici che chiacchieravano  di cucina e calcio. In mano non avevano lo smartphone ma una lenza  e, in attesa che il “mummungione” abboccasse, ognuno chiacchierava con l’amico a fianco. Tutti in fila lungo la battigia mentre noi bambini cercavamo nella sabbia umida le telline e i vermetti per le loro esche.

Un gridolino mi risveglia da quei ricordi. E’ un bambino di pochi anni che con gioia ammira l’aquilone che suo padre era riuscito a far volare. Un aquilone di carta che, nonostante la tecnologia, ancora stupisce  e fa gridare di gioia un’innocente.

Video importato

YouTube Video

 

 

 

Tag:, , , , , , , , , ,

Comments 7 Commenti »

Lo scorso anno sono stata contattata da  Memoro in qualità di ricercatrice di memoria,  per indagare fra i cittadini cagliaritani che avessero superato i 65 anni, su quali fossero le star che si amavano di più negli anni Cinquanta.

A Cagliari sono stati selezionati  diversi cittadini tra cui anche la blogger ultraottantenne Sebastiana Aru Atzori e l’attore cagliaritano Giampaolo Loddo e intervistati sia direttamente nelle loro abitazioni (v.foto), che alla Cineteca Sarda.

Si indagava sulla memoria collettiva legata all’esperienza dell’andare al cinema in Italia negli anni Cinquanta. In particolare, il progetto si è concentrato sull’importanza del cinema nella vita quotidiana attraverso 160 interviste con esponenti del pubblico, le cui risposte sono state elaborate e contestualizzate grazie a ulteriori ricerche di archivio. I partecipanti sono stati scelti fra otto province e otto città (Bari, Roma, Torino, Milano, Palermo, Napoli, CAGLIARI e Firenze). I primi risultati della ricerca saranno presentati

Venerdì 20 maggio dalle ore 17:30 alle ore 19:00 

Roberto Coroneo”, Cittadella dei musei, Piazza Arsenale, Cagliari


www.italiancinemaaudiences.org/italiano

Tag:, , ,

Comments Nessun commento »

Un bel gruppo di cittadini Cagliaritani sono stati selezionati dal sito Memoro Banca della Memoria per una serie di interviste sulla memoria del cinema in Italia. Il  progetto, nasce da una collaborazione del sito Memoro con la cattedra di Storia del Cinema italiano presso l’Università Brookes di Oxford e mira a conoscere più a fondo il cinema degli anni ’50 attraverso le testimonianze dirette di chi lo ha frequentato.

Il progetto è iniziato con la raccolta di oltre 1000 questionari a persone di età compresa tra i 65 e i 100 anni

I risultati ottenuti saranno divulgati attraverso: due articoli su specifici giornali accademici internazionali; una conferenza internazionale a Oxford nel giugno 2016; un apposito sito web; una giornata dedicata agli anziani e alle loro memorie da organizzarsi al Museo del Cinema di Torino nell’autunno del 2015.

Nella foto di testa la prima intervistata Sebastiana Aru Atzori col  regista  Maurizio Cartolano.

Tag:, , , , , , , ,

Comments Nessun commento »

Per tutti i nostalgici che hanno vissuto gli anni d’oro del Poetto ma anche per tutti coloro che ne hanno sentito solo parlare, questo è il libro adatto. Una raccolta di fotografie e racconti che vi faranno stringere il cuore dalla nostalgia.

Il libro si intitola Poetto 1913-2013 e porta la firma di Gianfranco Carboni. La casa editrice è Il Quadrifoglio Karalis

Un elenco di ciò che troverete all’interno e le librerie dove acquistarlo.

