Articolo taggato “Comune di Cagliari”

 

Sviluppare il senso di appartenenza e la cittadinanza attiva e responsabile, creare sinergie tra tutti coloro che operano nei vari quartieri della città, sviluppare le corrette politiche di educazione dei giovani e sviluppare le buone prassi. Questi sono i principali obiettivi di “Dentro il quartiere, il gioco delle relazioni”, iniziativa organizzata dalla Fondazione Carlo Enrico Giulinialla quale il Comune di Cagliari ha dato il proprio patrocinio.La Coppa Quartieri   vedrà i cinque quartieri di Cagliari sfidarsi nei tornei di calcetto e di pallavolo oltre che in una gara di atletica. Dopo la fase eliminatoria che si è svolta tra Sant’Elia/San Bartolomeo, Is Mirrionis/San Michele, Mulinu Becciu, Marina/Stampace e Barracca Manna/Santa Teresa domani 2 giugno  si ritroveranno  allo stadio Sant’Elia per la finale.

All’evento sportivo sono stati ammessi ragazzi e   ragazze dagli undici ai sedici anni . La  società Cagliari Calcio non ha fatto mancare il suo appoggio così come hanno fatto la Diocesi di Cagliari, e la comunità Casa Emmaus delle Missionarie Somasche di Elmas.
“Lo sport – ha commentato l’Assessore Secchi – ha il potere di suscitare emozioni e in questo mi piace evidenziare il pensiero di Nelson Mandela. Lo sport sa ricongiungere persone come poche altre cose e ha il potere di risvegliare la speranza dove prima c’era solo la disperazione. Ma rappresenta anche un modo importante per migliorare la salute dei cittadini ed ha una grande dimensione educativa. In più svolge un ruolo sociale, culturale e ricreativo che non possiamo certo trascurare”.
La giornata di domani  sarà animata dai ragazzi dell’accademia di canto Vi.U. Music Academy che canteranno diversi brani fra una partita e l’altra. Verrà eseguito anche il brano “Ripartiremo” con gli “Artisti sardi per Amatrice” che  Mattia Sanna, allievo della stessa accademia, ha composto per raccogliere fondi per le popolazioni terremotate del centro Italia.

 

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Oggi in Consiglio Comunale approvato all’unanimità l’ordine del giorno che impegna il Sindaco e la Giunta a rappresentare al Presidente e tutto il Consiglio regionale, l’urgenza e importanza di approvare la legge regionale per prevenire la dipendenza e le problematiche e contrastare il gioco d’azzardo, anche lecito .. e dare più potere ai Comuni per regolamentare e utilizzare efficaci strumenti di contrasto alla diffusione dell’azzardo, a difesa della salute e vita dei cittadini, soprattutto dei più vulnerabili.

E’solo un primo passo: fatto. Presto altre novità in Consiglio. Su questo tema e problema dobbiamo fare di più, è vero, noi tutti insieme, i numeri dell’azzardo 2016 sono impressionanti, non si vince … perché si perde sempre se si pensa che con la ‘fortuna e il gioco d’azzardo’ si risolvono le cose e i problemi…

Rita Polo (consigliere)

 

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di Mario Salis

Si è svolta ieri la presentazione della Carta turistica di Tuvixeddu, curata ed edita dall’Associazione Amici di Sardegna onlus. Per i testi del suo Presidente Roberto Copparoni mentre traduzioni ed adattamenti sono di Annalisa Pirastu

Una grafica piacevole ed esplicativa, illustrano una tra le più importanti e vaste necropoli del Mediterraneo con le sue oltre mille tombe di origine punica e romana, ma con l’unicità di convivere al centro di una città nuova

L’innovativa iniziativa oltre a disporre delle prime copie della pubblicazione, offrirà l’opportunità per un proficuo confronto sull’accesso e fruibilità di Tuvixeddu

Infatti, la sua corretta valorizzazione non può prescindere da ciò che è alla base di ogni processo di conoscenza, ovvero l’informazione e l’indicazione su come raggiungere questo importante sito. L’Associazione di Volontariato Amici di Sardegna, ha dichiarato Copparoni: annovera tra i suoi compiti istituzionali, anche quello della valorizzazione dei giacimenti culturali della Sardegna, e da oltre 20 anni collabora con le amministrazioni pubbliche locali, centrali e periferiche, per la salvaguardia del sito di Tuvixeddu. Per questo motivo abbiamo deciso di realizzare, a proprie spese, la prima cartina turistica di questo sito. Apprezzando questi fini, il Comune di Cagliari ha voluto dare il suo patrocinio riconoscendo l’utilità di questo progetto. Si tratterà, ha continuato l’esponente del sodalizio culturale, ora che il sito è stato aperto al pubblico, di provvedere quanto prima a renderlo meglio fruibile, dotandolo di quanto necessario per la sua migliore fruizione come box di accoglienza, spazio espositivo per acquisto di souvenir, pubblicazioni e materiale divulgativo, pannelli didascalici plurilingue, panchine, cestini, punto di ristoro.

Abbiamo fiducia in questa Amministrazione, ha concluso Copparoni, e speriamo che presto il sito possa soddisfare tutte le esigenze dei visitatori.