1) Atzori Giuseppe Che cosa significa suonare al Poetto
2) Cabiddu Gianfranco Ai confini del Poetto
3) Casti Giacomo Non era il mio mare
4) Cogotti Vasco Una spiaggia per tutte le stagioni della vita
5) Deplano Giuseppe Pionieri al Poetto
6) Dore Giovanni Poetto è vita
7) Fiori Paolo Le 4 stagioni della vita
8) Lai Mario Ignazio Ricordando il mio Poetto
9) Lai Stefania Ma cali Poettu, si portu a Giorginu!
10) Lecca Anna Sull’onda dei ricordi
11) Le Lucide Tiziana Topless oblige Michela Poetto di petto
12) Manca Efisio Quel giorno c’ero
13) Malvio De’ Cupin (De, Cu, Pi) Vietato tuffare
14) Medas Gianluca Al mare, al Poetto si andava in tram
15) Medda Massimiliano Quando c’erano le bandierine colorate…
16) Pala Antonio Sguardi differenti per lo stesso paesaggio
17) Pau Enrico Il Poetto una parola che fa male
18) Riva Luigi Una distesa lunga un tram
19) Seu Michela Il Poetto
20) Soro Augusto Mi ci vede sempre il Poetto
21) Tristano frontman The Hoo Il Poetto, l’adolescenza, la musica
22) Zanata Gianni Quel giorno di luglio alla quarta fermata
Edicola di Via Salvemini, 14 (zona Piazza Giovanni XXIII) Cagliari
Edicola di Via Stoccolma (Genneruxi, fronte Scuola) Cagliari
Edicola di Via Santa Margherita (Stampace) Cagliari
Edicola di Via Trieste (Angolo Piazza del Carmine) Cagliari
Edicola di Piazza Kennedy (Villanova La Vega) Cagliari
Oppure chiedetelo al curatore del libro, sono rimaste poche copie.

 

Eccomi nella foto sottostante (prima a sinistra)  con tutti i miei piccoli amici dell’epoca

 

 

Tag:, , , , , , , ,

Comments Nessun commento »

“Il mio cuore è ferito. Negli occhi mi trascorrono prati, monti, volti, alcuni dei quali non vedrò mai più.

Ho pianto, sinceramente pianto, come un bambino a cui han rapito il fratello per nasconderlo nel passato, lasciarlo a mezza strada tra i ricordi e l’impotenza. Mi lega a voi, alla Sardegna, non solo una cittadinanza formale, ma una ben più alta affinità elettiva di sentimenti e sensazioni: mi sento un sardo, sono un sardo. Non è la terra di amici miei ad essere stata sconvolta, no, è la mia stessa terra.

C’è nella ricorrenza fatale, nel perdurare di questi disastri, quasi uno spregio, una incomprensibile sfida del destino contro il popolo che meno di tutti merita il dolore e la distruzione; ma d’altronde è nella sintassi stessa del vivere sardo essere soli contro tutti e tutto, vivere come “canne al vento”.

Vi abbraccio, vi abbraccio tutti in questo silenzio improvviso che risponde al tuono e alla morte: vi penso non come un eccezionale incontro, ma come la gente della mia vita a cui più assomiglio per volontà, dignità, senso morale.

Tra i miei ricordi trovo, per darci una sorta di consolazione, le parole bellissime tratte da un frammento del grande poeta greco Archiloco: “Cuore, mio cuore sconvolto – in mezzo a pene senza fine tirati su – a petto in fuori aspetta l’assalto – dei nemici: stai ben fermo all’istante – dello scontro e se vinci non metter su – arie, se sei caduto non affliggerti – girando col muso per casa: no no – goditi i tuoi momenti di gioia e – affliggiti al dolore quanto basta, impara – la melodia, il ritmo della vita umana”. Tornerò presto ma in verità da voi non sono mai partito, è come se fossi lì a dirvi, gridarvi, sussurrarvi “si ricomincia”, perché gli uomini sono troppo grandi per darla vinta al destino”.

Roberto Vecchioni

(pubblicata sul quotidiano “La Nuova Sardegna” del 22 novembre 2013)

Tag:, , , , ,

Comments Nessun commento »

 

Ponte Vittorio

la biglietteria del pulmann all’Amsicora ( capolinea del 5)
Il Sanatorio
L’officina di Pellicano
Il Charlie in Via Dexart
L’Alfieri
Il distributore di Verderame
I “drogati” di Santa Caterina
Le pizzette del “Maresciallo”
La Stazione delle “Complementari” in Viale Bonaria
I negozi ” degli Americani”
L’Istituto Biochimico Sardo
La Brasiliana
L’Upim di Via Dante
L’Ufficio Anagrafe in Via Sonnino
I Vigili del Fuoco in Via Sonnino
Le carrozze con i cavalli alla Darsena
I traghetti “Canguro”
Il venditore di trimuligia e trimuligioni in Via del Mercato Vecchio
Alisonno in Via Bajlle
Il carretto bianco con i “pesconi”

Il Mandorleto ( davanti ai “geometri”)
Il Manicomio
Ex Birreria ( p.zza Salento)

 l’Ufficio IVA alle Ormus
Nandino e le sue sigarette
“SAPONE VARECCHINA E LANA D’ACCIAIO
Il Nuovocine
Castedd’e Susu
S.Giuliano ( v.dei Vittorini e dintorni)
Il Corallo
La biglietteria Tirrenia in via Campidano
Il Cambosu
L’Ariston
Lo Splendor
“Santropè”
Zio Raffaele ( via della Pineta)
L’Alitalia in Via Caprera
Celestino Cossu
L’Astoria
Il mercatino de La Palma
La Discoteca
Radio 24 ore

IL Distretto Militare nel Largo
Il campo di Motocross “di Picciau” ad Elmas
“Mariotto Stereotto”
“Spaccalegna”

Il 4 Fontane
Consuelo Dapelo ( la ragazza più bella di Cagliari )
GiggiRriva
Sa Ratantira
Il Monte dei Pegni ( al Banco di Napoli)

                                                                                       Di Walter Mostallino

E naturalmente tutti posso aggiungere ricordi e se poi hanno anche foto relative al post,  possono inviarle alla mail di questo blog

Tag:, , ,

Comments 5 Commenti »

Non scriverò una biografia, non voglio limitarmi ad un copia e incolla, ma voglio ricordarmi di lui così come quel giorno, a casa sua.

Ero lì, con suo figlio Gianluca, amico fraterno e compagno di studi musicali al conservatorio, che studiavamo la tecnica vocale e alcuni brano d’opera.

Entrò e salutandomi mi disse: “posso farti sentire una romanza?” Certo” – gli risposi- Non sapevo che anche Mario, papà di Gianluca, avesse delle doti non solo d’attore ma anche di cantante. Mi cantò la romanza pucciniana “Nessun dorma”  con ua bella voce spiegata e con la passione e l’interpretazione di un grande attore. Mi commossi, gli feci i miei complimenti e fra me e me pensai che a volte i talenti, e in questo caso anche vocali, passano inosservati nel tempo se, nel loro cammino non incontrano la persona giusta. Lui aveva altre doti che ha saputo valorizzare insieme a tutta la famiglia, ma gli era rimasta dentro quella grande passione del canto e forse quel giorno, si era tolto una piccola soddisfazione.

A Gianluca e a tutta la famiglia Medas vada il mio cordoglio e una preghiera.

guardate sotto questa bella intervista

http://www.levocidellamemoria.it/index.php?i=7

 

fonte: Musicamore

Tag:, , , , ,

Comments Nessun commento »

La cagliaritana Maria Costanza Stagno ci racconta la storia attraverso i suoi ricordi.

http://www.memoro.org/it/Mio-fratello-Tito_9674.html

L’amore per Bob (2 parte)

Mio fratello Tito Stagno

Video importato

YouTube Video

Come guarire dalla balbuzie

I bombardamenti a Pola e il rientro in Sardegna

 

Tag:, , , , , , ,

Comments Nessun commento »

Era il 1980 e due giovani cagliaritani, alla ricerca di un lavoro che non arriva decidono di crearselo. Sono Raffaello Atzori e Cesare Ferrara.

Ispirati da quelle  novità editoriali delle grandi città, come   il   Secondamano a Milano o Porta Portese a Roma, decidono di mettersi in società e fondare a Cagliari Il Baratto.