Iniziative propositive, dichiarazioni distensive, che se non diradano del tutto le nubi sulla travagliata vicenda del sito archeologico, col suo seguito increscioso ed infinito nelle aule del Tribunale, lasciano ben sperare per il destino della necropoli, affinché la pace oltre che un atavico retaggio del passato, possa diventare una concreta e promettente realtà per il suo prossimo futuro.

http://cagliari.globalist.it/

 

 

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Il silenzio tombale di uno scandalo al sole

 [Mario Salis]

 Se oramai è certo,  che nell’area di Tuvixeddu non sarà possibile edificare un solo mattone, per il colle sacro non c’è ancora pace. Le pietre viventi della città morta parlano ancora,  attraverso l’immortalità delle immagini in un luogo laddove il silenzio, più che raccoglimento suscita addirittura imbarazzo.

Gli spot immobiliari pur nel cuore di Cagliari l’allontanano dagli angusti luoghi comuni. Ma si sa la pubblicità è l’anima del commercio, più spesso ed  a volte, l’esatto suo contrario.

 Nei giorni scorsi, durante il noto programma di Licia Colò “alle falde del Kilimangiaro” è andata in onda una breve inchiesta sulla necropoli fenicio punica di Cagliari. Un format rinnovato nella sua nuova edizione. Quest’anno con la sola denominazione “Kilmangiaro”, oltre a proporre viaggi nei luoghi esotici e più esclusivi del Globo, racconta il Bel Paese dei borghi più nascosti e suggestivi, non dimenticando le bellezze dimenticate, quelle violate ed abbandonate.

 La giornalista Stefania Battistini documenta settimanalmente lo stato del nostro patrimonio storico ed ambientale. Così è stata la volta di Tuvixeddu, dopo la Certosa di Pavia, una Cattedrale nel deserto, laddove lo Stato non ha ancora attivato una biglietteria a fronte di settecentomila presenze all’anno, rinunciando ad investirne i non trascurabili proventi in opere indispensabili di tutela e manutenzione. Le sequenze preannunciate dalla telecamera nascosta su un percorso non autorizzato sono da presa diretta, seguono la morfologia del terreno quasi a catturarne le tracce che si perdono tra la rigogliosa vegetazione spontanea, al ritmo dei passi che affondano sullo sterrato misto ai detriti. Si svelano le tombe ad arcosoli, trasformate in fornelli da cucina all’interno di una delle ville patrizieche cingono la necropoli. Tombe romane ospitano inequivocabili giacigli di fortuna, che confermano la presenza di varchi sulla rete di recinzione.

via Is Maglias 28 marzo 1956

 Ciò che dovrebbe essere il parco archeologico, mostra interrotti moduli di passerelle lignee con le protezioni metalliche già aggredite dal tempo; l’area servizi ha bisogno di nuovi interventi. Primo piano inesorabile sul cartello del cantiere che attesta: inizio lavori 2003 per un importo di cinque milioni di euro. Ma il sottosuolo dei palazzi confinanti ha qualcosa da aggiungere e dell’incredibile da vedere: un ampio garage con dei resti archeologici che hanno conficcati su quel che resta di antiche vestigia quattordici pilastri di cemento armato. Forse la testimonianza della sinergia tra la proprietà privata ed il pubblico patrimonio culturale, che peraltro sembrerebbe non restare un fatto isolato. Li vedete i turisti che entrano in un condominio per fruire della vista dei beni culturali. In tal caso l’amministratore dovrebbe provvedere ad una portineria con biglietteria, chissà che tranquilla riunione di condominio!

 Un ambiente surreale, come testimonia lo stesso Sindaco Zedda, ricordando che in due giorni di apertura si sono registrate venticinquemila visite. La giornalista che intervista rappresentanti della Soprintendenza incalza sulle pietre impastate con la città, mentre di rimando si ricordano le esigenze della città, che sembrerebbero  suonare come una sorta di impotenza mista a rassegnazione. Se non come i sepolcri di Manila, la Necropoli ha i suoi abitanti, casupole occupate da cui spuntano condizionatori, incuranti di qualsiasi impatto ambientale, come l’inevaso fabbisogno di case in città, sembra giustificare.

 Nulla di più di quanto già visto e documentato in altri filmati, come quelli più dettagliati e di ottima fattura dello speleologo giornalista Marcello Polastri di Sardegna Sotterranea. Del resto è risaputo, chi arriva per ultimo edifica sopra gli altri: nuove dimore sopra altre case, chiese sopra altri templi. Come in altri tempi e luoghi diversi, già ad Oristano de Tharros portant sa perda a carros. Cagliari ha cercato sempre il materiale per la sua costruzione e ricostruzione nel ventre del suo grembo, nelle profondità dei suoi colli, dragando sabbia per l’edilizia difronte al Golfo. Gli oltre 500 commenti della pagina facebook di Kilimangiaro, in gran parte dalla Penisola, registrano due sole parole ricorrenti: scandaloso, vergognoso.