L’aiuto economico c’era, si, limitato, ma c’era, ed era quello dei propri genitori. Un’avventura a cui nessuno avrebbe dato un seguito e invece oggi, a distanza di 32 anni Il Baratto c’è ancora, nonostante per anni la concorrenza abbia cercato di farlo crollare.

La prima sede era uno scantinato, arredato  con due scrivanie, 4 sedie e una macchina da scrivere. I telefoni erano quelli di casa. Il direttore responsabile, un giornalista alle prime armi:Pietro Porcella , avventuroso come i due fondatori. La pubblicità si faceva attraverso la distribuzione di volantini o  vecchie copie regalate gratis la settimana successiva nelle piazze e nei negozi, distribuiti a mano da noi ragazzi.

Il Baratto, il settimanale  di inserzioni gratuite   più venduto in  Sardegna, è uno strumento che cambia la vita di noi giovani di quegli anni.
Quando c’è stata la prima uscita, tutti erano molto scettici, la parola gratis non piaceva, sembrava un imbroglio.
Invece non lo era perchè tutti potevano mettere gratis i loro annunci di qualunque genere, per telefono, o personalmente, per poter vendere, acquistare , o scambiare qualcosa. A rimpinguare le casse c’erano le vendite, sempre in crescita e la pubblicità a pagamento che aumentava di settimana in settimana.

C’erano  anche le occasioni per conoscere gente nuova, fare gli auguri, trovare gli introvabili. Insomma pian  piano si è entrati in quella mentalità che allora era solo dei “continentali”.

Ha fatto storia “Il Baratto”.!

C’era anche la pagina dedicata alla poesia e chi se la vedeva pubblicare , si sentiva già un poeta affermato.

Mi piacerebbe conoscere i ricordi legati a questo giornale, di qualcuno che ha vissuto come me l’inizio di una nuova epoca.

Oggi il Baratto si è adeguato ai tempi. Ha il suo sito internet e una bella sede nella centrale viale Marconi a Cagliari.

DIVENTA FAN SU FACEBOOK CLICCA MI PIACE QUI

COME FUNZIONA

E’ semplicissimo. Per inserire gratuitamente il vostro annuncio potete:

1) Telefonare al numero 0704070, un operatore vi risponderà e inserirà automaticamente l’annuncio nel giornale.

2) Inviare un sms a uno dei seguenti numeri:

Vodafone: 3454460635

Tim: 3662541640

Wind: 3208049541

Tre: 3927092846

3) Inviare una e-mail all’indirizzo: ilbarattoannunci@gmail.com

4) Entrare nel sito internet ufficiale: www.ilbarattoannunci.it

-LA PUBBLICAZIONE DELL’ANNUNCIO E’ RIGOROSAMENTE GRATIS-

Tag:, , , , , , , , , , , ,

Comments Nessun commento »

11 settembre a cagliariI cagliaritani ricordano così l’11 settembre di 10 anni fa.

Sandro: Ho visto in diretta lo schianto del secondo aereo: ricordo di non aver realizzato subito se fosse finzione o realtà.

Angela: io ero al telefono con la mia amica Cristina  che mi disse: metti su la 7…commento di entrambe: ma è un film?

Annalisa: io ricordo che ero al mare, all’Ottagono per l’esattezza; avevo appena raccontato un sogno a mia nipote che a sua volta raccontava di aver sognato che cadeva la volta stellata sulla terra.

Anna: Io sognai di essere in un locale ricavato in una grotta, e di avere al mio fianco un tavolo occupato da stranieri, russi arabi e americani che parlavano di un complotto contro l’occidente. Improvvisamente mi son trovata a correre per strada con in braccio un ragazzo altissimo insanguinato…siamo entrati in un tunnel e alcune persone mi pungevano con dei coltellini e mi è caduta la borsa.