 La vicenda di Tuvixeddu ha sempre suscitato qualche esitazione ed incertezza a cominciare dalla sua denominazione e pronuncia, nonostante che si scrive e pronuncia scivolando come il toponimo quasi attiguo di Stampaxi. Ma se è diventato quello che non doveva mai essere: cava, discarica, una dimora duratura per i senza tetto, un rifugio durante il secondo conflitto mondiale, ma anche adibito a pollai o fioriere, non come quelle di cui si è occupata la Magistratura, ed ancora spartano parco giochi di campetti di calcio improvvisati, luogo di incontri proibiti, miniera di reperti per i tombaroli che lasciavano gli arnesi di effrazione sul posto per proseguire negli scavi il giorno dopo, ultima destinazione di ciò che rimaneva inutile del furto di una quattro o due ruote .

 Oggi Tuvixeddu è soprattutto una complessa, delicata, inestricabile vicenda giuridico amministrativa, tanto da poter assegnare delle tesi sperimentali ad un intero corso accademico di giurisprudenza. Cercare di riassumere fedelmente e sinteticamente la sua intera cronologia,  è un’impresa ardua e scomoda per queste poche righe, per cui è meglio rimandare la consultazione a due siti della rete che in modo esaustivo e competente hanno trattato la materia: Urbancenter e Gruppo di Intervento Giuridico. A titolo di cronaca  si può ricordare che dall’8 marzo trascorsi 120 giorni dalla notifica, il gruppo Cualbu – soccombente sul piano amministrativo – può mettere all’incasso il pronunciamento della Corte d’Appello Civile di Roma che ha confermato l’esecutività del Lodo Arbitrale per una cifra superiore ai 76 milioni di euro. Roba da far tremare i polsi e prosciugare le casse della Regione.

 Ma quali sono i punti critici della querelle partita nel 2000 con l’Accordo di Programma tra Regione, Comune di Cagliari e privati. L’equivoco generale nasce dal programma di riqualificazione del cosiddetto sistema dei colli di Sant’Avendrace, giusto per non correre il rischio di nominare Tuvixeddu. Il suo principio ispiratore e conduttore si traduce in un moltiplicatore esplicito ed apparentemente innocuo:  riqualificare per edificare, insieme ad una sostanziosa seconda operazione: edificare per valorizzare, un prodotto finale abbastanza trasversale in città, sia tra le diverse amministrazioni locali che nel settore imprenditoriale privato ed organizzazioni di categoria. A nulla vale oggi recriminare, che circa 30 anni fa quell’area poteva essere acquisita dall’autorità pubblica con pochi miliardi di lire, senza contrattare e correre il rischio di pagare esorbitanti indennizzi. Esattamente il conto salato di una carenza di lungimiranza, di chi una città non solo deve amministrarla, ma anche immaginarla col dovuto anticipo. Qualche via d’uscita può essere rappresentata dalle zone sterili archeologicamente, ma ritrovamenti anche in quelle aeree non semplificano con certezza  il problema, non a caso sono state previste le fasce di tutela al perimetro esterno della necropoli. Evocare l’intervento del privato nel mondo della cultura sembra la testimonianza di un’alternativa alla carenza endemica di risorse finanziarie, ma sono proprio queste a non mancare sia sul versante europeo che nazionale, se tempestivamente perseguite. Eppoi ce li vedreste voi, amministratori locali in grado di disporre di adeguati finanziamenti, e condividere con altri soggetti il proscenio dell’innegabile visibilità che solo certe opere possono attribuire. Difronte alla carenza ed all’invadenza degli enti locali, che avrebbero potuto compromettere definitivamente Tuvixeddu, tanto da far assurgere a migliore tutela l’assenza stessa dell’intervento amministrativo, un determinante baluardo è costituito dal ruolo svolto dall’associazionismo. Oltre alle due precedenti associazioni: WVF, Ipogeo, Italia Nostra, Lega Ambiente, Amici di Sardegna, Amici della Terra, comitati vari e tanti altri, che si sono perfino costituiti in giudizio per difendere l’integrità della necropoli. Taluni lo definiscono l’annoso estremismo ambientale che rischia di vanificare l’esortazione “lasciateci lavorare”. Per contro tale aspetto testimonia l’inagibilità ricorrente del dialogo tra gli amministratori e l’associazionismo, diretto rappresentante dei cittadini che firmano le petizioni, testimoniando la voglia di partecipazione e la passione per la propria città.

 Proprio in questi giorni in città si sta sviluppando un altro problema: la costruzione di un parcheggio all’interno dei contrafforti del Bastione di Santa Croce in via del Cammino Nuovo con annesso parco, 14 milioni di euro l’investimento - 20 centimetri di terra sopra il cemento con diradate grate di areazione che scongiurano la piantumazione di qualsiasi albero, tutt’al più si può immaginare un anonimo giardino. Italia Nostra parla già di mistificazione, a riprova di incontri di interlocuzione richiesti col Comune, che vengono fissati dopo l’assunzione di atti deliberativi. Insomma si delinea un’ulteriore vicenda vertenziale. La lezione di Tuvixeddu sembra non essere ancora servita.