La notizia la appresi al bar dello stabilimento ma pensavo che fosse uno scherzo poi quando ho visto le immagini…

Roberto : Ero a Positano vedevo gruppetti di americani affrettarsi ad entrare nei bar ad un orario inusuale. non capivo quello strano fervore. sull’aliscafo per capri un sms scuote il cellulare. è il vero inizio del millennio in corso. l’11 settembre 73 invece ero un bimbo che di lì a poco avrebbe scoperto gli Inti illimani, la lingua spagnola (ed henry kissinger)

Piero: casa al mare .. vacanza…un vecchio televisore in bianco e nero ..assurdo.. non credevo ai miei occhi, sembrava tutto finto … invece no.

Sandra: ho acceso il televisore e non so come mi è comparso Emilio Fede che mostrava le immagini come se stesse illustrando le previsioni del tempo. Ho impiegato diversi minuti a capire che non era uno show ma una cosa molto seria.

Simona: Avevo appena concluso l’esame finale per il diploma d’archivista di Stato, ero in via Gallura con auto di fronte alla Rai, vado a prendere la macchina e c’era una marea di giornalisti concitatissimi fuori ai cellulari che gridavano SI LA PRIMA TORRE, UN AEREO, TERRORISTI , PENTAGONO, NEW YORK, NO TUTTO IN TV, non avevo realizzato molto perchè non ero davanti alla tv, ho fatto in tempo ad arrivare a casa ed è crollata la seconda torre….è stato più che surreale.

Ale: Io invece ero in un bar con un mio amico trombettista, avevamo appena finito una prova al’Accademia. Ci siamo girati e abbiamo visto nel televisore del bar quelle terribili immagini…Non si può dimenticare un momento simile per tutta la vita…

Gianluca Floris:Dieci anni fa ero in macchina con Gianfranco Montresor in direzione di Strasburgo: dovevamo fare un’audizione. Quando furono colpite le Torri eravamo sotto il tunnel del San Gottardo. Quando caddero eravamo ancora in svizzera.

fonte: Facebook - Gianluca Floris
Tag:, , , , , , , ,

Comments Nessun commento »

CAGLIARI DICEMBRE 1945

Cagliari: Il Palazzo CivicoMi chiamo Angela, ho venti anni, e i miei fratelli dicono che sono bassa.

E che non sono bassa!

Sono alta un metro e sessanta mica poco!

Sono carina, capelli biondi, nasino alla francese, e sono anche formosa, ma non sono bassa.

Ma chissenefrega. Se qualcuno mi vuole mi accetta cosi come sono.

Prendere o lasciare.

E poi si dice: Botte piccola, vino buono.

Lavoro all’american bar –ristorante La Grotta Azzurra, dei miei fratelli Salvatore e Pietro.

Sono gelosissimi di me. Peggio di Otello con Desdemona.

Da quando morì mio padre Guseppe, ed ero piccola, loro sono diventati i miei tutori.

Mia madre è in paese a Seui, e non gli piace la città

Troppo grande e caotica secondo lei. Anche se Cagliari non è certo una metropoli.

L’ultima volta che è venuta in città e ha visto un negozio coi saldi, e c’era la gente in fila fuori, pensava fossero in fila per un seppellimento.

<< Angela itta cesti un interru tottu custa genti ? >>

<< No mamma ci sono i saldi::.>>

Il nostro locale è bellissimo. Sembra un american bar americano. Di quelli che si vedono pure nei filmis americani con Humprey Bogart.

Un grande bancone con sgabelli dove sono seduti solo uomini.

La via Roma è di fronte a me.

Ancora devastata come tutta Cagliari dai bombardamenti del 1943.

Ci sono ancora macerie dappertutto.

I bombardamenti. Noi non siamo sfollati. Siamo rimasti qui.

Bombe che cadevano, muri che tremavano.

Polvere, boati, morte.

I miei occhi hanno visto morire centinaia di persone.

Pensavo fosse la fine.

Ogni giorno pregavo.

Sono una sopravvissuta ai bombardamenti.

<< Signorina un caffe! >>

Il Cavalier Puddu vuole il solito caffè con latte.

Il Cavalier Puddu è vedovo poverino.

Sua moglie Maria mori nei bombardamenti.

Mi guarda con tenerezza e vuole sfogare il suo dolore con me e con le altre ragazze che servono al banco.

Parla per ore e noi lo ascoltiamo volentieri.

Entrano i lavoratori del Porto.

I portuali vengono sempre a mangiare da noi.

Sono uomini possenti e gran lavoratori.

L’unico problema e che sputano continuamente e schifosamente nelle sputacchiere stracolme.

Entra ora il signor Concas.

Il signor Concas invece è un gran mangione.

Una montagna di cento chili.

I portici di via Roma

Mio fratello Salvatore una volta ha perso.

Il signor Concas aveva scommesso che se si sarebbe mangiato tutta la vetrina del bar non avrebbe pagato niente.

<< Immoi si pappara tottu? Non ci creu..>> disse mio fratello.

E comincio’ la sfida.

Tutti i clienti si misero a vedere la scena come se fosse un tavolo di poker.

Apparecchiarono due tavoli e misero il cibo della vetrina sui tavoli.

Il signor Concas si mise il tovagliolo sul collo e cominciò.

Trenta uova sode col guscio e mezzo fiasco di vino. Sei bistecche di manzo. Mezzo fiasco di vino. Un chilo di pasta al sugo. Due mazzi di grive. Degli uccellini non sputo’ neanche le ossicine e la testa. Macino’ tutto.

Una torta di mele

Due pani di sapa.

E per finire pure due caffè e un bicchiere grande colmo di acquavite.

La vetrina era vuota e il suo contenuto sul tavolo sparito.

Neanche le briciole rimasero.

Il signor Concas si tolse il tovagliolo dal collo, si pulì la bocca e fece un sorriso beffardo.

Mio fratello sconsolato andò in cucina a preparare nuove pietanze per riempire nuovamente la vetrina. Credo che da allora gli sia passata la voglia di scommettere.

Il signor Concas ringraziò tutti e si immerse nella via Roma emettendo un rutto gigantesco.

Continuo il mio lavoro.

C’è un ragazzo carino che passa sempre al bar .

Con la scusa di venire a portare merce ai miei fratelli mi guarda sempre.

Mi dicono i miei che si chiama Salvatore.

E più grande mi me. Avrà circa 27 anni.

E’ di origini seuesi pure lui.

E’ un ragazzo che ha sofferto tanto in guerra.

E’ stato in guerra in Jugoslavia e ha avuto una ferita alla gamba.

E’ ancora zoppicante.

Mi sorride e va via.

Devo mettere una solfata di paste nella carta.

La signora Marcialis ha ordinato un chilo di bignè.

Prendo la carta e… Una lettera nascosta!

Ma chi l’ha messa qui?

Non c’è il francobollo.

ALLA CORTESE ATTENZIONE DELLA SIGNORINA ANGELA DEPLANO.

Oddio, ma chi è?

Cess cess se la vedono i miei fratelli!!

Che colpi che mi danno!

Chiedo il cambio e vado nel nostro appartamento sopra il ristorante.

Mi chiudo nella mia camera.

Mi sdraio sul letto, apro la lettera e leggo:

“Gentilissima signorina Angela, spero che la presente vi giunga gradita e non abbia a trovare alcune contrarietà per il modo semplice con cui mi esprimo.

Questo mio scritto è dedicato alla vostra nobile persona che è degna dei più alti meriti.

Son venuto a dirvi cio che sento in me e nel mio cuore, per estendervi una mia proposta:

Proposta d’amore Amore per voi.

Non posso descrivere quale gioia e simpatia nutro in voi, specie da molto tempo, ove i giorni passano e più cresce questo << AMORE ARDENTE>>, ed ho sentito il bisogno di dimostrarvi il mio profondo attaccamento verso di voi. In parole povere direi, NELLO SCOCCARE DELLA SCINTILLA NE PRODUCE UNA FIAMMA, ED E’ NATO IL NOSTRO AMORE.