 E poiché Sardegna Promozione non ha avuto ancora il tempo di occuparsene, ci ha pensato il più diffuso quotidiano francese, il parigino Le Figaro, denunciando la settimana scorsa in prima pagina, lo stato di abbandono in cui versa Pompei, laddove lo Stato assiste impotente al crollo dei tesori di una civiltà, con le pesantezze della burocrazia che schiacciano e bloccano l’attuazione di lavori urgenti. Oltre alla lenta agonia di Pompei la denuncia si allarga ad altri siti che versano in situazioni quasi analoghe: la Biblioteca di Brera a Milano, Villa Adriana a Tivoli, la preziosa Biblioteca Girolamini a Napoli dove resta ben poco dopo la spoliazione self service, la Domus Aurea a Roma, Volterra, i palazzi reali di Caserta e Carditello, la cittadella di Alessandria, i templi di Agrigento, il sito di Sibari in Calabria e  Tuvixeddu in SardegnaInsomma, siamo in buona compagnia e comunque, gli unici tesori non sono i Bronzi di Riace, anche se a volte ritornano.

 A Cagliari una città che  nutre la giusta ambizione a candidarsi capitale della cultura, si dovrebbe avviare una riflessione su ciò che di bello si è fatto finora, senza banalizzare o sottovalutare il termine ed il suo fine. Una volta si gridava l’immaginazione al potere, ma immaginazione e politica rivestono un significato duplice, contradditorio, la politica deve avere i piedi ben piantati sul realismo, ma priva d’immaginazione perde la forza di guardare al futuro. Partendo dalla trasformazione del presente si può pervenire ad importanti risultati di qualità per la vita di una città. Il parco di Monte Claro; il risanamento del Colle di San Michele che fu per metà divorato dal lavoro di cava; Monte Urpinu anche se la cava fa parte ancora del panorama; l’asse mediano come le rotonde che hanno preso a girare, sono importanti ed utili opere viarie ma per loro natura non tendono al bello; la sistemazione di alcune piazze, rientra nell’attività di normale manutenzione ed ordinario assetto urbano. Sono tutte insieme opere pregevoli, ma belle? Ce ne passa! I parcheggi di viale Regina Elena o lo sventato multipiano di via Manzoni sono una soluzione oltre che discussa incompleta, il primo che ritorna di attualità insieme ad un altro versante della città, il secondo la felice conclusione della mobilitazione dei residenti per addivenire ad una soluzione conciliabile con le esigenze della città, oltre che una faticosa opera di persuasione e mediazione nei confronti sia dell’allora maggioranza che dell’opposizione. Sabato scorso durante la manifestazione di via San Giorgio si precisava, non senza sgomento, “non ce l’abbiamo con tutti ma sicuramente con quelli che abbiamo concorso ad eleggere”.

 Continuando nell’elenco delle opere, non sono mancati gli interventi disastrosi, come il ripascimento del Poetto che smorzati i furori lasciano l’angoscia di una ferita insanabile, o la legnaia dell’Anfiteatro Romano, ma di bello? Si può ancora parlare di bellezza in una città, certo non come ad Oristano dove lo slogan “città di bellezza” adottato da una coalizione candidata al governo del capoluogo, è diventato l’indulgente epitaffio della sua condotta amministrativa. La bellezza nell’assetto urbano vive la propria emarginazione come qualcosa di antiquato od una sorta di attentato alla modernità, sottovalutando invece i molteplici aspetti sociologici che può generare sulla qualità della vita. In molte città d’Italia per troppo tempo si è assistito ad un uso indiscriminato del territorio dove i centri storici si svuotano, la periferia che divora la campagna con gravi problemi dei collegamenti, oltre che incentivare la speculazione edilizia. Una cultura consolidata guarda alla trasformazione dell’ambiente come al paradigma del progresso. Lo sventramento della Roma Medioevale  per far posto a via dei Fori Imperiali col primo colpo di piccone del Duce – ansioso di emulare la Berlino squadrata dell’architetto del Reich Albert Speer – immortalato dal Cinegiornale Luce, su un tetto di Roma, dritto come il gladio di un legionario. I grands boulevards di Parigi nati per far transitare agevolmente le truppe Napoleoniche, abbattendo la corte dei miracoli con la parola d’ordine far circolare gli uomini e l’aria. Il nuovo volto della città capitolina ha cancellato quel botto di bellezza, raccontato mirabilmente da Alberto Sordi quando bambino, condotto per mano dal padre tra i vicoli medioevali, per vedere esplodere, appena dietro un vicolo la grandiosità di San Pietro.

 Se per Francesco Alziator Cagliari è un grande sepolcro: “distesa, ammonticchiata, sparpagliata, rappresa, densa e rada, Cagliari, pallida e accesa”. Anche ad Elio Vittorini nel 1932 assecondando la sua  fantasia, gli apparve come una Gerusalemme liberata, metà roccia e metà case di roccia, fredda e gialla d’un giallore calcareo africano.

 I vivi privilegiati di quelle ville, dai loro giardini hanno potuto assistere al gioco di luci, di lampi e di riflessi che si accendevano per  spegnersi e riverberarsi sulla immensa fissità della laguna. Quella impareggiabile vista oggi sembra imprigionata irrimediabilmente nella prospettiva frazionata delle Zunk Towers. Tuvixeddu è un’area sensibile come può essere solo un vasto patrimonio identitario ed il luogo della sua memoria. L’estetica è la manifestazione fisica dell‘etica come l’urbanistica l’ordine, l’immagine indelebile di una città. “Laggiù tutto è ordine e bellezza, lusso, calma e voluttà” scriveva Baudelaire, perché le nostre città d’arte pur nel degrado o deturpate dall’assalto delle brutture, conservano il fascino e la voluttà della bellezza.