Non vi nascondo, mi creda, che quando eravamo piccoli e la vidi per la prima volta, ero già innamorato di voi. Col mio modesto parere posso affermare che ogni uomo ha un ideale di donna e per me questo ideale siete voi..Voi che siete l’aspirazione della mia vita.

Vorrei che siate la compagna di tutta la mia vita per rendere felici i nostri giovani cuori..

Vi supplico francamente che ne sono troppo innamorato di voi.

Signorina Angela, non voglio fare il romantico perché non lo sono, e voglio essere breve per quanto voglia dire.

Perciò faccio affidamento in Voi, affinche Lei possa prendere in esame questo mio pensiero.e che spero si possa ritenere in incognito.

Sono in ansia e in attesa di un vostro gentile e atteso scritto.

Gradite i miei più distinti saluti. Affettuosamente Salvatore Mascia.”

Gesuddio!! La lettera è bellissima.

Il ragazzo… mi piace.Ma sarà lui l’uomo della mia vita?E ora cosa gli rispondo? Così su piedi…

E i miei fratelli che risposta daranno? Mio padre non c’è più e loro decidono.

Ahi ahi ahi Salvatore…

Dopo alcuni giorni consegno la lettera ai miei fratelli.

Il grande mi dice:

“ Ma a te piace questo ragazzo Angela? “

“ Non saprei dirti subito, si mi piace, ma non so ora…posso.. frequentarlo e conoscerlo meglio…”

“ Se a te piace, con noi non ci sono problemi. Sei tu che devi decidere della tua vita.

Adesso ne parliamo con Mamma a Seui come vuole la nostra tradizione.

Ma penso che lei voglia il tuo bene e ti dirà di… si.”

Passarono alcuni giorni e Salvatore torno’ al bar.

Lo chiamo. Si avvicina.

“ Mi scusi signor Mascia, ho ricevuto la lettera ma…”

“ Signorina Angela la sua risposta è negativa? “

“ Non ho detto questo, ma il modo di ricevere la lettera…Ci sono le poste reali.

Bastava mettere un francobollo e fare le cose in grazia di Dio, com’è tradizione che vadano fatte.

Lei ha messo la lettera in mezzo a un rotolo di carta per involgere.

E se l’avesse vista mio fratello? E se l’avesse trovata un’altra ragazza e per gelosia l’avesse buttata? Io non avrei mai saputo il contenuto della lettera…”

“ Signorina Angela, se avessi mandato la lettera per posta, altre persone avrebbero visto chi la mandava. Ho pensato che fosse giusto cosi.

Se lei non l’avesse trovata, io non avrei più scritto. Il destino ha deciso.

Che risposta mi da? ”

“ Signor Mascia, cosi su due piedi…dovremmo conoscerci…”

“ Allora è un si? “

“ Si diciamo che è… un si.”

“ Grazie Angela “

Si incammina verso la porta.

“ Salvatore? “

“ Si Angela..”

“ La lettera è bellissima”

“ Ti amo Angela”

“ Anche io Salvatore”

Passarono alcuni giorni e ci fu la risposta positiva di mia mamma.

La famiglia di Salvatore erano praticamente amici di famiglia, brave persone e onesti lavoratori.

Gente semplice come noi.

Dopo un mese ci fidanzammo ufficialmente e facemmo una grande festa.

Dopo due anni ci sposammo a Seui con un gran ricevimento parco e semplice e invitammo tutto il paese. Abbiamo avuto quattro figli.

Tutti onesti e gran lavoratori.

Mio marito mori’ nel 1980 ancora giovane, aveva solo 62 anni.

Ma in questi 35 anni siamo stati bene insieme. Siamo stati felici.

E ancora oggi che ho 86 anni, ricordo con gioia quella lettera, quella dolcissima lettera di quel Natale del 45.

Quella splendida lettera d’amore.

Note dell’autore: Questa è una storia vera, la storia di mia madre

SANDRO MASCIA.

Tag:, , , , , , ,

Comments 15 Commenti »