 La bellezza, la grande bellezza filmata di Roma sta anche sotto la cenere di Ercolano e di Pompei come nelle viscere e nell’animo di Tuvixeddu. Perché una città bella è  una città più giusta!

 [Mario Salis] CagliariGlobalist  

 

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Via La Marmora angolo Vico Martini fine 1970…il rubinetto …quanta gente si riforniva li …con bottiglioni e “Marigas”

Troppo cloro, acqua vietata

Emergenza a Cagliari, Quartu e in 5 Comuni dell’hinterland – Vietato bere e cucinare per 12 giorni ma non c’è pericolo per la salute

 Usatela per tutto, compresa la doccia, ma non per bere o cucinare. L’indicazione, perentoria, è contenuta in un’ordinanza firmata ieri in tutta fretta da sette sindaci del Cagliaritano (capoluogo compreso) e riguarda l’acqua che sgorga dai rubinetti. È inquinata, quell’acqua, e probabilmente lo sarà per quasi due settimane: fino al 24 febbraio, per la precisione, a meno che l’Enas (è il nome attuale dell’Ente autonomo del Flumendosa) non riesca a risolvere il problema più rapidamente. Per bere e per cucinare, dunque, non resta altra possibilità che la minerale in bottiglia, oppure i bidoni riempiti con l’acqua che esce dai rubinetti dei Comuni che non sono nella lista nera (provvisoria) diffusa da Abbanoa e dall’Asl di Cagliari.

I COMUNI Riguarda Cagliari, Quartu, Quartucciu, Selargius, Monserrato, Elmas e Maracalagonis , il divieto di dissetarsi e cucinare con l’acqua di rete entrato in vigore ieri mattina, dopo che le analisi chimiche compiute prima da Abbanoa e poi dall’Asl hanno accertato che il livello di cloriti è, anche se leggermente, superiore ai limiti massimi consentiti dalla legge. Nei territori di tutti gli altri Comuni, senza alcuna eccezione, l’acqua continua a essere perfettamente potabile e ogni voce che sostiene il contrario (qualcuna, circola da ieri pomeriggio) è semplicemente falsa.
IL PROBLEMA Perché nell’acqua c’è troppo cloro, al punto che non possiamo berla o cucinare? Non per errore, ma per scelta obbligata dal rispetto delle normative sanitarie. I sette Comuni – non uno di più, non uno di meno – in cui l’acqua non sarà potabile per una dozzina di giorni sono serviti da una condotta idrica che arriva dal bacino del Mulargia: su quella linea l’Enas sta eseguendo lavori urgenti, che richiedono molto tempo. I suoi tecnici sono all’opera nella centrale di Uvini, quindi la fornitura dal Mulargia è di fatto interrotta. A quel punto, lo stesso ente si è trovato di fronte due scelte: tenere centinaia di migliaia di persone con i rubinetti a secco per due settimane oppure fornire ad Abbanoa l’acqua da un altro bacino, quello del Cixerri, dove però la carica batterica è eccessivamente alta a causa della contaminazione da scarichi fognari. Dunque, così com’è, quell’acqua non può essere distribuita nella rete idrica, nemmeno se accompagnata da ordinanze che ne limitano l’uso.
LE ANALISI Per sterminare i batteri l’unica soluzione è utilizzare il cloro, come sempre si fa, ma stavolta in dosi più massicce. È esattamente ciò che Abbanoa ha fatto negli impianti di potabilizzazione, pur sapendo che il problema si sarebbe ribaltato: ora i livelli di contaminazione da batteri dell’acqua prelevata dal Cixerri sono rientrati nei valori di legge, però sono superiori ai limiti quelli dei cloriti. Poca roba: le analisi eseguite nelle scuole di via Palermo a Quartu, ad esempio, indicano un valore di cloriti pari a 1,04 milligrammi per litro, contro un limite di legge pari a 0,7. Ancora più bassi i valori dei prelievi fatti in via Ales a Quartucciu: 0,84, ma pur sempre sopra i limiti.
LE ORDINANZE Questi dati rilevati da Abbanoa (che immette nella rete l’acqua ricevuta dall’Enas) sono stati confermati dalle analisi dell’Asl, così la stessa Abbanoa ha fatto partire le segnalazioni ai Comuni serviti dal Mulargia, da dove l’acqua non può più arrivare per dodici giorni. La legge prevede che siano i sindaci a firmare le ordinanze, ma di fatto è un atto dovuto. Dunque, in quelle sette località l’acqua non si può bere e non può essere utilizzata per cucinare, ma tutto il resto si può fare, compresi doccia e lavaggio di frutta e verdura. Per gli amanti delle frasi fatte, «è vietato l’utilizzo dell’acqua per scopi alimentari», e tutto il resto è consentito. Compreso arrabbiarsi perché il divieto durerà a lungo.
Luigi Almiento

14 febbraio 2014
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foto tratta dal sito http://pierluigimontalbano.blogspot.it

Presentazione del saggioI tre mesi che sconvolsero l’Italia.

Luglio-settembre 1943: documenti inediti dei Servizi di Informazione Militari Italiani.

Venerdì 13 dicembre 2013, ore 18, Search (sottopiano Palazzo Civico), Largo Carlo Felice, 1 Cagliari

I tre mesi che sconvolsero l’Italia. Luglio-settembre 1943: documenti inediti dei Servizi di Informazione Militari Italiani, il saggio di Giuseppe Luigi Nonnis e e di Giampaolo Nonnis, pubblicato da Arkadia Editore, sarà presentato venerdì 13 dicembre alle 18 allo Spazio Search,il sottopiano del Palazzo Civico che ospita la Sede Espositiva dell’Archivio Comunale con ingresso nel Largo Carlo Felice, 1.

I tre mesi che sconvolsero l’Italia è uno studio sui 65 fascicoli del Servizi Informazioni Militari sezione Resoconti Stampa Estera (RSE), salvati in modo fortunoso dopo l’8 settembre 1943 e raccolti nel cd allegatoal saggio. Un documento unico, che aiuta a comprendere l’evolversi delle vicende belliche e dell’armistizio che condussero l’Italia al disastro. Conservati per sessant’anni, i fascicoli coprono il periodo dal 3 luglio al 7 settembre 1943, e riferiscono ampiamente, senza filtri censure, ciò che la stampa estera pensava della guerra degli italiani.

Il volume, la cui prefazione è curata da Alfio Caruso con una presentazione di Salvatore Pirastu, si compone di una prima parte che riassume cronologicamente la cronaca di quei mesi drammatici, in base anche ai RSE.

Nella seconda parte vengono illustrati a tutto tondo i protagonisti di quelle giornate convulse: il Re, il Duce, i gerarchi, i militari. La terza parte del volume contiene la testimonianza di colui che salvò dalla distruzione i preziosi documenti del SIM.

La serata vedrà la partecipazione degli autori, Giuseppe Luigi Nonnis e Giampaolo Nonnis, di Salvatore Pirastu e del giornalista Pietro Picciau.

Giampaolo Nonnis, nato nel 1946, ha prestato servizio nella Marina Militare dal 1966 al 1972 come tecnico elettronico. Congedatosi ha insegnato in diverse scuole tecniche. Supervisore presso l’Università di Cagliari per le attività di sostegno didattico e metodologico nella Scuola di Specializzazione per l’insegnamento ad allievi con bisogni speciali nelle scuole secondarie. Appassionato di storia militare, è autore di articoli e racconti pubblicati su giornali e riviste.

Giuseppe Luigi Nonnis, nato nel 1945, dirigente scolastico in pensione, ha partecipato per oltre tre anni a Bruxelles al progetto Helios, voluto dall’Unione Europea per l’integrazione delle persone con bisogni speciali nella scuola, nel lavoro e nella vita sociale. Giudice onorario presso la sezione minori della Corte d’Appello di Cagliari è autore di numerose pubblicazioni e monografie di carattere storico ed è stato insignito dal Presidente della Repubblica Ciampi della medaglia d’argento “Benemeriti della Cultura”.

La serata è organizzata in collaborazione con il Comune di Cagliari, Assessorato alla Cultura- Servizio Cultura e Spettacolo – Ufficio Archivio Storico Biblioteche.

 Ufficio stampa Arkadia Editore

Tania Murenu

3462151446

ufficiostampa@arkadiaeditore.it

www.arkadiaeditore.it

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Dopo la rimozione dell’opera di Pinuccio Sciola, sita nella piazza Repubblica fina dagli anni 80, si sono scatenate subito delle polemiche. Infatti non ci si può capacitare delle motivazioni che hanno portato all’eliminazione dell’opera di un artista tanto importante.

 Parla l’assessore Frau:

25 settembre 2013 alle ore 15.27

Stamattina per prima cosa ho sentito al telefono Pinuccio Sciola, al quale sono legato da anni da un rapporto di stima e affetto. Gli ho detto quanto mi abbia addolorato la vicenda relativa al murale di Piazza Repubblica. Gli ho anche promesso che avrei indagato a fondo sulla cosa.

Della vicenda, voglio chiarirlo subito, sono venuto a conoscenza solo ieri sera, nei momenti conclusivi del Consiglio Comunale, e quindi solo stamattina ho potuto occuparmene.

Vi illustro gli esiti della mia verifica, citando in carattere corsivo i punti salienti della relazione tecnica dei lavori.

 

A seguito dell’intervento dei Vigili del Fuoco, il condominio di Piazza Repubblica ha comunicato all’amministrazione comunale, come prevede l’articolo 88 del Regolamento Edilizio, di dovere procedere alla demolizione di parti pericolanti della parete esterna dell’edificio, a tutela della pubblica incolumità.

L’articolo 88, voglio ricordarlo, in circostanze simili dà ai proprietari la facoltà di adottare misure urgenti di messa in sicurezza, senza la necessità di autorizzazioni espresse.

Nel corso dei lavori è venuta alla luce una situazione ben più grave di quella apparente.
Il muro perimetrale era costituito da due pareti di mattoni, separate da una camera d’aria. La parete esterna, realizzata con mattoni da 8cm disposti a coltello, «per un originale difetto di cottura dei manufatti, e per il dilavamento a cui essa è stata assoggettata nel tempo» è stata interessata da un «diffuso sfondamento [...] con l’apertura di consistenti brecce.»

«Tutta la superficie del prospetto è interessata da una diffusa “ragnatela” di microlesioni che ne pregiudicano un efficace risanamento».

Il prospetto dell’edificio, in sintesi, già nella fase di messa in sicurezza risultava compromesso. Successivamente, nello studio dell’attuale intervento di ripristino, è emerso che:

«In conseguenza della fenomenologia riscontrata appare pertanto non realizzabile la ricucitura delle fessurazioni e delle lesioni, e la ripresa della tinteggiatura del prospetto e del dipinto murale esistente, che appare irrimediabilmente danneggiato. [...]
Si rende necessario
[...] la demolizione dell’intero strato esterno in laterizio della parete [
...] la ricostruzione della parete esterna con “foratoni” in laterizio da 12cm

Non si è trattato quindi di una semplice tinteggiatura, o della rimozione di un intonaco e del murale che lo ornava, ma della demolizione dell’intera parete esterna dell’edificio, che per motivi strutturali non era più in grado di reggere.

Vorrei ora precisare che pratiche di questo tipo, e così motivate, non passano dalle scrivanie di Sindaco e Assessore, ma sono gestite dai tecnici comunali sulla base di fondate documentazioni che ne giustifichino la necessità e la legittimità. Aggiungo, solo per completezza di informazione, che il murale non era sottoposto a nessuna tutela da parte della Soprintendenza.

Mi attiverò assieme agli altri colleghi della Giunta perché la perdita del murale di Piazza Repubblica sia compensata prestissimo da altre occasioni di intervento su scala urbana per Pinuccio Sciola e altri artisti.

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Il fatto di cronaca e il murale di Pinuccio Sciola

 

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Oggi 2 aprile 2013, l’Associazione Diversamente Onlus e l’intera comunità autistica mondiale celebreranno la sesta Giornata Mondiale di Sensibilizzazione sull’Autismo, così proclamata dalle Nazioni Unite.

Per sottolineare questa storica giornata, l’Associazione Diversamente Onlus si unisce a Autism Speaks la più grande organizzazione di familiari di persone con autismo degli Stati Uniti d’America, e partecipa alla loro campagna internazionale «Light it Up Blue». Nel quadro di questa campagna, i monumenti, gli edifici pubblici e le abitazioni private del mondo intero saranno illuminate di blu per “illuminare” l’autismo.

Come probabilmente voi già sapete, l’autismo è un disturbo  neurologico di tipo complesso che colpisce prevalentemente la sfera comunicativa, la sfera comportamentale e l’interazione sociale. L’autismo colpisce 1 bambino su 110, tre su quattro di loro sono maschi, dunque un ragazzo ogni 70. L’autismo è diffuso in tutto il mondo, indipendentemente dalla classe sociale, culturale o dalla zona geografica. E’ divenuto una fonte di preoccupazione crescente nel campo  della sanità pubblica a livello
internazionale.

Al fine di richiamare l’attenzione su un disturbo che colpisce almeno 67 milioni di persone nel mondo, la sera di lunedì 1° Aprile 2013 (il primo giorno del mese di sensibilizzazione sull’Autismo) e la sera del Martedì 2 Aprile 2013 (Giornata Mondiale di Sensibilizzazione sull’Autismo), hanno deciso di partecipare a questa campagna internazionale:

 Amministrazione Comunale di Cagliari che illuminerà di blu il Palazzo Civico

Giornata Mondiale di Sensibilizzazione sull’Autismo

 Amministrazione Comunale di Villasor che illuminerà di blu il Palazzo Municipale, l’ex acquedotto dismesso e il campanile della chiesa parrocchiale San Biagio

 Il THotel di Cagliari che illuminerà di blu l’ultimo piano della torre, una zona del Bar e le nicchie della hall

Il Centro Commerciale Naturale di Villasor con  circa 40 attività commerciali che oltre ad illuminare di blu la notte tra l’1 e il 2 aprile per tutta la giornata dell’1 e del 2 modificherà la propria grafica sul sito www.ccnvillasor.it e sul proprio profilo facebook Centro Commerciale Naturale Villasor adottandone una adatta per l’occasione.

Tantissimi privati cittadini che accenderanno una lampadina blu nella propria abitazione.

L’Associazione Diversamente onlus in occasione del prossimo 2 Aprile si rende disponibile a partecipare a eventi televisivi o radiofonici e a rilasciare interviste dedicate al mondo dell’Autismo. (Tel 3338944791 info@diversamenteonlus.org)

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Viaggio al Termine della Notte 1943-2013. Questo il titolo delle manifestazioni che ricorderanno i tragici bombardamenti del

1943 sulla città di

Cagliari. Il Comune presenta il programma ufficiale degli eventi del Settantesimo Anniversario

 

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E’ giunto alla V edizione il concorso 3 minuti di celebrità a Cagliari   col sostegno del Comune , del Banco di Sardegna , della Regione.

Quest’anno è dedicato al ricordo di Francesco Alziator lo storico cagliaritano  che ha concentrato la sua attività nello studio e nella salvaguardia della cultura e delle tradizioni sarde, in special modo a quelle della sua città.

Anche io parteciperò col mio piccolo contributo video. Di seguito vi posto il mio video che ha preso parte alla II edizione del concorso.

Venerdì alle ore 18, nella sala del Cineworld in Viale Monastir a Cagliari

l’ingresso è aperto a tutti.

La commissione, formata da personalità del mondo del cinema e della critica cinematografica,  stabilirà tre premi per categoria .

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Questa sera, alle ore 21, durante la trasmissione Di che danza 6 della emittente televisiva Videolina, la conduttrice e ideatrice della trasmissione, Claudia Tronci, mi ha voluto come ospite per   parlare, tra le tante cose,  della mia iniziativa “Un parco per Giusy” . Un’ iniziativa che ho cominciato a promuovere tramite il mio blog Musicamore, subito dopo la scomparsa del soprano cagliaritano Giusy Devinu , compagna di studi musicali al Conservatorio di Cagliari, e che ci ha lasciato all’età di 47 anni nel pieno della sua carriera. Giusy era una grande artista del mondo dell’opera lirica, ma era anche una cagliaritana, e lo ribadiva sempre con orgoglio ogni qualvolta veniva intervistata, soprattutto quando si trovava all’estero. E’ giusto quindi che il Comune di Cagliari le intitoli uno spazio come quello del Parco della Musica antistante proprio il Teatro Lirico, quel teatro da lei stessa inaugurato con un altra cagliaritana: il contralto Bernadette  Manca di Nissa.

Ormai siamo ad un passo dalla conclusione. La Commissione per le pari Opportunità ha votato all’unanimità questo mio progetto, che si è avvalso della collaborazione di tanti amici del mondo della musica, della danza,del teatro e della cultura in generale. Ora manca la firma del sindaco e della giunta comunale.

Per diffondere al meglio l’iniziativa ho anche aperto una pagina su Facebook intitolata appunto “Un parco per Giuy” e dove hanno già aderito 1300 persone. Vi chiedo di continuare a cliccare  MI PIACE e di condividire fra i vostri contatti .

Chi volesse approfondire la conoscenza di quest’ artista troverà tante notizie anche nel blog  Amici di Giusy, che ho aperto nel 2007, e che si è avvalso della collaborazione del giornalista Lanfranco Visconti, biografo della cantante.

 

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Cagliari intitolerà una strada a Chiara Lubich. Tutti siete invitati a partecipare all’evento. Questo è il programma-invito

 

cliccate sulle immagini per ingrandirle

 

http://www.focolare.org

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Anche il comune di Cagliari si schiera a favore della liberazione di Rossella Urru, la cooperante di Samugheo rapita in Algeria la notte dello scorso 22 ottobre. Questo pomeriggio all’ultimo piano del municipio in via Roma è stato appeso uno striscione con scritto “Rossella Libera”.

CAGLIARI Dopo i manifesti con la foto di Rossella Urru affissi nei municipi di Torino, Milano, Bologna e nel palazzo del consiglio regionale dell’Emilia Romagna anche nel comune del capoluogo sardo questo pomeriggio è stato appeso uno striscione che chiede la liberazione della cooperante di Samugheo. “Rossella libera” queste le parole colorate in rosso e blu.

Rossella Urru è stata rapita dal campo profughi nel quale lavorava nella notte tra il 22 e il 23 ottobre scorso assieme ad altri due cooperanti spagnoli, da un gruppo armato.

http://www.sardegnaoggi.it

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portoInizia il censimento generale della popolazione e delle abitazioni.
Gli incaricati si presenteranno muniti di un idoneo tesserino di riconoscimento
In vista del prossimo censimento generale della popolazione e delle abitazioni ha preso il via, a cura del Servizio informatica e statistica del Comune di Cagliari, la rilevazione dei numeri civici e degli edifici di tutta la città. Gli addetti alla rilevazione effettueranno sopralluoghi per raccogliere – direttamente o mediante interviste agli inquilini o agli amministratori condominiali – le informazioni riguardanti la struttura e la tipologia di ogni edificio, comprese l’indicazione del numero di interni abitativi e non abitativi, la presenza dell’ascensore, il numero dei piani fuori terra e di eventuali piani totalmente interrati.

Nel darne l’annuncio, l’assessore Edoardo Usai (Pubblica istruzione, Servizi demografici, Informatica e Statistica) ha precisato che gli incaricati si presenteranno muniti di un idoneo tesserino di riconoscimento ed ha rivolto un appello alla cittadinanza affinché offra loro la massima collaborazione.

“I dati raccolti – ha sottolineato l’avvocato Usai – non sono di carattere personale o sensibile e, di conseguenza, non sono sottoposti alla normativa stabilita dal codice in materia di protezione dei dati personali (decreto legislativo numero 196 del 2003). Gli addetti alla rilevazione sono comunque vincolati al rispetto del segreto statistico e delle norme poste a tutela della privacy”.
Per eventuali comunicazioni e ulteriori informazioni è possibile telefonare al numero verde dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico del Comune: 800 016058                          http://www.ufficiostampacagliari.it/news.php?pagina=4113

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